Regione Campania, dopo Scabec Roberto Fico blocca la nomina di Dg all'Agenzia Campania turismo
Una cosa è certa: l?acceleratore sul pedale della discontinuità il governatore Fico l?ha messa sicuramente sul comparto turistico-culturale. E così dopo lo stop...
Una cosa è certa: l’acceleratore sul pedale della discontinuità il governatore Fico l’ha messa sicuramente sul comparto turistico-culturale. E così dopo lo stop (uno dei suoi primi atti) al direttore generale della società Scabec, ora è il turno dell’omologo all’Agenzia Campania turismo. Due società nevralgiche e collegate anche da un curioso dettaglio: Luigi Raia (fratello di Paola, ex fedelissima consentiniana poi ultrà deluchiana) era dg della seconda e dopo aver vinto il bando in autunno doveva sedersi sula poltrona di dg della prima. Mai entrato in servizio, il suo posto è stato congelato.
APPROFONDIMENTI Regione Campania, il nuovo corso di Fico: «No a interventi spot più peso ai consiglieri»Scabec, sospeso l'iter per individuare il direttore generaleVincenzo De Luca, alta tensione sulla raffica di nomine: «Premiati i fedelissimi»E due giorni fa l’ex presidente della Camera sospende anche il bando (varato a giugno dal suo predecessore) per individuare chi avesse titoli per l’incarico di dg all’Agenzia Campania Turismo (ora retta provvisoriamente da Luigi Riccio). «Sussistono sopravvenuti motivi di pubblico interesse, nonché una nuova e diversa valutazione dell’interesse pubblico originario, tali da giustificare l’esercizio del potere di revoca», scrive Fico nel decreto motivandolo non solo con il «mutato interesse pubblico» ma anche per «il contenimento della spesa».
Provvedimento quest’ultimo che il 6 febbraio passerà per la giunta regionale. Ma i due atti, i due stop, segnano anche un cambio di passo rispetto al passato: le nomine e le strategie del comparto non più appannaggio del governatore (De Luca aveva trattenuto la delega alla Cultura per sé in tutto il decennio) e dei dirigenti regionali ma in capo ad un assessorato. E non a caso, Ninni Cutaia, assessore al ramo, oltre che esperto, è stato il nome voluto direttamente da Fico sin dall’inizio e tenuto all’oscuro dei partiti: una strategia precisa.