Maltrattamenti all'asilo di Benevento, le mamme: «Un incubo, i bimbi non si toccano»
Nella giornata di ieri è stata eseguita un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Benevento che dispone il divieto di dimora per cinque insegnanti, laiche e religiose, indagate per...
Nella giornata di ieri è stata eseguita un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Benevento che dispone il divieto di dimora per cinque insegnanti, laiche e religiose, indagate per concorso in maltrattamenti aggravati ai danni di minori. Secondo le accuse, i bambini sarebbero stati percossi e in alcuni casi immobilizzati nei passeggini.
«I miei gemelli di un anno e mezzo hanno frequentato l'asilo nido fino a ieri, ho trovato anche dei lividi sul loro corpo. Dall'asilo nido mi hanno raccontato che se li erano procurati 'gattonando', ma stanotte mi rivoltavo nel letto pensando: come hanno fatto a procurarseli, se sul pavimento dell'asilo ci sono i tappeti?».
È parte del racconto di uno dei circa trenta genitori dei bambini dell'asilo nido a Benevento dove si sarebbero consumate, secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura della città sannita, violenze fisiche e psicologiche su bambini di età compresa tra 10 mesi e tre anni.
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«Ho notato che i miei figli si rifiutano le cinture allacciate nei passeggini, non ho certezze, ma temo che siano stati anche loro vittime di queste violenze», continua il racconto della madre dei gemelli, che ringrazia chi ha avuto il coraggio di denunciare «È stata una donna che svolgeva un tirocinio all’asilo nido, so poi non ci è andata più, spero di incontrarla e ringraziarla, non ha avuto paura di denunciare.
Dobbiamo ringraziarla, altrimenti mai avremmo saputo. Devo dire che i miei figli erano contenti di entrare all’asilo con le suore, quindi penso che le violenze non siano state esercitate da loro», confida.Benevento, folle corsa in città mentre filma la fuga: preso un 28 enne dopo inseguimento
«Ho visto che i bambini sono aggressivi tra loro. Anche se i miei figli non sono tra le vittime viste nei video, penso che anche loro avranno bisogno di un percorso, un aiuto, avranno visto le violenze», prosegue il racconto della donna, «Sulle costrizioni per mangiare, a me hanno sempre detto che i miei figli mangiassero tutto, ma una volta portati a casa, alle 13,30, facevano un pasto completo. Quindi non mangiavano. È un incubo. Vogliamo giustizia, i bimbi non si toccano», conclude.