Sinno, Console d?Italia (napoletano) a Mykonos: «Questa non è l?isola dei balocchi, ecco come divertirsi in modo sano»
Il Mattino

Sinno, Console d?Italia (napoletano) a Mykonos: «Questa non è l?isola dei balocchi, ecco come divertirsi in modo sano»

Sabato 18 luglio 2026
4 visualizzazioni

«Qui c?è quello che è chiamato ?filoxenia?, termine famoso e importante che significa far sentire a casa lo straniero». A parlare è Gianpaolo...

Top News - NewsletterOgni giorno le notizie più lette della giornataIscriviti e ricevi le notizie via email

«Qui c’è quello che è chiamato “filoxenia”, termine famoso e importante che significa far sentire a casa lo straniero». A parlare è Gianpaolo Sinno, console onorario d’Italia a Mykonos, in Grecia.

Console Sinno, lei è napoletano e oggi rappresenta l'Italia in una delle mete più amate dagli italiani, Mykonos.

APPROFONDIMENTI Mondiali 2026, effetto nostalgia: gli italiani preferiscono le maglie storiche, ma temono la consegna in ritardoNew York, il sindaco Mamdani lancia "Parents' night out": per i genitori una serata liberi dai figli
"Odissea" di Nolan, sold out all'Happy di Afragola, unica sala IMax del Meridione

«Sì, sono napoletano e ormai lavoro e vivo da oltre 24 anni a Mykonos, dal 2003, più o meno. Ho una real estate, mi occupo di immobiliare, proprio nel settore turistico. Ho avuto la nomina il 3 aprile 2026, quando sono stato accreditato corrispondente consolare presso l’ambasciata di Atene a Mykonos. Come ogni anno, da dati statistici, il 60% del turismo sull’isola proviene dall’Italia. Lo zoccolo duro sono Napoli e Roma. Abbiamo anche già vissuto, purtroppo, diversi casi brutti. Sicuramente c’è conoscenza della ragazza di Firenze morta. Tutte cose che noi abbiamo seguito in prima linea. Ma sono stati tanti anche gli incidenti. Vivendo l’isola da tanti anni non pensavo che poi, avendo un ruolo del genere, sarebbero successi tanti di questi episodi».

Ha notato un cambiamento del modo in cui gli italiani vivono Mykonos?

«Il cambiamento più importante che si è verificato è sul tipo di vacanza. Ora si tratta per lo più di una vacanza diventata short, breve. L’isola è cara e non tutte le persone possono permettersi di fare sette o dieci giorni come una volta. Adesso si predilige il weekend in posti magari top. Un altro cambiamento è la qualità del turismo, sicuramente più ottimista e più spendente, di livello superiore rispetto a prima. C’è meno massa. Con l’avvento dei social, poi, i più giovani, invece di godersi la vacanza, perdono tempo con questi telefonini a fare foto al posto di viversi i momenti, che poi sono quelli che restano. Ma questo accade un po’ ovunque».

I più giovani. Che cosa sente di dir loro?

«Di divertirsi rispettando le regole, di non fidarsi di persone sconosciute e di evitare di guidare, soprattutto se si è bevuto qualcosa per evitare poi incidenti che possono essere davvero pericolosi. Da fine luglio, più o meno dal 24, al 3 e 4 di agosto, si raggruppano qui i ragazzini, quelli del viaggio della maturità. Arrivano tanti giovani che fanno festa con il viaggio della maturità. Partono dall’Italia classi intere, da Napoli, per esempio, dal Mercalli, dall’Umberto e dal Sannazaro. Come ogni anno, in questo periodo l’isola è piena in tutte le sue strutture ricettive, da quelle a una stella a quelle a cinque. È sold out, si trova più nulla».

Quali sono gli errori che vede commettere più spesso dai turisti?

«Tutti pensano che l’isola di Mykonos sia l’isola dei balocchi, un’isola molto bella, molto libera, in cui è concesso di fare tutto. Non è così. Qui ci sono tante telecamere, quindi quando accadono determinate situazioni riusciamo sempre a risalire al punto in cui si è verificato un episodio spiacevole. Poi magari ci si sente più liberi perché si vede meno polizia in divisa. In realtà ci sono molti agenti in borghese, anche aggregati da Atene. Tante anche le persone arrestate, quelle ubriache sui motorini, quindi in stato di ebbrezza. Non me lo aspettavo. Quello che chiedo è, magari proprio ai genitori, di dire ai propri figli di fare attenzione, di non mettersi alla guida se sono ubriachi, di evitare situazioni particolari. Si possono verificare situazioni spiacevoli. È questo il messaggio un po’ più principale».

