San Sebastiano al Vesuvio, tutti pazzi per Giada: «Un talento del Vesuvio per il sogno olimpico»
Talento e umiltà. Sono le parole più ricorrenti quando si parla di Giada D?Antonio convocata alle Olimpiadi di Milano Cortina per lo sci. Per tutta Italia lei è la...
Talento e umiltà. Sono le parole più ricorrenti quando si parla di Giada D’Antonio convocata alle Olimpiadi di Milano Cortina per lo sci. Per tutta Italia lei è la “black panter” dello sci, per i suoi amici e i suoi insegnanti è la «ragazzina di sempre, allegra e sensibile». La settimana scorsa Giada è stata per qualche giorno a casa, a San Sebastiano al Vesuvio. Tempo per gli amici ne ha avuto poco ma tanto, dicono loro, «il nostro rapporto non si è mai interrotto». Un rapporto fatto di messaggini, videochiamate, qualche visita a sorpresa e soprattutto tanti video dei suoi allenamenti e della sua vita in Trentino che la sedicenne vesuviana invia alle persone a lei più care, tra queste, la sua insegnante delle elementari, la maestra Antonella Romano.
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«Ci sentiamo e ci scriviamo - racconta Federico C. - ho avuto il piacere di fare anche le medie e i due anni di superiori con lei: è una ragazza di una simpatia e intelligenza fuori dal comune... quando si vedono questi fenomeni si pensa sempre: chi sa chi sono, che vita hanno... Lei invece è una ragazza molto semplice, in giro per San Sebastiano la si vede poco: è sempre stata molto proiettata nello sci».
Però in giro per la sua cittadina qualcuno l’ha vista. Le hanno detto un «brava», un «complimenti», un «sei il nostro orgoglio» e lei è rimasta quasi meravigliata di questo affetto. Ha dispensato, quando ha potuto, autografi e selfie, ma poi a qualcuno ha confidato: «perché tutto questo interesse per me?». Stupita e inconsapevole di ciò che le sta accadendo. Del resto ha solo sedici anni e un futuro che lascia ben promettere: è anche stata contattata dalla guardia di finanza per entrare nelle fiamme gialle, ma deve prima compiere 17 anni.
I RICORDI
«Già quando era alle elementari aveva un permesso sportivo - racconta la sua maestra Antonella Romano - andava a Roccaraso ad allenarsi il venerdì sera e tornava il martedì mattina. Spesso le dicevo di stare tranquilla per i compiti perché poi avremmo recuperato e lei mi rispondeva: no maestra, io faccio gli esercizi in auto mentre viaggio». «Di lei - ricorda ancora - mi è rimasta impressa la sua grande sensibilità: un anno a Natale facemmo una recita, lei cantava, anche nel canto è brava, era un testo molto emozionante: Giada singhiozzava e cantava, non si è mai fermata».
La vita come lo sport: una grande rigidità con se stessa, perché chiede sempre il meglio, e una forte sensibilità, «che mostra a pochissimi», precisa la sua insegnante di Italiano del liceo scientifico sportivo Di Giacomo, la professoressa Roberta Costa. «Giada cade e si rialza, quando l’abbiamo vista cadere sapevamo tutti che si sarebbe rialzata», dicono gli amici. «Giada raramente aveva difficoltà ad accettare il un proprio fallimento, sia pur piccolo - ricorda la professoressa Costa - è molto rigida come solo i campioni sanno essere ma ha compreso, in questi anni di crescita, che la sua fragilità è il punto da cui partire per rialzarsi, come un’araba fenice».
La dirigente scolastica del liceo, Patrizia Landolfi, fino all’ultimo ha sperato di portare un gruppo di studenti a Cortina ma le speranze stanno sfumando. «Abbiamo chiesto i biglietti - spiega dirigente - perché il nostro è un liceo sportivo e istruiamo i ragazzi a 360 gradi. Giada per noi è stata una studentessa eccellente sia per meriti sportivi che scolastici, è sempre riuscita a conciliare gli impegni che aveva fuori regione con la scuola». «Con Giada mi sono spesso interfacciato a livello sportivo - racconta Emanuel M., suo compagno di classe - io faccio scherma a livello agonistico e spesso ci siamo dati una mano per capire come fare a far convivere lo sport con l'attività didattica. Quando ho avuto qualche momento di scoraggiamento lei c’è sempre stata, pronta a risollevarmi».
Giada ama ballare la salsa e prima di una gara si rilassa con il rap americano. Elisabetta A. era la sua compagna di banco: «Parlavamo quasi sempre di cose di scuola - racconta - poco di interessi reciproci perché lei pensava solo allo sci. Non ho parole per descriverla, è speciale: il suo sogno era andare avanti nello sci e siamo tutti felicissimi che ci stia riuscendo. Lei era anche rappresentante di classe ci aiutava anche nelle cose che ci potevano servire». La decisione di trasferirsi in Trentino Giada l’ha presa in estate ma, nonostante tutto, è andata ad inizio anno a salutare i suoi compagni di classe.
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LA PREPARAZIONE
Durante la sua piccola trasferta alle falde del Vesuvio, Giada non ha trascurato gli allenamenti. Ad accoglierla, come sempre, il suo primo preparatore atletico, Massimo Cataldo. Giada è tornata nella sua palestra di sempre, la Giottel, e qui si è allenata seguendo lo schema che il suo coach Carlo Ceccato ha trasmesso al tecnico vesuviano. «Era poco più che una bambina - racconta di lei Massimo Cataldo - ed era già un talento dello sci: si vedeva che aveva una marcia in più. È sempre stata tesserata con lo Sci Club Vesuvio e abbiamo iniziato questa esperienza insieme. Io, da preparatore atletico, ho studiato il gesto tecnico per cercare di dare il massimo. Ma oltre al talento Giada ha una dote fisica notevole, una grande testa, una capacità di dedicarsi con grinta e forza a tutto ciò che fa». La sua preparazione è rimasta sempre la stessa: «seguo le linee che adottavamo prima quando ero nel gruppo dei preparatori atletici del centro Coni a Formia - prosegue Cataldo - Sto ripetendo lo stesso schema, se so che ha fatto carico particolare sulle gambe correggo il tiro sui altro circuiti, fa un lavoro di gambe esplosivo ma si allena a 360 gradi».
IL SINDACO
«La conosco da bambina, abbiamo rapporti personali di famiglia - racconta il sindaco di San Sebastiano, Giuseppe Panico - tre anni fa organizzammo una cerimonia, Sport in Comune, per premiare tutti i giovani campioni del nostro territorio anche nuotatori e giocatori di basket, premiammo anche lei. È una ragazza molto matura ma ora si deve investire sulla sua tenuta psicologica. I genitori sono entusiasti, la supportano con grandi sforzi personali ed economici: si è sempre allenata a Roccaraso. Alcuni amici mi chiamarono quando ancora non ero sindaco e mi dissero: c’è una tua concittadina che sulle piste lascia il segno, è molto brava».