Ombrelloni e sedie per occupare il posto sulla spiaggia libera: sequestri a Torre del Greco. Cosa si rischia
Il Mattino

Ombrelloni e sedie per occupare il posto sulla spiaggia libera: sequestri a Torre del Greco. Cosa si rischia

Lunedì 27 luglio 2026
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Ombrelloni, sedie e tavolini per assicurarsi il «posto» sulla spiaggia libera. È quanto hanno scoperto gli uomini della Capitaneria di porto a Torre del Greco, nell'ambito...

Ombrelloni, sedie e tavolini per assicurarsi il «posto» sulla spiaggia libera. È quanto hanno scoperto gli uomini della Capitaneria di porto a Torre del Greco, nell'ambito dell'operazione «Mare e laghi sicuri 2026». L'intervento, condotto con il supporto della polizia municipale, è scattato in seguito a diverse segnalazioni giunte da turisti e bagnanti, che lamentavano l'occupazione indebita di ampi tratti di arenile mediante il posizionamento di attrezzature per il mare lasciate incustodite per interi giorni.

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Nel corso dell'operazione, effettuata nella zona denominata «Laghetto» del litorale di Torre del Greco, sono stati rimossi e sottoposti a sequestro circa quaranta tra ombrelloni, sedie da spiaggia e altro materiale, restituendo alla fruizione pubblica gli spazi occupati abusivamente.

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«La pratica di occupare la spiaggia - si legge in una nota diffusa dalla Guardia Costiera - è una violazione del regolamento per la gestione del demanio marittimo, che vieta espressamente di lasciare, nelle aree di spiaggia libera, dopo il tramonto, ombrelloni, sedie a sdraio, tende o qualsiasi altra attrezzatura balneare».

Cosa si rischia

Chi lascia ombrelloni e altre attrezzature sulla spiaggia libera per “tenersi il posto” rischia, innanzitutto, la rimozione forzata del materiale da parte della Polizia locale, della Guardia Costiera o degli operatori comunali: l’attrezzatura finisce spesso in un deposito comunale, dal quale può essere recuperata solo in un secondo momento. In più, può essere applicata una sanzione amministrativa, ma l’importo non è identico ovunque: varia in base all’ordinanza balneare attiva in quel Comune o in quella Regione e, nei casi più gravi, può passare da poche decine di euro fino a cifre più elevate.

Nei casi di occupazione particolarmente ampia o durata a lungo, inoltre, potrebbe configurarsi anche il reato di occupazione abusiva di demanio marittimo previsto dall’art. 1161 del Codice della navigazione, con una pena che va dall’arresto fino a sei mesi oppure con un’ammenda.

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