Santobono, c?è l?ok: sarà ente nazionale di ricerca
Il Mattino

Santobono, c?è l?ok: sarà ente nazionale di ricerca

Domenica 1 febbraio 2026
7 visualizzazioni

  Santobono-Pausilipon: alle battute conclusive l'iter autorizzativo iniziato nel 2022 con la richiesta del cambio di pelle da Azienda ospedaliera monospecialistica di rilievo...

Santobono-Pausilipon: alle battute conclusive l'iter autorizzativo iniziato nel 2022 con la richiesta del cambio di pelle da Azienda ospedaliera monospecialistica di rilievo nazionale e ad alta specializzazione ad Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs). Chiamata a pronunciarsi sullo schema di decreto predisposto dal ministero è la Conferenza Stato-Regioni convocata a Roma per mercoledì prossimo, 5 febbraio prossimo. Si tratta nei fatti dell’ultimo tassello che manca prima del definitivo via libera del ministero della Salute.

APPROFONDIMENTI Ospedale Santobono, chiusa la vertenza tra lavoratori e direzione per il parcheggioBimba in preda alle convulsioni dopo la bronchite intubata in extremis dai medici del Loreto MareNapoli, in mini-moto a undici anni: si schianta e cade nel vuoto

La tappa fondamentale del percorso è stata segnata agli inizi dello scorso dicembre quando a Napoli giunsero gli ispettori del ministero della Salute inviati dal ministro Orazio Schillaci che esaminarono i principali ambiti di attività dell’ospedale: qualità dell’assistenza, produzione scientifica, organizzazione interna, infrastrutture dedicate alla ricerca e capacità di integrazione tra attività cliniche e laboratori con lo sguardo rivolto in particolare ai programmi di ricerca traslazionale, elemento chiave per la qualificazione come Irccs, e al ruolo dell’ospedale nella gestione delle patologie pediatriche rare e complesse. Al termine di quella Site Visit, la commissione ha predisposto una relazione tecnica valutata dal ministero della Salute che ora passa appunto al vaglio finale della Conferenza Stato-Regioni. Tutti gli atti sono stati istruiti da Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento Prevenzione e Ricerca del ministero della Salute. Uno status per il presidio napoletano che lo porrà al vertice degli istituti di eccellenza in campo pediatrico come il Bambin Gesù di Roma, il Meyer di Firenze e il Gaslini di Genova.

LA RIFORMA

Intanto, nelle settimane scorse, il Consiglio dei ministri ha dato il disco verde alla riforma degli Irccs, strutture sanitarie che uniscono la ricerca di base e clinica all'assistenza al letto del paziente. Il semaforo verde del governo è giunto a fine 2025, alla scadenza della legge delega del 2022 e contiene una serie di disposizioni integrative e correttive del decreto 200 approvato tre anni fa. Tra le novità un meccanismo per concentrare risorse sui poli di eccellenza per gli Irccs politematici mentre per i monospecialistici migliora la capacità di trasferire i risultati della ricerca alla pratica clinica, a diretto vantaggio dell’assistenza al paziente. «Si interviene – ha spiegato il direttore scientifico del Pascale di Napoli Alfredo Budillon - sull’organizzazione degli Istituti con nuove figure professionali a supporto della ricerca, la possibilità di conferire incarichi di consulente esperto, coordinatore di ricerca clinica e infermiere di ricerca clinica a sostegno del direttore scientifico per valorizzare competenze tecnico-scientifiche nelle sperimentazioni cliniche». Tra le novità anche il ruolo dirigenziale della ricerca sanitaria che mira a incrementare l’attrattività del sistema nazionale.

LE RETI

Il provvedimento rafforza dunque il sistema delle Reti tra i 54 Irccs presenti lungo lo Stivale prevedendo la trasformazione in Associazioni dotate di personalità giuridica, aperte alla partecipazione di enti del Servizio sanitario nazionale e, in misura non prevalente, di Università ed Enti di ricerca senza fini di lucro. «I 54 Irccs italiani costituiscono un’eccellenza del sistema nazionale - ha detto Campitiello - e gli straordinari risultati raggiunti ogni anno con cure e nuove terapie rappresentano una speranza per la salute di milioni di italiani. Quando la riforma avrà completato il suo iter tutto il sistema Irccs sarà riqualificato, potenziato e reso più moderno e funzionale». «Le correzioni del decreto 200, approvato due anni fa in attuazione della delega del 2022, di cui sono stata relatrice – aggiunge Rossana Boldi, già vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera e Relatore della legge delega di riforma degli Irccs, oltre che dirigente dell’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità - sono positive e necessarie per rendere più efficace il ruolo degli Irccs. Non si tratta solo di fare ricerca ma portare l’innovazione al letto dei pazienti per migliorare le possibilità di diagnosi e terapia». L’allargamento e il rafforzamento delle reti di ricerca coinvolgeranno tutti gli Enti, i policlinici universitari ed altre eccellenze del Ssn ma anche strutture private ed è nero su bianco la valorizzazione dei giovani ricercatori che mira a rendere più attrattivo il sistema della ricerca in Italia. La riforma punta anche a valorizzare il ruolo del direttore scientifico e dei giovani ricercatori ai quali saranno riconosciuti ruoli e funzioni sia sul piano giuridico ed economico, sia sul piano dell’attività di ricerca.

Condividi questo articolo