Caso Salerno, M5S al Pd: «Campo largo ovunque o divisi alle politiche»
Il Mattino

Caso Salerno, M5S al Pd: «Campo largo ovunque o divisi alle politiche»

Domenica 1 febbraio 2026
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  «Chi rompe il Campo largo a Salerno, lo rompe anche altrove. A cominciare dalle politiche: e se ne assume poi le responsabilità», ragiona, battagliera, Claudia...

«Chi rompe il Campo largo a Salerno, lo rompe anche altrove. A cominciare dalle politiche: e se ne assume poi le responsabilità», ragiona, battagliera, Claudia Pecoraro assessora grillina della giunta Fico per discutere di Mezzogiorno. Già perché ieri mattina l’iniziativa dell’M5s sarebbe solo per ragionare di «Sud e sviluppo» ma è chiaro come tutto sia già proiettato in vista delle comunali di maggio con lo scontro degli scontri: l’ex governatore De Luca contro un Campo largo più o meno al completo. Modello Manfredi o Fico, per intenderci, come si vuole portare, parole di Elly Schlein l’altro giorno a Napoli, a livello nazionale per le prossime politiche.

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Ma a Salerno? Il contdown inizia sabato quando diventeranno effettive le dimissioni del sindaco dem Enzo Napoli presentate per far scendere in campo l’ex governatore, per la quinta volta ai nastri di partenza alle comunali di Salerno. Ma la scena sembra cambiata: stavolta il Pd locale avrà tutti i riflettori puntati addosso e dovrà decidere da che parte stare, schierandosi per forza. O con Vincenzo De Luca o con il resto degli alleati, senza escamotage come non presentare solo a Salerno il simbolo dem. Opzione quest’ultima su cui contano i fedelissimi dell’ex governatore anche per non mettere in difficoltà il figlio Piero De Luca, segretario regionale dem. Che, a sua volta, l’altro giorno a Benevento ha convenuto pure con Clemente Mastella come il Campo largo vale ovunque per le prossime comunali. Come ha chiarito, sabato a Napoli la segretaria Schlein («Campo largo sul modello regionale ovunque») mettendo tutto nelle mani di De Luca jr che nella sua città ha ora una bella gatta da pelare.

Il risiko 

«Stiamo lavorando per dare un’alternativa politica ai cittadini di Salerno. Continuiamo con le riunioni, poi verranno i nomi», premette Virginia Villani, coordinatrice provinciale M5s che chiude a qualsiasi ipotesi di un ritorno di Vincenzo De Luca sulla poltrona di sindaco: «Noi siamo stati molto chiari da subito: vogliano chiudere con un metodo di fare politica che non ci appartiene e che è incarnato dall’ex governatore». Ci sono stati contatti con il Pd e i socialisti? «Vedremo con il nuovo segretario dem (Giovanni Coscia, ndr). Intanto ho parlato con Enzo Maraio che si è detto convinto ed entusiasta di quello che si stiamo facendo. Mi ha chiesto di temporeggiare perché, sue parole, la politica viene prima dei rapporti personali. Io però - aggiunge - mi auguro che si emancipi finalmente da De Luca. Intanto la Schlein è stata chiara: il Campo largo viene prima di ogni altra cosa».

Ecco perché a Salerno per il Campo largo si sta già lavorando da settimane per individuare un candidato. Niente nomi per ora ma un identikit chiaro. Eccolo: una giovane donna affinché plasticamente possa rappresentare il contraltare perfetto a Vincenzo De Luca, 77 anni a maggio e sindaco di Salerno, più o meno ininterrottamente, dal 1993.

«L’M5s prima di parlare di persone vuole discutere di progetti. E ne servono molti per cambiare il volto di questa città. Il nostro obiettivo è aggregare tutti i partiti che vogliono stare in questo disegno», interviene Mariolina Castellone, vice presidente del Senato, che in molti mesi fa vedevano anche come nome alla carica di governatore della Campania. Poi a margine insiste: «Anzitutto i progetti ma il primo obiettivo è tenere a Salerno il Campo largo, come fatto a Napoli ed a palazzo Santa Lucia. E non faremo marcia indietro proprio qui». E tenerlo tutto senza fare giochetti per spacchettarlo: in questo modo anche i socialisti sarebbero pronti a mollare De Luca con le sue due civiche. Altrimenti sarebbe un controsenso: il segretario nazionale del garofano Enzo Maraio, salernitano doc, è infatti assessore regionale con Fico. E proprio per lui tenere due schemi, uno a Napoli e l’altro a Salerno, sarebbe un controsenso. «Io spero che Pd e socialisti stiano con noi in questa partita - evidenzia ancora l’assessora M5s Pecoraro - altrimenti sarebbe un controsenso rispetto alla coalizione che noi guidiamo alla Regione. Ci vuole anche qui la stessa convergenza. E chi si mette fuori si prende la grande responsabilità di rompere l’alleanza anche in vista delle politiche del 2027». All’assise si affaccia anche Franco Mari, senatore di Sinistra Italiana: «Non bisogna perdere tempo dietro al Pd salernitano: serve lavorare subito per allargare la coalizione anche ai civici. Poi vediamo cosa faranno i dem a livello nazionale. Noi però rimaniamo alternativi a De Luca». Vedremo.

Intanto oggi ci capirà se ci sono soluzioni all’altra grana campana dei dem: Castellammare dove il partito ha tolto la fiducia al sindaco Vicinanza. Nel pomeriggio, infatti, i vertici del Pd regionale incontreranno i 4 consiglieri comunali per capire se staccheranno la spina o andranno avanti mettendosi, di fatto, fuori dal partito.

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