Genoa-Napoli 2-3, grande carattere ma troppi errori: Buongiorno torni leader
Il Mattino

Genoa-Napoli 2-3, grande carattere ma troppi errori: Buongiorno torni leader

Domenica 8 febbraio 2026
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Una vittoria di carattere, il grande carattere che Conte ha saputo infondere nei suoi uomini. Sotto la pioggia di Genova sono stati afferrati tre punti che il Napoli aveva legittimato ma la...

Una vittoria di carattere, il grande carattere che Conte ha saputo infondere nei suoi uomini. Sotto la pioggia di Genova sono stati afferrati tre punti che il Napoli aveva legittimato ma la partita era stata condizionata da due gravi errori di Buongiorno, irriconoscibile rispetto al baluardo difensivo dei primi mesi della scorsa stagione.

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Un suo passaggio arretrato ha favorito il vantaggio del Genoa, un disimpegno assurdo ha consentito ai rossoblù di pareggiare dopo l’uno-due piazzato in centoventi secondi da Hojlund e McTominay. Una dimostrazione di forza, che sembrava essere stata vanificata a inizio ripresa dallo svagato Buongiorno. A Copenaghen aveva commesso un errore che era costato la vittoria e la qualificazione allo spareggio playoff di Champions League. Ieri una prestazione disastrosa e sul 2-2 Conte lo ha tirato fuori perché lo ha visto frastornato e ha inserito Beukema in una difesa che ha ritrovato Rrahmani ma ha perso un pezzo pesantissimo come Di Lorenzo, costretto a restare fuori per due mesi. E, mentre si organizzava l’assalto finale, il Napoli è rimasto in dieci per il rosso a Juan Jesus, altro colpo per la difesa già azzoppata.

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È necessario un lavoro fisico e mentale su Buongiorno, ieri seguito anche da Bonucci, vice di Gattuso. La squadra ha compreso il suo momento: quando Hojlund ha segnato dal dischetto il gol della vittoria, gli azzurri hanno abbracciato Alessandro. I momenti chiave della partita sono stati fissati dalla sala Var, con l’assegnazione di un rigore a inizio partita al Genoa e di un altro nell’over time al Napoli. L’arbitro Massa non ha visto i due episodi. De Rossi, il tecnico rossoblù, ha detto: «Non so quale sport sto allenando». Ma il pestone di Cornet sul piede di Vergara è stato netto, altro che falletto: in questo campionato si sono visti interventi di minore intensità sanzionati e sempre dallo studio di Lissone perché gli arbitri in campo si sono consegnati nelle mani dei colleghi varisti.

McTominay, finché è rimasto in campo (ha lamentato problemi fisici), e Hojlund sono stati decisivi. Non c’è da sorprendersi. Sono stati entrambi presi dalla Premier League proprio per far compiere al Napoli il salto di qualità. Il peso di McTominay aumenta di partita in partita e c’è da augurarsi che la sua eventuale indisponibilità sia limitata nel tempo. Freddissimo Hojlund sul primo gol (palla respinta dal portiere) e sul rigore che al 5’ di recupero ha consentito al Napoli di vincere la seconda partita di fila. Non accadeva da oltre un mese, quando tra dicembre e gennaio gli azzurri conquistarono sei punti sui campi di Cremonese e Lazio. Erano pienamente in lotta per il primato, poi sono scivolati a -9 dall’Inter, margine difficilmente recuperabile. Ma questo non avvilisce la squadra e si è notato anche nella reazione successiva all’eliminazione dalla Champions League. Se non vi fossero stati i due errori di Buongiorno - un capitale del club che non merita la gogna ma che va sostenuto per tornare il migliore centrale del campionato - non vi sarebbe stata partita: una sola vera parata di Meret.

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Conte è orgoglioso di una squadra che «butta il cuore oltre l’ostacolo, mai doma: sta facendo qualcosa di straordinario». E il Napoli deve ripetersi nelle prossime due partite al Maradona, martedì contro il Como in Coppa Italia e domenica contro la Roma in campionato. Contro Fabregas, che ha già dato qualche dispiacere agli azzurri, è in gioco l’accesso alla semifinale. E c’è poi la possibilità di distanziare in classifica Gasperini, che guida una squadra alterna nei risultati. Hojlund è una grande arma a disposizione di Conte e lo ha confermato a Marassi. Ma ciò che davvero conta è lo spirito di corpo, che si nota soprattutto - per usare la metafora cara a Conte - quando la barca attraversa il mare in tempesta. McTominay, dopo la sostituzione, si è seduto in panchina a tifare per i compagni, altro che doccia e cure. E Buongiorno, dopo gli errori che avrebbero potuto compromettere la vittoria (la numero 400 per Conte in carriera), ha ricevuto l’abbraccio di tutti. È questo che fa la differenza. Come dice il più giovane della brigata Vergara, che si è procurato il rigore, «il Napoli non molla di un millimetro». È la migliore garanzia per i suoi tifosi che riempiranno due volte lo stadio di Fuorigrotta: come sempre, tutti a remare dallo stesso lato.

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