Napoli, Conte a caccia della vittoria numero 400
La prima di 399 vittorie in panchina alla trentaquattresima giornata di un campionato turbolento. Quello di serie B 2006-2007, quando Antonio Conte - reduce dall?esperienza da vice di Gigi...
La prima di 399 vittorie in panchina alla trentaquattresima giornata di un campionato turbolento. Quello di serie B 2006-2007, quando Antonio Conte - reduce dall’esperienza da vice di Gigi De Canio a Siena - venne esonerato, sostituito da Maurizio Sarri e poi richiamato al suo posto. Stagione cominciata male, con la penalizzazione per il calcioscommesse, e finita peggio, con la retrocessione in serie C.
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A nulla servirono per risollevare i toscani le 8 vittorie del Conte-bis nel finale di campionato, la prima appunto conquistata nella trentaquattresima giornata il 14 aprile 2007: 2-1 contro il Vicenza, reti di Floro Flores, l’attaccante del Rione Traiano, e Martinetti. Il lungo viaggio in panchina di Antonio, che da calciatore aveva vinto tutto con la Juve, cominciò con l’amarezza della retrocessione in serie C. La sua storia di allenatore vincente era tutta da scrivere. Dopo Arezzo, vi sarebbero state in serie B due tappe fondamentali: Bari e Siena, altrettante promozioni in serie A. E poi il grande calcio, anche da allenatore: Juve, Chelsea, Inter, Tottenham e Napoli, con il biennio in Nazionale.
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Al Ferraris per la sfida contro il Genoa si presenta oggi dopo 399 vittorie con nove club e la Nazionale, guidata dal 2014 (dopo l’addio alla Juve) al 2016 (dopo l’Europeo, quando accettò la proposta del Chelsea). L’ultimo successo sette giorni fa contro la Fiorentina al Maradona, due straordinari colpi mancini di Vergara e Gutierrez, piazzati sulla fascia destra a causa della carenza di esterni. A Fuorigrotta conquistò anche la prima di 43 vittorie sulla panchina azzurra. Era il 25 agosto 2024, seconda giornata di un campionato che cominciò malissimo (0-3 a Verona) e finì in gloria, con la conquista del quarto scudetto al termine dell’appassionante testa a testa con l’Inter. Quella sera di fine estate il Napoli vinse per 3-0 contro il Bologna, che si apprestava a partecipare alla Champions League.
Un grande segnale per la tifoseria, che si era messa subito al fianco di Conte, che a Genova sfida per la prima volta De Rossi, uno dei ragazzi che parteciparono alla spedizione dell’Europeo 2016, terminata ai quarti contro la Germania.
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De Rossi, che si era laureato dieci anni prima campione del mondo a Berlino, disse durante l’Europeo del ct: «Conte è un allenatore speciale. Molto particolare, diverso da tanti allenatori che ho avuto. È uno che ti chiede tantissimo e ti ripaga con l’onestà. Tu sai sempre che le scelte che farà - che ti possano piacere o meno - saranno dettate da quello che lui pensa sia il meglio per la squadra. Tanti allenatori dicono una cosa e poi ne fanno un’altra. Noi invece in Nazionale ci sentiamo tutti uguali perché l’allenatore è così. È estremo da questo punto di vista. Mi fa stare bene, anche qualora le scelte dovessero penalizzarmi». Da far leggere a Diego Costa e Lang, che nei giorni scorsi hanno spruzzato veleno sull’allenatore.
Il maggior numero di vittorie in un campionato alla guida della Juve, nella terza e ultima stagione, prima dello strappo con Agnelli: 33 su 38. Tre scudetti in tre anni, poi l’addio e la firma per la Nazionale, con il contratto messo sul tavolo dal neo presidente federale Tavecchio dopo l’esclusione della Nazionale dal Mondiale in Brasile. E poi il salto in Premier, con un biennio al Chelsea in cui vi è stata un’alta percentuale di vittorie: il 65,09 per cento, leggermente inferiore a quella del triennio bianconero (67,55). Nella seconda stagione col Napoli, tra campionato e coppe, la percentuale si è mantenuta bassa: 52,94 per cento. Hanno inciso le sconfitte subite in campionato (5, una in più dell’intero scorso torneo) e in Champions League, dove è stato conquistato un solo punto, a Copenaghen, dopo le cadute a Manchester, Eindhoven e Lisbona. Conte ha un pessimo rapporto con la sconfitta. Lo ha spiegato più volte: «Sto male dopo una partita persa e spero che questa sia anche la sensazione per i miei calciatori». Affinché si sentano stimolati a riprendere un percorso, come è accaduto in questa stagione. Dopo l’amarezza per l’esclusione dalla Champions, la convincente vittoria sulla Fiorentina. E ora la trasferta in casa del Genoa, con qualche importante rientro.
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Azzurri in ritardo netto su Inter e Milan, però in vantaggio sulla Roma, al momento quinta. La zona Champions può essere difesa. «Mi sorprendono certi discorsi su Conte. È lo stesso che ha vinto lo scudetto a Napoli pochi mesi fa», sottolinea il direttore sportivo Giorgio Perinetti, che ad Antonio consegnò prima la panchina del Bari e poi del Siena, dopo aver visto sul campo della Juve di cui era dirigente «un leader naturale». Perinetti conosce bene Napoli: «Il posto ideale per chi vive di calcio ma qui si è arrivati all’esonero di Ancelotti, il più vincente al mondo, e Spalletti è andato via dopo aver vinto lo scudetto. Ecco perché ci vuole uno come Conte».