Napoli, sosta selvaggia e zero vigili, caos da Fuorigrotta a Chiaia
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Regnano il caos, l’anarchia, la sosta selvaggia e il “si salvi chi può”, nelle vie più centrali della Napoli affacciata sul mare. Da via Acton a piazza Vittoria, passando dal Monte Echia e dal Chiatamone o via Caracciolo, che è un vero e proprio inferno di lamiere. Ingorgo e circolazione paralizzata a partire dalla periferia occidentale di Napoli. Code infinite, auto a passo di lumaca. E vigili praticamente zero, nella prima domenica di febbraio, fatto che regge perfettamente il gioco ai ras della sosta, che spadroneggiano sul lungomare e nella zona di Monte Echia.
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Soffre anche la viabilità pedonale, a causa dello slalom che turisti e cittadini sono obbligati a produrre per poter percorrere via Partenope. Il progetto di restyling qui prosegue e, come scritto più volte su queste colonne, porterà vantaggi sul medio periodo. Intanto, però, si affronta il disagio nella curva più fotografata e famosa del capoluogo partenopeo. Gli stessi cantieri che portarono, un mese fa, allo spostamento dei dj-set di Capodanno da via Partenope a piazza Municipio. Risultato: due ore per percorrere in auto il tratto Fuorigrotta-lungomare, tra le 13 e le 15 di ieri. E lo stesso era successo anche l’altra sera.
La viabilità
Il tilt è servito. Code, cantieri, la stazione della Linea 2 di piazza Amedeo chiusa, traffico ingolfato da viale Kennedy a Mergellina, e tra Santa Lucia, Monte Echia o via Chiatamone. Michele Tonziello, come tanti, sta cercando parcheggio da un’ora circa: «Ci rinuncio - sbuffa incrociando le mani al volante - Quasi quasi me ne torno a casa». Il mare è pressoché inavvicinabile, in altre parole, per chi abita in collina o arriva dal centro. Il problema - un problema atavico della città - è che per avere più chance di trovare un buco per liberarsi dall’auto bisognerebbe affidarsi a un qualche ras della sosta, se i parcheggi sono sold-out. Ma anche qui, l’inflazione si fa sentire: il parcheggio abusivo costa dai «3 ai 5 euro». E non è poco. Si fa sentire anche l’assenza dei vigili urbani, non solo perché lascia campo libero ai parcheggiatori che senza alcun titolo chiedono mance per lasciare il veicolo sulle strisce blu o in sosta vietata, ma anche agli incroci, come tra via Acton e la Galleria Vittoria o tra Santa Lucia e via Chiatamone, dove si formano ingorghi puntuali. Scene quotidiane di una Napoli caotica, nel traffico di chi arriva «a Mergellina la domenica mattina», per citare Pino Daniele. Una Napoli anarchica che per tanti versi appartiene al passato. Ma che è purtroppo attualissima se si parla di viabilità. «Ci ho impiegato due ore per arrivare da viale Kennedy a Santa Lucia - sbuffa Marco - Ieri, in pratica, ho pranzato alle 17 del pomeriggio».
La “quartina A”
Il problema è che la coperta dei vigili è cortissima. La carenza di organico degli agenti non è certo una novità, e Il Mattino ne scrive con cadenza più che regolare. Un problema ricordato, tra l’altro, dal generale Ciro Esposito - comandante della polizia municipale di Napoli - in un’intervista rilasciata a questo quotidiano a inizio gennaio 2026. Esposito, pur sottolineando gli sforzi e il buon operato dell’attuale giunta che ha ereditato una situazione certamente difficile da gestire, ha sottolineato che il «fabbisogno di agenti di polizia locale per una città come Napoli sarebbe di 2200 unità, quante ce n’erano nel 2015. Oggi il corpo è composto da circa 1200 persone». Il 21 gennaio, in proposito, il sindacoGaetano Manfrediha annunciato che l’approvazione del bilancio avrebbe sbloccato l’assunzione di 200 poliziotti municipali. Eppure, la coperta resta corta. Ed è ancora più corta di domenica, quando a Napoli lavora appena un vigile su 4. Stiamo parlando della cosiddetta “regola della quartina”, che esiste da più o meno 20 anni nel capoluogo partenopeo. Si tratta di una norma frutto di un accordo preso ben prima del boom turistico, quando la città aveva esigenze sensibilmente diverse da quelle di oggi, e servivano più uomini e più risorse per gestire il traffico nei giorni della settimana, a fronte di weekend più “liberi” dal punto di vista della circolazione.
Su questo si potrebbe fare di più, magari intervenendo sulla “quartina”. In sostanza, la domenica lavorano solo 300 dei 1200 vigili totali, e tra le divisioni dei vari compiti che spettano alla polizia locale, circa la metà di questi effettua mansioni di controllo del traffico. In pratica, per ogni turno, di domenica, ci sono in strada circa 40 agenti. Pochissimi, per una metropoli che, fortunatamente, negli ultimi anni è diventata anche capitale europea del turismo.