Napoli, centraline smart per il decoro urbano: accordo tra Open Fiber e Federico II
È come far sparire gli ?armadi stradali?, gli ingombranti contenitori di cavi e materiali per le telecomunicazioni che è impossibile non notare in strade e spazi delle...
È come far sparire gli “armadi stradali”, gli ingombranti contenitori di cavi e materiali per le telecomunicazioni che è impossibile non notare in strade e spazi delle città, riducendoli ad una scatoletta 40x40, gestibile da remoto, recuperando nel contempo una quota non proprio trascurabile di decoro urbano. È, in estrema e comprensibile sintesi, l’impatto di GrapHICS il progetto nato da un’idea di Open Fiber e coordinato dalla Federico II di Napoli, che è arrivato alla fase di rendicontazione della spesa insieme agli altri progetti di Restart, il più importante programma pubblico di ricerca e sviluppo realizzato in Italia nel settore delle telecomunicazioni. Finanziato dall’Unione europea attraverso NextGenerationEU, nell’ambito del Pnrr, Restart ha avuto una dotazione complessiva di 116 milioni di euro e ha riunito università, enti pubblici di ricerca, fondazioni e imprese (i partner, inizialmente 27, sono diventati 135 grazie ai bandi a cascata, mentre le attività di ricerca si sono articolate in 32 progetti, di cui 14 strutturali e 18 focalizzati su tecnologie e applicazioni specifiche). Con GrapHICS «è stato sviluppato il prototipo di uno switch ottico basato su grafene e silicio amorfo, riconfigurabile da remoto. La soluzione punta a rendere più flessibile la gestione delle reti Pon (reti in fibra ottica passiva, ndr) riducendo gli interventi manuali, i costi operativi e i consumi energetici».
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In altre parole, Open Fiber e Federico II hanno unito le forze per studiare «l’impiego del grafene e dei nanomateriali all’interno delle infrastrutture in fibra ottica per rendere le reti di telecomunicazione sempre più intelligenti, automatizzate e sostenibili». Con un’attenzione, decisamente opportuna, anche all’impatto visivo: «La progressiva miniaturizzazione degli apparati di rete resa possibile dai nanomateriali – spiega la società - potrebbe infatti consentire, in prospettiva, di ridurre dimensioni e impatto visivo dei punti di distribuzione della rete, rendendo le infrastrutture sempre più integrate nel contesto urbano. Parallelamente, la possibilità di gestire da remoto numerose operazioni tecniche consentirebbe di diminuire la necessità di interventi fisici sul territorio, migliorando l'efficienza operativa e la sostenibilità delle reti».
LA RICERCA
Nell’ambito del progetto è stata anche attivata la borsa di studio triennale “Salvatore Nigrelli”, dedicata alla memoria dello storico manager Open Fiber responsabile dello sviluppo della rete nel Sud Italia. Vincitore è risultato il giovane fisico algerino Mohamed Mammri, affiancato nel suo percorso di ricerca dal professor Francesco Giuseppe Della Corte, ordinario di Ingegneria Elettronica dell’ateneo partenopeo. «GrapHICS – si legge in una nota - rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra impresa, università e giovani ricercatori. Grazie alla borsa di studio, il progetto il progetto sta contribuendo non solo allo sviluppo di nuove tecnologie per le telecomunicazioni, ma anche alla formazione di competenze altamente specializzate e alla costruzione di un ecosistema nazionale dell'innovazione in cui ricerca scientifica e applicazioni industriali procedono insieme».