Claudio Carlomagno, i dubbi degli operai la mattina del delitto: «Perché non è al cantiere di Prima Porta?». I movimenti del killer
«Stavamo lavorando al cimitero di Prima Porta da qualche giorno, ce lo siamo chiesto perché Claudio quella mattina non è venuto con noi», dice uno degli operai della...
«Stavamo lavorando al cimitero di Prima Porta da qualche giorno, ce lo siamo chiesto perché Claudio quella mattina non è venuto con noi», dice uno degli operai della Carlomagno srl. Una riflessione nata nei momenti in cui l'uomo stava occultando il cadavere della moglie, scavando una fossa e sapendo come fare in poco tempo. Un'assenza, la sua, ingiustificata ma celata anche quando la scomparsa della Torzullo è divenuta pubblica. Il silenzio degli operai di fronte agli inquirenti. La mattina in questione è quella del 9 gennaio quando il 44enne esce di casa alle 7.35 con il cadavere della moglie chiuso nel portabagagli e arriva all'azienda di famiglia. Non tergiversa, va dritto tanto da impiegare appena cinque minuti. Esce di casa, dunque, sapendo dove andare. È lì che nove giorni più tardi i carabinieri troveranno il cadavere di Federica, nudo, interamente ricoperto di terra, parzialmente smembrato non solo, secondo quanto accertato dall'autopsia, dal braccio meccanico della ruspa usata per interrarla. Con un letto di ghiaia, comprata il giorno prima da Claudio, a raccogliere i liquidi corporei. Gli operai si chiedono perché lui quella mattina non è al cantiere di Prima Porta, se lo domandano anche quando l'uomo arriva intorno alle 11 per prendere le chiavi dell'escavatrice ma non chiedono a cosa gli serve e i dubbi che poi sorgono restano chiusi a chiave.
GLI INDIZI
Che sia stato un delitto premeditato è convinzione della Procura di Civitavecchia e il puzzle a cui i militari stanno lavorando potrebbe presto arrivare a delineare un quadro certo. Escludendo complici diretti e consapevoli nelle fasi successive all'omicidio. I due cellulari dell'indagato non hanno prodotto traffico nella notte fra l'8 e il 9 gennaio, ma Carlomagno non avrebbe avuto necessità di studiare un posto, avendo a disposizione i terreni della ditta di famiglia, e le conoscenze per scavare una fossa, lavorando da tempo nei cimiteri. I carabinieri del Ris, che mercoledì scorso sono rientrati nella villetta di via Costantino 9, hanno acquisito anche i dati del "Carplay" dell'auto dell'indagato. Le analisi potrebbero chiarire cosa ha fatto nei giorni precedenti e dove sia andato. Se ad esempio ad acquistare un telo con cui è stato poi avvolto il corpo di Federica. Pezzi di un materiale simile alla plastica e compatibili con un telo sono stati trovati sul cadavere. Carlomagno quando arriva in azienda, scarica il corpo della moglie in un cassone insieme a quanto ha usato in casa per pulire, prova a dare fuoco ma poi desiste. Esce con il corpo della moglie nel cassone del furgone e arriva in un'azienda di rifiuti per acquistare del materiale di scarto necessario a coprirlo, rientra in azienda ma non può scavare la buca perché non ha le chiavi dell'escavatrice, riesce e passa per casa forse proprio per cercarle ma non le trova e solo allora arriva al cimitero di Prima Porta per prenderle dagli operai che, con il padre Pasquale, erano lì fin dalle prime ore del mattino. Cosa ci deve fare con l'escavatrice in azienda - si domandando i dipendenti - se siamo tutti qui?APPROFONDIMENTI FotoFederica Torzullo, l'appello della sorella: «Devo incontrare Claudio Carlomagno, vogliamo la verità su chi lo ha aiutato»