Caivano, prof precario escluso dalle supplenze: «La preside Carfora dovrà risarcirlo»
I titoli erano in regola, il punteggio in graduatoria di tutto rispetto. Di lì a breve l?incubo del precariato sarebbe stato solo un ricordo. Almeno per qualche tempo. Il giovane...
I titoli erano in regola, il punteggio in graduatoria di tutto rispetto. Di lì a breve l’incubo del precariato sarebbe stato solo un ricordo. Almeno per qualche tempo. Il giovane ingegnere originario di Aversa ancora non sapeva che avrebbe fatto presto i conti con l’inflessibilità di Eugenia Carfora, dirigente dell’istituto tecnico superiore “Francesco Morano” di Caivano e preside di frontiera la cui storia nelle ultime settimane ha fatto il giro del Paese grazie alla fiction targata Rai ispirata alla sua figura.
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A causa dello smarrimento della pergamena di laurea l’aspirante prof, nonostante la denuncia presentata ai carabinieri e la richiesta di ristampa del documento, ha visto sfumare quella cattedra che sembrava ormai a un passo. Con un decreto firmato proprio dalla dirigente Carfora, il supplente è stato infatti depennato da tutte le classi di concorso e dai posti di insegnamento di ogni ordine e grado per gli anni scolastici 2022-2023 e 2023-2024. Una beffa che l’ha spinto a rivolgersi ai giudici del Lavoro.
La decisione
Dopo due anni di angoscia, la svolta: il tribunale di Napoli Nord, accogliendo in parte il ricorso proposto dagli avvocati Pasquale e Pietro Marotta, ha dichiarato l’illegittimità del depennamento per la seconda annualità e disposto un risarcimento di quasi 16mila euro. Il sogno dell’ingegnere aversano inizia e si spezza il 6 ottobre 2022, quando viene convocato dall’istituto “Morano” per una supplenza da 18 ore settimanali. Tra i titoli dichiarati nella domanda di inserimento nella graduatoria per le supplenze compare anche la denuncia di smarrimento della pergamena di laurea. L’entrata in servizio sembrava cosa fatta. Invece, neanche due settimane dopo, ecco la tegola: via Pec l’istituto del Parco Verde gli trasmette il decreto con cui la dirigente Carfora disponeva il suo depennamento da tutte le classi di concorso e dai posti di insegnamento per l’anno scolastico in corso, nonché per quello successivo.
L’insegnante presenta un reclamo, ma senza ottenere riscontro. Si rivolge quindi al Tar, che dichiara però il proprio difetto di giurisdizione. L’aspirante supplente non demorde e ottiene un nuovo contratto di lavoro a decorrere dal 14 ottobre, questa volta con l’istituto “Don Geremia Piscopo” di Arzano. Altre cattive notizie sono però già dietro l’angolo: il nuovo contratto viene infatti risolto in ragione del precedente depennamento dalle graduatorie firmato dalla preside di frontiera. Il tribunale, ritenendo «provato il nesso causale» tra il decreto e «la perdita della chance patrimoniale», ha condannato la preside Carfora, il dirigente dell’istituto di Arzano, il Ministero dell’Istruzione e l’Ufficio scolastico regionale a risarcire in solido il prof precario di 15.985 euro.