Napoli via Cavalleggeri, spari nella notte centrata la casa del nipote del boss
Il Mattino

Napoli via Cavalleggeri, spari nella notte centrata la casa del nipote del boss

Martedì 21 luglio 2026
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Una faida a bassa intensità. Poco sangue, molto piombo, tensione costantemente oltre i livelli di guardia. Ma l?ultima annotazione sul taccuino degli inquirenti chiamati a monitorare...

Una faida a bassa intensità. Poco sangue, molto piombo, tensione costantemente oltre i livelli di guardia. Ma l’ultima annotazione sul taccuino degli inquirenti chiamati a monitorare le fibrillazioni criminali dell’area ovest di Napoli è di quelle che fanno dormire sonni poco sereni. C’è una finestra, nel cuore del quartiere Fuorigrotta, crivellata con cinque colpi di pistola. Già questo basterebbe a restituire la cifra di un raid efferato, che solo per una pura casualità non ha avuto esiti drammatici. Non è tutto, però. A far gelare il sangue è soprattutto il target della misteriosa intimidazione: un ex baby killer, con alle spalle un cognome di “peso”. A finire nel mirino è Domenique Giannelli, nipote del boss pentito Alessandro, reduce da una condanna a dodici anni di reclusione per un brutale omicidio commesso da minorenne e oggi sottoposto al regime di semilibertà. Con i vecchi capizona detenuti e almeno quattro paranze di giovanissimi con aspirazioni da ras a piede libero, il rischio di una nuova fiammata di violenza è tutt’altro che un’ipotesi di scenario.

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Tregua di cristallo 

L’allarme scatta poco prima dell’alba di sabato. Con le tenebre che ancora avvolgono le strade della città, i carabinieri ricevono una richiesta di intervento da alcuni residenti: «Hanno sparato, correte». Pochi minuti dopo le prime gazzelle si precipitano in via della Grotta Vecchia, a due passi dal cuore commerciale di Fuorigrotta. Sull’asfalto nessun bossolo e neppure tracce di sangue. Ai militari dell’Arma basta però alzare lo sguardo di qualche metro per appurare la veridicità della segnalazione. La finestra di un appartamento è crivellata da una raffica di colpi di pistola: i cinque fori di ingresso lasciano pochi dubbi sul fatto che quell’abitazione fosse il vero obiettivo dell’incursione armata. Gli accertamenti proseguono e i carabinieri della compagnia Bagnoli risalgono anche al possibile destinatario del “messaggio”: il rampollo della mala flegrea Dominique Giannelli, già condannato in via definitiva per essere stato l’esecutore materiale dell’omicidio di Pasquale Zito. Un delitto sul cui movente hanno a lungo aleggiato diversi punti di domanda, scandagliati anche da recentissimi collaboratori di giustizia, ma fin qui catalogato come un regolamento di conti innescato da un movente passionale: questioni di gelosia per alcune avance che la vittima avrebbe rivolto alla fidanzata dell’allora sedicenne.

Controlli a tappeto 

In attesa che le immagini registrate dalle telecamere della zona forniscano le prime risposte, la reazione dello Stato non si è fatta attendere. A entrare in azione gli uomini della Squadra investigativa del commissariato Bagnoli, protagonisti di una perquisizione culminata in un sequestro di spessore. Il blitz è scattato in una palazzina di via Bagnoli, a pochi metri dall’epicentro della movida di Coroglio. È qui che, setacciando un’area condominiale, i poliziotti hanno sequestrato quarantanove munizioni e venti grammi di marijuana. Lo stabile viene considerato dagli inquirenti uno dei fortini dell’emergente gruppo Maiorino, gang di “ragazzi terribili” a lungo accostata al clan Troncone di Fuorigrotta e, a fasi alterne, già entrata in rotta di collisione con le nuove leve della cosca capeggiata dall’ormai ex ras Alessandro Giannelli, lanciatosi a inizio aprile tra le file dei collaboratori di giustizia. Un sequestro che fotografa una realtà incandescente. A Fuorigrotta e Bagnoli la tensione resta altissima.

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