Ex Whirlpool, sì al rilancio: Invitalia entra nel capitale
Ha vinto ancora una volta il gioco di squadra tra azienda e istituzioni pubbliche, lo stesso che aveva evitato che la chiusura del sito di via Argine a Napoli, dopo l?addio degli americani,...
Ha vinto ancora una volta il gioco di squadra tra azienda e istituzioni pubbliche, lo stesso che aveva evitato che la chiusura del sito di via Argine a Napoli, dopo l’addio degli americani, diventasse una pietra tombale sul futuro del sito e dei 300 lavoratori. Per l’ex Whirlpool si concretizza l’ingresso di Invitalia nel capitale del nuovo proprietario, Italian Green Factory che fa capo al Gruppo TeaTek di Felice Granisso, l’imprenditore napoletano artefice della riconversione, e di fatto riparte il processo di reindustrializzazione dell’area, uno dei dossier industriali più delicati e complessi del Sud.
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«Un’altra vicenda industriale complessa si è trasformata in un’opportunità concreta di sviluppo, innovazione e rilancio produttivo per Napoli e per il Mezzogiorno» commenta non a caso il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha seguito il dossier sin dal suo insediamento al Governo unitamente alle istituzioni locali, ai sindacati, alle banche (Intesa Sanpaolo in testa). Per Urso «è la dimostrazione concreta che, quando pubblico e privato operano insieme con una visione chiara, è possibile garantire occupazione e un futuro industriale».
Ex Whirlpool di Napoli, via al rilancio: Invitalia entra in Italian Green Factory
L’investimento
L’operazione combina risorse pubbliche e private per restituire funzione produttiva allo stabilimento e assicurare continuità occupazionale a centinaia di lavoratori, già peraltro riassunti tre anni fa da Italian Green Factory (in totale 294 unità). L’investimento complessivo ammonta a 60 milioni di euro, di cui 30,9 milioni messi dall’azienda con un aumento di capitale (garantito da TeaTek Group Holding) e 29 milioni da Invitalia. Il progetto di reindustrializzazione può contare anche su un investimento aggiuntivo da 103,7 milioni di euro, realizzato grazie all’approvazione del Contratto di Sviluppo tra Igf e Invitalia lo scorso settembre.
L’obiettivo è costruire un’iniziativa sostenibile sotto il profilo economico e tecnologico (con la possibilità di ulteriori 55 assunzioni che porteranno il totale a 349 addetti), esattamente come indicato sin dall’inizio dalla nuova proprietà. Nel Contratto di sviluppo si prevede, infatti, che tra Napoli e il sito acquisito nel frattempo in un’area dismessa dell’ex Fiat di Pomigliano d’Arco vengano realizzati quattro importanti progetti industriali e di ricerca. Accanto a quelli di riconversione dei siti in impianti per il fotovoltaico, si punta allo sviluppo di sistemi di diagnostica predittiva per trasformatori e quadri elettrici e alla creazione di impianti solari calpestabili da integrare nelle infrastrutture stradali e urbane. «Con il piano di rilancio dell'area ex Whirlpool di Napoli, Italian Green Factory, affiancata da Invitalia, punta a superare i 150 milioni di euro di ricavi nel fotovoltaico» si legge non a caso nella nota diffusa dall’azienda. Invitalia indicherà il presidente e un consigliere nel cda che sarò composto da cinque membri e, come previsto dal meccanismo del Fondo di Salvaguardia delle Imprese (il braccio operativo per così dire di Invitalia), accompagnerà il progetto per 5 anni.
La produzione
«Il piano - scrive Italian Green Factory - prevede di avviare, al termine dei lavori, la produzione di componenti fotovoltaici (inseguitori solari, trasformatori, power skid) per imporre Igf come leader nel mercato italiano delle energie rinnovabili. I primi 30 lavoratori ex Whirlpool sono già in servizio presso le sedi del gruppo, impegnati nella realizzazione di quadri elettrici e di power skids». Evidente la soddisfazione di Granisso: «Questo investimento – dice - rappresenta un momento importantissimo per l'azienda, per il territorio e per l'intero Mezzogiorno. C'è stata una grande coesione da parte delle istituzioni, a partire dal Governo, il Mimit in particolare, e dal Parlamento, fino alla Regione Campania, alla Prefettura e al Comune di Napoli, che ci sono sempre stati vicini nella volontà di fare ripartire un sito produttivo, quello di via Argine, che diventerà vero propulsore di sviluppo anche per la zona, sino a poco tempo ferita dalla deindustrializzazione. Ora via Argine è libera dal vecchio immobile e può guardare al futuro».
Ex Whirlpool, 103 milioni per il contratto sviluppo: sì alla reindustrializzazione
Gioco di squadra, insomma, con la Zes però decisiva in particolar modo nella fase iniziale: fu l’autorizzazione unica concessa dal commissario dell’allora Zes Campania, Giosy Romano a permettere a TeaTek di acquisire il sito lasciato dalla multinazionale Usa. «Il rilancio dell’ex Whirlpool, a cui abbiamo lavorato da subito, si consolida con la partecipazione di Invitalia e Fondo Salvaguardia Imprese in Italian Green Factory. Si tutelano ex lavoratori e si crea una straordinaria opportunità per Napoli e il Sud tramite innovazione e sostenibilità», il commento del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.