Luca Esposito ucciso a Eboli, oggi il tunisino dal giudice: «Ci distoglieva dalla fede»
Il Mattino

Luca Esposito ucciso a Eboli, oggi il tunisino dal giudice: «Ci distoglieva dalla fede»

Lunedì 27 luglio 2026
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Comparirà questa mattina alle 9 davanti al giudice per le indagini preliminari Giandomenico D?Agostino il 26enne tunisino sottoposto a fermo di indiziato di delitto nell?ambito...

Comparirà questa mattina alle 9 davanti al giudice per le indagini preliminari Giandomenico D’Agostino il 26enne tunisino sottoposto a fermo di indiziato di delitto nell’ambito dell’indagine sull’omicidio del giornalista sportivo 53enne Luigi “Luca” Esposito. Ridha Rahmouni si trova, dall’alba di sabato, in custodia nel carcere di Salerno e lì, questa mattina, nell’ambito dell’interrogatorio di convalida del fermo, dovrà ripetere la propria versione dei fatti, rispondendo alle contestazioni mosse dal sostituto procuratore Alessandro Di Vico che, nelle 16 pagine del decreto di fermo, ricostruisce l’impianto accusatorio che ha portato all’arresto.

Le accuse

Il 26enne è accusato di omicidio aggravato e distruzione di cadavere. Il teorema dell’accusa si basa su sei elementi legati tra loro: esisteva una relazione interpersonale tra i due, confermata dai contatti telefonici accertati attraverso l’analisi dei tabulati, particolarmente intensi la sera del delitto; i due si trovavano nelle stesse zone nelle ore dell’omicidio, un dato confermato dalle celle telefoniche che i cellulari dei due agganciano, dimostrando che erano «nel medesimo quadrante territoriale in cui sono stati poi rinvenuti l’auto della vittima e il corpo semi-carbonizzato». Ulteriori indicazioni arrivano dalla testimonianza di una guardia giurata (l’uomo che darà l’allarme per quello che sembrava solo un incendio) e dai filmati delle telecamere della zona che «documentano movimenti compatibili con un appuntamento e con la presenza, nello stesso contesto, della Lancia Y e di un uomo in bicicletta».

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