Nuovi ecografi, tac e video-impianti digitali: alla Campania 23 milioni
Il Mattino

Nuovi ecografi, tac e video-impianti digitali: alla Campania 23 milioni

Domenica 26 luglio 2026
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Case di comunità: con il via libera della Conferenza Stato-Regioni allo schema di decreto con cui il ministero della Salute assegna alle Regioni le risorse - già stanziate nella...

Case di comunità: con il via libera della Conferenza Stato-Regioni allo schema di decreto con cui il ministero della Salute assegna alle Regioni le risorse - già stanziate nella precedente legislatura per acquistare apparecchiature di primo livello - si pone un importante tassello sulla qualità dell’assistenza.

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Elettrocardiografi, spirometri, ecografi, pc collegati al Fascicolo sanitario elettronico, materiali per gli screening e contenitori per i rifiuti speciali: dotazioni indispensabili per rendere operative le strutture di prossimità destinate a fare da filtro a pronto soccorso e ospedali, assicurando visite, controlli, vaccinazioni e presa in carico dei pazienti cronici e fragili. Il 50% delle risorse sarà destinato alle Aggregazioni funzionali territoriali dei medici di famiglia e dei pediatri, configurate come strutture spoke delle Case di Comunità hub.

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La Campania

Alla Campania spettano circa 23 milioni di euro: serviranno a colmare le gravi lacune di un sistema che resta ancora a metà del guado. Secondo il monitoraggio aggiornato a giugno 2026 in Campania risultano attive 136 Case di Comunità su 171 previste, pari all'80% del target Pnrr. Sono inoltre attivi 26 Ospedali di Comunità su 47 e 63 Centrali operative territoriali, chiamate a coordinare dimissioni protette, cure domiciliari e servizi territoriali. Le 136 Case risultano completate o riqualificate dal punto di vista edilizio e tecnologico ma il completamento delle opere non coincide ancora con la piena operatività. «Il problema è che attive non significa funzionanti – spiega Pina Tommasielli, dirigente Fimmg e medico di famiglia a Napoli – Una cosa è avere l’edificio pronto, un’altra è farci lavorare i professionisti. Molte strutture oggi funzionano solo per attività amministrative. Il paradosso è che ora che abbiamo medici di medicina generale, infermieri di famiglia, specialisti ambulatoriali e personale di supporto è impossibile garantire l'apertura H12 o H24 prevista dal Pnrr, fare prevenzione, screening e presa in carico dei pazienti cronici perché mancano le attrezzature». La situazione è particolarmente delicata nell’area metropolitana di Napoli, dove in molte sedi mancano ancora servizi essenziali, dalla connessione internet per accedere all'anagrafe sanitaria fino alle dotazioni di base. «I nuovi fondi si tradurranno in acquisti reali non prima di dicembre – aggiunge Tommasielli – corrispondono a circa 70mila euro per ogni Casa di Comunità. Da settembre se le dotazioni non arriveranno in tempi rapidi, il rischio è di non riuscire a far partire davvero la medicina di iniziativa sul territorio».

Il governo

Il via libera ai finanziamenti rappresenta un segnale di accelerazione impresso dal governo sul rafforzamento dell'assistenza territoriale. L'obiettivo è migliorare la presa in carico dei pazienti cronici e fragili, ridurre le liste d'attesa e costruire una rete diagnostica di base diffusa, capace di avvicinare i servizi ai cittadini soprattutto nelle aree interne, rurali, nelle periferie urbane e nelle isole. In Campania anche gli specialisti ambulatoriali, guidati dal segretario regionale e nazionale Luigi Sodano, hanno avviato un confronto con la Regione per definire il nuovo Accordo integrativo regionale. Gli infermieri di comunità sono stati già reclutati e si punta a coinvolgere sempre di più anche le professioni sanitarie tecniche, della prevenzione e della riabilitazione, in vista dell'aumento dei bisogni assistenziali legati alla stagione autunnale. «Abbiamo registrato attenzione verso le nostre proposte – afferma Sodano –. Le Case di Comunità sono uno snodo decisivo per il futuro della sanità campana, ma potranno funzionare realmente solo attraverso équipe multi-professionali nelle quali lo specialista ambulatoriale sia parte integrante dei percorsi di cura». Tra le priorità il potenziamento dei Pdta (Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali), la telemedicina, il teleconsulto e il superamento delle differenze tra Asl.

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Intanto da Brescia, intervenendo a un convegno sulla prevenzione promosso da Motore Sanità, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ribadito la centralità della prevenzione: «Curare non basta più – ha detto – prevenire significa individuare tempestivamente i fattori di rischio, intercettare le patologie nelle fasi iniziali, sostenere le persone fragili. Le Case di Comunità non sono scatole vuote come si dice, diventeranno sempre più luoghi di cura di prossimità capaci di ridurre gli accessi evitabili e garantire la sostenibilità di un Servizio pubblico, universalistico e vicino ai cittadini».

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