Poco studio, tanti social e vita da branco: quei ?bravi ragazzi? alle porte della città
Giocano a calcio in piazza, ma lo fanno più per sfogare la propria irruenza che per coltivare passione sportiva e talento agonistico. Si divertono a sferrare pallonate, quanto...
Giocano a calcio in piazza, ma lo fanno più per sfogare la propria irruenza che per coltivare passione sportiva e talento agonistico. Si divertono a sferrare pallonate, quanto più forti possibili, anche se poi capita che la sfera va ad infrangere il vetro di una associazione di anziani. È successo più o meno questo martedì sera, all’esterno della basilica pontificia di San Tammaro a Grumo Nevano. Un punto strategico del centro storico, uno storico luogo di incontro per i cittadini del comune alle porte di Napoli. Ed è qui che è avvenuta la rissa, quella tra giovani contro anziani. Scontro tra generazioni, in tutti i sensi, come appare evidente dal video pubblicato sui social in queste ore.
IL PROFILO
C’è un’indagine in corso, il 18enne che sferra il calcio all’uomo che fa da paciere - parliamo di un uomo di 67 anni -, l’accusa ipotizzata dalla Procura di Napoli Nord è di tentato omicidio. Non entra nel merito delle indagini, il procuratore di Napoli Nord Domenico Airoma, che a Il Mattino spiega: «Quanta violenza ingiustificata e gratuita, quel ragazzo che sferra il calcio a un uomo anziano rovinato a terra, non torna neppure sui suoi passi ad accertarsi in che condizioni si trovasse. Al di là dei ruoli che rivestiamo, forse sarebbe opportuno un esame di coscienza come cittadini e come genitori». Ma restiamo al profilo dei soggetti coinvolti, quelli che erano presenti in piazza San Tammaro due sere fa. Al centro della scena c’è lui, il picchiatore, quello che sferra schiaffi e pugni, fino al calcione finale, dopo aver subito la provocazione di un uomo adulto, che era arrivato ad afferrarlo alla gola. Chi è il picchiatore 18enne? È uno studente iscritto al quarto anno di un istituto superiore, un liceo scientifico con indirizzo artistico. È incensurato, anche se di recente era stato segnalato per un episodio di guida in stato di ebrezza. È figlio di persone per bene, incensurate, lavoratori da sempre estranei al sistema criminale radicato alle porte di Napoli. Accanto a lui, il 18enne ha una serie di amici. Tutti estranei a fatti di natura penale, secondo quanto emerge dal lavoro dei carabinieri sul posto. C’è chi resta a guardare, chi resta sbigottito, chi fa di tutto per separare i duellanti. Ragazzi normali, che trascorrono le giornate estive tra calcio e social, qualche puntata in paninoteca, un giro in scooter.
LA CHIESA
Spiega a Il Mattino don Carmine Spada, parroco della basilica di San Tammaro: «Non conosco tutti i ragazzi che compaiono nel video. Alcuni li ho riconosciuti, perché frequentano la parrocchia, sono quelli che tentano di dividere i due litiganti, svolgendo un ruolo positivo. Cosa dire di fronte a quelle immagini? Quel video mostra una violenza disumana, che purtroppo appartiene anche ad altri contesti metropolitani, al nord come al sud». Non ha dubbi il parroco sulla gravità dell’episodio: «Violenza per altro consumata sotto gli occhi di decine di persone, anche donne e bambini. C’è chi rischia di rimanere sotto choc dopo aver assistito dal vivo a quel tipo di violenza. Ho saputo della rissa e del ferimento di quella persona anziana, a cui rivolgo le mie preghiere, dalla testimonianza di un bambino, che è venuto in chiesa ad avvertirmi». Erano le 19.30, da poco era terminata la celebrazione liturgica: «Tante persone hanno lasciato la chiesa, si sono ritrovate di fronte ad una sequenza di violenza gratuita. Un episodio - aggiunge il parroco - che va condannato, al netto di una riflessione più generale. Quale? La nostra comunità non può essere bollata da questo episodio, per quanto efferato possa risultare. Vede, sia nella mia che in altre parrocchie, siamo impegnati in tante attività estive, per tenere i nostri giovani quanto più tempo possibile lontano dalla strada, dalla violenza, dai circuiti del divertimento senza regole. Quest’anno, nella mia parrocchia oltre 330 bambini hanno partecipato ad attività oratoriali, garantendo formazione, ricreazione e assistenza alle famiglie del posto. Esperienze corali, all’insegna del volontariato, che magari non fanno notizia, ma che meritano di essere ricordate, specie di fronte ad episodi drammatici come quello accaduto due sere fa».