Pini salvi con i coleotteri: «Il primo test al mondo»
Il Mattino

Pini salvi con i coleotteri: «Il primo test al mondo»

Venerdì 31 luglio 2026
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Parte dalla Mostra d'Oltremare la sfida alla cocciniglia tartaruga del pino, un insetto particolarmente invasivo che negli ultimi dieci anni ha provocato la morte di migliaia di pini in tutta...

Parte dalla Mostra d'Oltremare la sfida alla cocciniglia tartaruga del pino, un insetto particolarmente invasivo che negli ultimi dieci anni ha provocato la morte di migliaia di pini in tutta la regione Campania. Nel boschetto del Varco Marconi sono stati liberati circa cento esemplari di Thalassa montezumae, coleottero predatore naturale del parassita, una sorta di coccinella esotica, nell'ambito della prima sperimentazione al mondo di controllo biologico classico contro la cocciniglia. Un’iniziativa che potrebbe rappresentare una vera svolta per la salvaguardia e la tutela del verde.

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La prova 


L'obiettivo principale è quello di verificare se il predatore riuscirà a riprodurre in un ambiente naturale i risultati che sono stati ottenuti in laboratorio. I coleotteri adulti inizieranno a nutrirsi della cocciniglia, mentre le femmine deporranno le uova dalle quali nasceranno larve che continueranno l'azione di predazione. Se il ciclo si completerà con successo, la popolazione del Thalassa montezumae potrà crescere e diffondersi spontaneamente, raggiungendo progressivamente altri pini e contribuendo, nel corso degli anni, a contenere stabilmente il parassita. «È un progetto che parte dalla città di Napoli ma ha una valenza nazionale ed europea», ha sottolineato il presidente della Mostra d'Oltremare, Remo Minopoli. «Saremo il primo sito in Italia ad avviare il monitoraggio di questa sperimentazione e ci auguriamo che i risultati possano essere utili non solo al nostro patrimonio arboreo, ma anche a quello del resto del Paese e più in generale dell'Europa». È così: la sperimentazione è assolutamente all’avanguardia e, ad oggi, non è mai stata messa in pratica altrove. I controlli saranno effettuati con cadenza settimanale e i dati raccolti saranno analizzati dai ricercatori coinvolti nello studio. «Noi - aggiunge Minopoli - metteremo a disposizione tutte le condizioni necessarie affinché questa attività possa svolgersi al meglio e i risultati possano essere trasferiti ad altri territori».

I controlli


Il monitoraggio sarà coordinato dal Servizio fitosanitario della Regione Campania in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell'Università Federico II di Napoli. «Vogliamo verificare se questo antagonista naturale sarà in grado di replicare sul campo i risultati che sono stati ottenuti in laboratorio - ha spiegato Maria Carmela Serluca, assessore all'Agricoltura della Regione Campania. - Se la sperimentazione avrà successo, potremo utilizzare questo strumento anche nelle aree urbane, periurbane e costiere, riducendo il ricorso ai prodotti chimici, con benefici sia economici sia ambientali».

La ricerca 


A coordinare la ricerca è il Crea. «Si tratta della prima sperimentazione al mondo di controllo biologico classico contro la cocciniglia tartaruga del pino - ha spiegato il ricercatore Sabatino Giuseppino - L’obiettivo non è eliminare completamente il parassita, ma mantenerne la popolazione sotto controllo, evitando che provochi la morte delle piante». Il Thalassa montezumae è stato individuato nelle aree di origine della cocciniglia e importato in Italia, dopo specifica autorizzazione, nel centro di quarantena del Crea di Firenze. «Abbiamo verificato che il coleottero sia altamente specifico nei confronti della cocciniglia tartaruga del pino e non rappresenti un rischio per altre specie», ha spiegato Antonio Garonna, docente del Dipartimento di Agraria della Federico II. Un passaggio fondamentale per aprire la strada a una soluzione sostenibile per la salvaguardia dei pini, limitando l'impiego di insetticidi negli ambienti urbani e forestali.

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