Ercolano, studio di avvocato in una proprietà dei Suarino. Il sindaco: «È incensurato»
Il caso politico che scuote Ercolano si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo il video dei festeggiamenti elettorali assieme ad alcuni esponenti della famiglia Suarino che ha portato al...
Il caso politico che scuote Ercolano si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo il video dei festeggiamenti elettorali assieme ad alcuni esponenti della famiglia Suarino che ha portato al commissariamento del circolo cittadino del Pd e all'autosospensione dell'ex segretario Antonello Cozzolino e dei consiglieri Marco Cozzolino e Nancy Scognamiglio, al centro del dibattito ora finisce il contratto di locazione dello studio professionale della sindaca e avvocatessa, Antonietta Garzia.
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La vicenda riguarda un immobile preso in affitto nel novembre 2023 in via IV Novembre, il cui proprietario è un imprenditore incensurato ma imparentato con figure apicali del clan. Si tratta di Vincenzo Saurino, nipote di Natale Suarino, ex narcotrafficante protagonista del video con l’ex segretario del Pd Antonello Cozzolino. Video nel quale Cozzolino promette a Suarino che «avrebbe pagato la sua scommessa». La sindaca Grazia ha subito precisato che si tratta esclusivamente di un regolare contratto di locazione, documentato da bonifici mensili, e ha escluso qualsiasi rapporto personale, politico o elettorale con il proprietario dei locali e soprattutto con i suoi familiari. «Ho sottoscritto un contratto di fitto di una sola stanza in uno studio con tre professionisti, ognuno autonomo e con il proprio contratto – le parole di Garzia –. Il proprietario è un incensurato ed è conosciuto da tutti come una brava persona. Da sempre imprenditore lontano da ambienti complicati. Preciso che il rapporto con lui si svolge nel perimetro del rapporto di locazione non essendo mai stato mio sostenitore nè mio cliente per lo studio professionale».
Fatta chiarezza sul contratto di locazione, Garzia, esponente del Pd, eletta lo scorso maggio al primo turno alla guida di una coalizione di centrosinistra, si concentra sulla guida di Ercolano. «La mia città - dice - ha bisogno di una sindaca che lavori H24, che risponda del suo lavoro perché ci sono grandi attese. Sono orgogliosa che il consiglio comunale abbia votato una donna presidente che si aggiunge a sindaco e vice donne. Ed anche il Partito democratico ha ritenuto di votare una giovane donna capogruppo. Una vera leadership femminile e femminista che si sta affermando per la mia Ercolano».
Una vicenda che ovviamente ha scatenato le reazioni delle opposizioni. Piero Sabbarese, leader di Azione in consiglio comunale, punta il dito contro il silenzio della maggioranza sulla questione dei presunti intrecci tra politica e camorra. «Noi non siamo magistrati e non spetta alla politica sostituirsi alla magistratura. Ma proprio per questo la politica ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità - le parole di Sabbarese -. Già nel primo consiglio comunale ho chiesto al sindaco di riferire in aula. Non è arrivata alcuna risposta. In compenso, il sindaco ha annunciato un pool per la legalità, costituito senza alcun confronto con le minoranze e sapendo che si tratta di un organismo privo di reali poteri».
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Luciano Schifone, invece, parla di «sindaco con uno studio grigio». «È una vicenda che lascia perplessi – afferma l’ex eurodeputato –. Si tratta di nomi e volti noti in città. Il sindaco dice che il fitto è iniziato nel 2023. Ma all’epoca era già da anni in politica. Conosceva quindi le vicissitudini giudiziarie dei Suarino. Chiariamo: nessun reato e nessun illecito nel contratto, ma certamente se non vi era un secondo fine c’è stata superficialità. Ci sono indagini? Bene. Ma come abbiamo detto in consiglio comunale la politica deve saper capire prima della magistratura».