Agguato a Nello Malinconico, l?architetto fu pedinato prima dell?aggressione
Il Mattino

Agguato a Nello Malinconico, l?architetto fu pedinato prima dell?aggressione

Lunedì 20 luglio 2026
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​NelloMalinconico, prima di subire l’agguato nel parcheggio coperto del supermercato Dodeca di via Baccanico è stato a lungo pedinato da Antonio Naccarelli di Atripalda, finito in carcere con le accuse di tentato omicidio aggravato e falsità materiale commessa da privato. Stesse accuse mosse nei confronti del 41enne Andrea Quatrano di Montefredane (ai domiciliari con braccialetto elettronico), che si sarebbe fatto coinvolgere da Naccarelli a prendere parte all’aggressione.

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Accuse mosse anche nei confronti di una giovane di Avellino, indagata a piede libero - legata sentimentalmente da qualche mese a Naccarelli - che ha ammesso di aver prestato l’auto noleggiata al trentaseienne di Atripalda. Ascoltata per ben due volte dagli inquirenti ha ammesso di aver prestato spesso l’auto ad Antonio Naccarelli e di non ricordare, con precisione, di averlo fatto anche quel pomeriggio del due aprile scorso, quando è stato brutalmente picchiato l’architetto Nello Malinconico.

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È quanto è emerso dalle indagini effettuate dagli agenti della questura di Avellino che dopo aver analizzato le immagini della videosorveglianza attiva nel parcheggio coperto del supermercato sono riusciti ad individuare da chi veniva utilizzata l’auto dalle quale sono scesi i tre uomini per picchiare l’architetto. Gli inquirenti hanno appurato che la targa dell’auto era stata manomessa. La lettera F era stata trasformata in E con del nastro adesivo. Subito dopo sono riusciti a risalire alla giovane che aveva noleggiato l’auto e che messa sotto torchio ha ammesso di dare spesso in prestito l’auto al suo fidanzato. Ora le indagini sono concentrate sull’identificazione del terzo uomo entrato in azione nel parcheggio del Dodeca insieme a Naccarelli e Quatrano la sera del giovedì Santo. Ai giovani che hanno preso parte alla spedizione punitiva con il volto coperto dal passamontagna, i poliziotti hanno subito sequestrato del materiale per procedere con ulteriori accertamenti, dopo la rituale convalida del provvedimento.

Il giovane architetto di Monteforte Irpino, colpito con delle spranghe di ferro dopo aver fatto la spesa – una volta uscito dal coma farmacologico – è stato ascoltato dagli inquirenti, ma nella sua ricostruzione non ha aggiunto elementi utili alle indagini. Ancora oscuro il movente alla base della brutale aggressione subita da Malinconico con bastoni e mazze. Ora gli inquirenti stanno continuando ad analizzare tutti gli elementi per comprendere per quale ragione Malinconico è stato seguito dai tre e picchiato brutalmente, dopo essere caduto a terra nella fuga. I tre malintenzionati hanno atteso che il 41enne finisse le sue commissioni, si sono nascosti nel parcheggio coperto, per poi attirare la sua attenzione con un urlo e sorprenderlo così mentre si dirigeva verso la sua auto. Lì hanno iniziato a colpirlo, sotto gli occhi attoniti di alcuni presenti, le cui urla hanno messo in fuga i malintenzionati, facendo scattare i soccorsi e le indagini sul violento episodio. Nelle prossime ore i due arrestati compariranno davanti al gip del tribunale di Avellino, Giulio Argenio per l’interrogatorio di garanzia.

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A gennaio Nello Malinconico è stato condannato a due anni di reclusione, pena sospesa al termine del rito abbreviato, per l’aggressione posta in essere nei confronti di un 40enne di origine napoletane, residente in città. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per il 41enne di Monteforte Irpino. L’architetto è stato sottoposto anche agli arresti domiciliari per un breve periodo. Stando alla ricostruzione effettuata dagli inquirenti, Malinconico – nel marzo 2025 - avrebbe seguito l’ex moglie e aggredito l’uomo che in quel momento era in sua compagnia.

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