Askatasuna, domiciliari al presunto aggressore dell'agente. Due liberi con obbligo di firma. Salvini: «Vergogna»
Il Mattino

Askatasuna, domiciliari al presunto aggressore dell'agente. Due liberi con obbligo di firma. Salvini: «Vergogna»

Mercoledì 4 febbraio 2026
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È stato disposto il regime degli arresti domiciliari per Angelo Simionato, 22 anni, residente in provincia di Grosseto, fermato dalla Digos con l?accusa di aver partecipato...

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È stato disposto il regime degli arresti domiciliari per Angelo Simionato, 22 anni, residente in provincia di Grosseto, fermato dalla Digos con l’accusa di aver partecipato all’aggressione a un agente di polizia avvenuta a Torino lo scorso 31 gennaio, al termine del corteo a sostegno di Askatasuna. Il provvedimento è stato deciso da un giudice per le indagini preliminari del tribunale, al termine dell’udienza di convalida, nel corso della quale il giovane ha reso spontanee dichiarazioni. Dal provvedimento emerge che, pur non disponendo di un quadro definitivo, il gip ha ritenuto sussistenti elementi indiziari a carico del 22enne in relazione ai fatti contestati.

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Il 22enne indagato per lesioni

«Concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico durante manifestazioni» è una delle contestazioni mosse ad Angelo Simionato, il ventiduenne originario della provincia di Grosseto sospettato di essere presente nel gruppetto di dimostrarti che il 31 gennaio, durante il corteo a Torino, ha aggredito il poliziotto Alessandro Calista.

Si tratta dell'articolo 583 quater del codice penale, introdotto nell'ordinamento di recente. Era stata la procura a formulare l'ipotesi di reato: la gip Irene Giani ha stabilito che ci sono indizi sufficienti a giustificare la custodia cautelare agli arresti domiciliari. Indizi che invece non sono stati ritenuti e sufficienti per l'ipotesi di rapina delle attrezzature del poliziotto. Simionato inoltre resta indagato per resistenza a pubblico ufficiale.

L'obbligo di firma per due arrestati

Nella stessa udienza, il giudice ha disposto la scarcerazione di altri due arrestati per gli scontri del 31 gennaio a Torino, imponendo però l’obbligo di firma. Si tratta di Matteo Campaner e Pietro Desideri, fermati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Anche in questo caso la decisione è stata adottata dal gip del tribunale di Torino al termine della convalida degli arresti.

La reazione di Salvini

«Già a piede libero. Vergogna. Votare SÌ al referendum sulla Giustizia è un dovere morale». Lo scrive sui social pubblicando un articolo di Torino today (dal titolo: «Scontri e devastazione Askatasuna, scarcerati gli uomini arrestati») il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini. 

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