Fincantieri, accordo per NextGeo: parte da Napoli il polo subacqueo
Passa per Napoli la rotta tracciata da Fincantieri per «costruire la prima piattaforma europea capace di operare, connettere, proteggere e governare il dominio subacqueo attraverso servizi,...
Passa per Napoli la rotta tracciata da Fincantieri per «costruire la prima piattaforma europea capace di operare, connettere, proteggere e governare il dominio subacqueo attraverso servizi, droni, sensori, comunicazioni, sistemi di difesa e piattaforme strategiche», per dirla con l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero. E Napoli vuol dire NextGeo Solutions Europe Spa, la società di via Santa Brigida quotata in Borsa, leader internazionale nelle geoscienze marine e nel supporto alla costruzione di infrastrutture offshore nel settore energetico nonché parte del Gruppo Marnavi, il più grande armatore italiano impegnato a livello globale nell’offshore. L’acquisizione di NextGeo, perfezionata ieri da Fincantieri attraverso l’accordo con i soci reinvestitori (Attilio Ievoli Presidente, Giovanni Ranieri Ceo, Giuseppe Maffia Cfo, Fabio Galeotti Cto di NextGeo e Alessandro Buffa Ceo di Rana Subsea) rientra infatti nel Piano strategico 2026-30 del Gruppo di Trieste che punta alla creazione di un campione internazionale della subacquea. Un polo di eccellenza, in sostanza, fondato sull’integrazione di competenze distintive, tecnologie e servizi lungo l’intera catena del valore del settore underwater.
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IL PIANO
Quella di NextGeo è una delle quattro operazioni di acquisizione e integrazione di aziende italiane (valore complessivo 600 milioni) previste da Fincantieri per sviluppare le potenzialità dell’underwater in chiave civile e di difesa. Parliamo di un segmento che nel 2025 ha già registrato ricavi per 667 milioni di euro e inciso per il 6,7% dei ricavi sul portafoglio del Gruppo ma il cui rafforzamento dovrebbe portare nel 2026 a 1,1 miliardi di euro di ricavi. Finalità e obiettivi del progetto sono stati ribaditi sempre ieri da Folgiero al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Uso in un incontro al Mimit. Urso ha sottolineato il valore strategico del settore underwater per il rafforzamento delle capacità tecnologiche e industriali del Paese, nonché per la sicurezza e la competitività del sistema produttivo nazionale. Non a caso, ha ricordato il ministro, la filiera subacquea rientra tra i settori emergenti individuati nel Libro Bianco “Made in Italy 2030” quale pilastro dell’Economia del mare nel quale rientra anche l’attività del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea (PNS), centro strategico interministeriale e pubblico-privato.
LO SCENARIO
Per NextGeo, che ha chiuso il 2025 con il fatturato record di 267,3 milioni e un utile di circa 50 milioni, si tratta indubbiamente di una svolta strategica. In una dichiarazione congiunta i soci parlano dell’ingresso in Fincantieri come della «naturale evoluzione del percorso di crescita costruito in questi anni. Entrare a far parte di un grande gruppo industriale significa mettere a disposizione competenze, tecnologie e capacità operative, ma soprattutto il valore delle nostre persone, per contribuire alla realizzazione del primo operatore nazionale della subacquea. NextGeo sarà chiamata a svolgere un ruolo centrale nel coordinamento delle attività e nello sviluppo del modello di servizi del Gruppo, valorizzando, insieme a Rana (altra società del Gruppo, ndr) un patrimonio unico di competenze lungo l’intera catena del valore underwater, dalla survey all’ispezione, manutenzione e riparazione degli asset sottomarini, a supporto sia dei mercati tradizionali sia delle nuove esigenze legate alla difesa e alla protezione delle infrastrutture critiche». Sul piano finanziario, i soci reinvestitori cederanno una quota delle rispettive partecipazioni non superiore al 30% della propria partecipazione totale e si impegneranno a mantenere la restante parte delle partecipazioni nel capitale sociale di NextGeo, senza apportarle all’offerta pubblica di acquisto che sarà promossa da Fincantieri su NextGeo. «L’operazione è volta ad assicurare la continuità gestionale di NextGeo, assicurando la stabilità della struttura manageriale e azionaria e la permanenza all’interno del Gruppo stesso di competenze di particolare rilievo».