Ylenia, i pm non hanno dubbi «È stato omicidio volontario». Verifiche sul cane di famiglia
Il Mattino

Ylenia, i pm non hanno dubbi «È stato omicidio volontario». Verifiche sul cane di famiglia

Venerdì 6 febbraio 2026
7 visualizzazioni

Questa mattina l'interrogatorio dinanzi al gip per la convalida del fermo, nelle stesse ore sarà disposta l'autopsia sul corpo della giovane donna. E non è tutto. Sono sempre...

Questa mattina l'interrogatorio dinanzi al gip per la convalida del fermo, nelle stesse ore sarà disposta l'autopsia sul corpo della giovane donna. E non è tutto. Sono sempre gli inquirenti napoletani ad effettuare anche un altro tipo di verifica: si cerca di stabilire se il cagnolino di famiglia presenta segni di maltrattamento, quindi se realmente ha subìto calci o colpi con oggetti contundenti.

IL CONFRONTO

APPROFONDIMENTI Omicidio Ylenia Musella, arrestato il fratello 28enne Giuseppe: fermo per omicidio volontario. La confessione: «Sì, sono stato io, musica troppo alta e volevo dormire»Chi è Giuseppe Musella, il fratello della 22enne Ylenia Musella: accoltellata e uccisa ieri a NapoliConocal come il Parco Verde di Caivano: servono interventi concreti

Ylenia uccisa dal fratello: «Calci al cagnolino, non ci ho visto più»
Omicidio di Ylenia Musella, in discoteca con le amiche: l'ultima notte spensierata

Verifiche doverose per accertare movente e responsabilità dell'omicidio di Ylenia Musella, la ragazza di 22 anni colpita a morte sotto casa, nel cuore di rione Conocal. Una storiaccia. In cella Giuseppe Musella, fratello della giovane donna ammazzata. Difeso dal penalista Andrea Fabozzo, l'indagato questa mattina dovrà provare a dare un senso all'orrore creato all'interno della propria abitazione martedì scorso.

Una volta finito in cella, dopo qualche ora di fuga, il ragazzo ha ammesso le proprie responsabilità. Ma ha anche cercato di ridimensionare il caso, limitandosi a sostenere di aver lanciato un coltello da cucina, colpendo alla schiena la sorella, al culmine di un litigio. È stato sempre il ragazzo ad aver ripercorso i fattori scatenanti la lite: «Avevo un brutto mal di testa, volevo provare a dormire, ma mia sorella ascoltava musica ad alto volume. Ha dato un calcio al cagnolino, è scoppiata la lite, ma non voleva ucciderla».

E il coltello? «L'ho lanciato a distanza di sei-otto metri, mia sorella era la mia vita, non voleva ucciderla, ho perso l'unica persona che nella mia esistenza aveva rappresentato qualcosa di buono, di positivo». Dunque, un calcio al cagnolino come fattore scatenante, si cercano riscontri, per accertare la veridicità del racconto dell'indagato. Al momento l'accusa è di omicidio volontario. Inchiesta condotta dal pm Vinci, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Raffaello Falcone, si attendono comunque gli esiti dell'autopsia sul corpo della giovane donna. Inevitabile una domanda: le ferite all'altezza della schiena di Ylenia sono compatibili con il lancio di un coltello? O ci troviamo di fronte a un fendente sferrato a distanza ravvicinata, con mano ferma? Ricostruzioni che vanno avanti mentre nel quartiere di Ponticelli la tragica fine di una ragazza di 22 anni viene vissuta come l'ennesima ingiustizia. Una zona problematica, siamo nel rione detto Conocal, dove da tempo sono radicati i clan della camorra. Droga e truffe sono gli asset criminali di cosche vecchie e nuove, con equilibri sempre precari. Un narco-rione, che attende da decenni interventi di rigenerazione urbanistica e sociale.

IL CONTESTO

Figli di genitori coinvolti in fatti di camorra, Ylenia e Giuseppe (che ha 28 anni) erano cresciuti assieme, si sostenevano a vicenda in una zona difficile. La lite mortale era imprevedibile, dal momento che tutti i vicini di casa hanno ribadito il solido legame dei due fratelli. Subito dopo la coltellata alla schiena, il 28enne ha accompagnato la sorella in ospedale, per poi sparire dopo aver compreso di averla uccisa. Un episodio che al momento conferma il culto di violenza radicato in zona, ma anche il facile ricorso alle armi da parte di chi - come Giuseppe Musella - amava farsi immortalare in pose da killer sui social.

Condividi questo articolo