Alstom punta sul Sud: a Napoli il nuovo hub e un piano assunzioni
Guarda sempre più al Sud, e alla Campania in particolare, il gruppo Alstom, leader globale nella mobilità intelligente e sostenibile, che in Italia produce treni da 170 anni...
Guarda sempre più al Sud, e alla Campania in particolare, il gruppo Alstom, leader globale nella mobilità intelligente e sostenibile, che in Italia produce treni da 170 anni (nonché sistemi di segnalamento e di trazione). Ieri è stata annunciata l’apertura del nuovo hub di Napoli, nel cuore del Centro Direzionale, «con circa 50 posti con ambienti modulari progettati per favorire la collaborazione tra i team impegnati nei principali progetti di modernizzazione delle infrastrutture ferroviarie della regione», come si legge in una nota.
L’investimento rientra nel piano strategico di crescita e consolidamento di Alstom in Italia «con l’obiettivo di favorire il benessere dei dipendenti attraverso la riduzione degli spostamenti tra le sedi, la promozione del lavoro agile e lo sviluppo dei talenti e delle competenze locali». In sostanza, l’hub si configura come centro operativo per progetti strategici di mobilità regionale già avviati, tra cui A168 EAV, che prevede l’installazione sulle linee vesuviane di un sistema di segnalamento avanzato su più di 140 chilometri, oltre a rinnovi infrastrutturali delle sottostazioni e della trazione elettrica. Nel contempo, la società punta a rafforzare le competenze locali con l’inserimento di nuovi professionisti in ruoli chiave (ingegneri elettrici, elettronici, delle telecomunicazioni, di cybersecurity ecc.). Decisive, in questo contesto, le collaborazioni già in atto con l’ITS di Maddaloni che si occupa proprio di mobilità sostenibile nei trasporti ferroviari nonché con le Università Federico II e Parthenope attraverso programmi di stage e percorsi formativi.
SUD STRATEGICO
«Con l’apertura dell’hub di Napoli rafforziamo la nostra presenza in una regione chiave per la mobilità ferroviaria italiana», afferma Marco De Rosa, HR Director Alstom Italia. In effetti Alstom in Campania è da anni di casa potendo contare su oltre 270 professionisti distribuiti tra il sito di Nola, dedicato alla manutenzione della flotta Italo per il cliente NTV, e i depositi di Napoli Campi Flegrei e Napoli Gianturco specializzati nella manutenzione dei treni regionali e dei sistemi di segnalamento, oltre a numerosi cantieri impegnati nell’implementazione di nuove tecnologie di segnalamento e opere infrastrutturali. In particolare, il centro di manutenzione Alstom di Nola, inaugurato nel 2011 (fu la società messa in campo da Gianni Punzo, Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo, a realizzare il primo investimento) e ampliato nel 2019, sorge all’interno dell’area dell’Interporto Campano su una superficie totale di 140.000 metri quadrati, di cui 60.000 coperti, con oltre 200 addetti al lavoro 24 ore su 24 per garantire una gestione efficiente delle flotte.
La Campania e la Puglia sono le punte meridionali del Gruppo in Italia, una realtà di 4.400 dipendenti che sono aumentati di quasi 600 unità negli ultimi due anni, con 9 sedi in 7 diverse regioni, e più di 40 depositi in cui vengono effettuati quotidianamente i servizi per la manutenzione dei treni. Anche i parametri più strettamente economici danno l’idea della solidità del gruppo: nell’anno fiscale 2024 Alstom ha contribuito per oltre 1,019 miliardi di euro al Pil italiano supportando complessivamente 14.087 posti di lavoro. Negli ultimi 20 anni, inoltre, la società ha investito circa 300 milioni di euro nel nostro Paese, generando un fatturato complessivo superiore ai 20 miliardi di euro. Il piano di investimenti pluriennale, annunciato lo scorso anno, conferma questa impostazione: parliamo di 63 milioni di euro, con oltre 300 nuove assunzioni previste in tutta Italia nei vari business. «Un piano – spiega il Gruppo - che sta dando nuovo impulso allo sviluppo industriale e tecnologico dell’intero comparto ferroviario. Le opportunità riguardano profili tecnico-specializzati nella manutenzione ferroviaria, con competenze in ambito elettrico ed elettro-meccanico, e laureati in ingegneria meccanica, elettronica e gestionale».