Da console, quali sono le richieste più frequenti che riceve dai connazionali?

«Ultimamente riceviamo tantissime telefonate e tantissime mail di persone che, magari, vanno in ospedale in stato di ebbrezza. Ci contattano anche i familiari dall’Italia perché hanno paura per i loro congiunti, che potrebbero aver fatto uso di sostanze stupefacenti. Ci sono poi tantissime denunce di smarrimento documenti. Una cosa pazzesca. Hanno paura e chiedono un’ETD, l’Emergency travel document, un documento temporaneo che però deve partire da Atene.

A Mykonos non siamo accreditati per farlo. In media servono almeno sette giorni per ottenerlo».

Ci sono invece norme o abitudini che secondo lei gli italiani dovrebbero conoscere prima di venire a Mykonos?

«Soprattutto per la guida. Per l’auto servono 21 anni con due anni di patente. Un motorino 125, che in Italia si guida con la patente B, in Grecia si guida con la patente A. Quindi molte persone hanno di queste difficoltà al noleggio. Cerchiamo di fare una forte comunicazione anche noi, con i vari rent, parlando alle persone che non riescono a guidare, che hanno paura, di affidarsi a questi Ncc, transfer privati che girano l’isola. Anche per i ragazzi che vanno in spiaggia all’aperitivo e bevono, magari dopo non hanno problemi a ritornare a casa e tornano sani e salvi e noi stiamo più tranquilli insieme ai genitori».

Come vengono accolti invece gli italiani dai residenti?

«Qui c’è quello che è chiamato “filoxenia”, termine greco molto famoso e importante che significa far sentire a casa il cittadino straniero nella propria isola. Quindi il greco isolano apre le proprie porte a tutti. Mykonos è una delle isole più belle della Grecia, ma ha avuto anche tanta fortuna grazie alle sue spiagge meravigliose. I cittadini locali sono stati accoglienti anche negli anni passati, prima del mio arrivo. Sono stati tolleranti con i turisti, li hanno accolti bene. L’isola è stata anche molto gay friendly. Zoccolo duro era la comunità che oggi, diciamo, è un po’ sparita. Ci sono meno coppie gay in giro, ora prenotano in determinati periodi, più a settembre o dopo Pasqua».

Ultimamente sui social ci sono molti video di napoletani in Grecia che si comportano da incivili. Cosa ne pensa?

«Secondo me bisognerebbe contrastare tutti questi finti influencer, questi tiktoker che inviano messaggi sbagliati o questi abusivi che fittano strutture ricettive. Sono proprio questi ultimi che a Mykonos, non avendo partita Iva o alcun tipo di accredito, fittano strutture che hanno problemi. A pagarne, alla fine, sono i malcapitati turisti. Bisognerebbe dare uno stop a tutti questi personaggi, anche affidandosi a professionisti seri del settore. Facciamo una vacanza nel pieno rispetto delle regole, di divertimento sano».

Qual è un ricordo che porta nel cuore, dell'isola?

«È un ricordo che fa parte anche di un libro presentato lo scorso anno alla Camera dei deputati a Roma. Siamo nel 2005, quando ero art director e avevo un gruppo di 30 collaboratori tutti napoletani. Avevo in gestione questo locale in cui tutte le serate andavano male. Tutte meno una. Vennero tremila persone, suonava un Dj, Claudio di Rocco de Les Folies de Pigalle, gay friendly. Alla porta mi arrivano i fratelli della Dsquared, amici di questo musicista. Grazie all’incasso riuscii a pagare tutto lo staff e tornato in Italia comprai anche una moto. Il giorno successivo, poi la notizia uscì su tutti i giornali della Grecia. Per la prima volta dei fratelli stilisti a Mykonos. Una serata che mi ha cambiato la vita e grazie alla quale poi riuscii ad ottenere anche contatti di un certo livello».

Condividi questo articolo