Federico II, intervista a Serra Kilinç: «Da Istanbul per studiare Medicina ma oggi questa città è la mia casa»
Serra Kilinç ha 24 anni, viene da Istanbul ed è al sesto anno di Medicina e Chirurgia all?Università degli Studi di Napoli Federico II, nel corso interamente in lingua...
Serra Kilinç ha 24 anni, viene da Istanbul ed è al sesto anno di Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Napoli Federico II, nel corso interamente in lingua inglese. È arrivata in città convinta della propria scelta, maturata dopo una lunga riflessione e oggi guarda al futuro con l’idea di restare, possibilmente, nel sistema sanitario italiano.
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Perché ha deciso di iscriversi a Medicina alla Federico II?
«Volevo studiare Medicina da sempre, era il mio sogno. In Turchia ci sono moltissime persone che tentano questo percorso, ma è molto complesso e competitivo e non sono riuscita a entrare in graduatoria. Ho sostenuto però anche l'Imat (International Medical Admissions Test) a Istanbul, cioè la prova d'ingresso obbligatoria in lingua inglese per i corsi di laurea in Medicina nelle università statali italiane e l'ho superato. E così ho preferito partire piuttosto che riprovare l'anno prossimo nel mio Paese. Ho stilato una lista delle poche università che proponevano il corso in lingua inglese: Milano, Pavia, Roma e Napoli. La Federico II mi ha colpita perché è un’università molto antica, con un Policlinico molto grande con tutti i dipartimenti possibili. Inoltre, ho guardato il ranking e ho constatato fosse più in alto rispetto ad altri atenei. Anche il numero di studenti iscritti al corso in inglese ogni anno è stato un elemento importante: è più contenuto, mi è sembrato un valore per la qualità della formazione».
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Conosceva Napoli prima di iscriversi?
«No, ci sono stata soltanto una volta, per pochi giorni, prima di iniziare i corsi».
Quale impressione ebbe?
«Vengo da Istanbul, una città enorme e molto affollata. All’inizio Napoli mi sembrava piccolissima, ma con lo stesso caos. Poi ho capito che Napoli è come una piccola Istanbul, con un’anima simile. Le persone sono molto amichevoli, c’è confusione ma anche vitalità, energia. A me piace vivere in una città che ha un’anima. E poi c'è il mare, per me fondamentale, così come il clima. Non fa mai davvero freddo qui».
Molti studenti turchi scelgono la Germania. Perché ha preferito l’Italia?
«E dire che parlo anche tedesco mentre non conoscevo una sola parola d’italiano. La Germania è un’opzione piuttosto comune per i turchi, è vero, ma il clima, la cultura e il cibo mi attiravano meno. L’Italia mi interessava molto di più. Pensavo anche che studiare Medicina qui potesse essere più accessibile dal punto di vista del percorso».
Ed è stato così?
«Sì. Oggi, posso dire di aver fatto proprio la scelta giusta: mi trovo molto bene a Napoli e la didattica è eccellente. Il corso alla Federico II è molto dettagliato dal punto di vista teorico e già dal secondo anno abbiamo iniziato a frequentare l’ospedale, cosa che in altri Paesi avviene molto più tardi. Questo per me è stato importante. Inoltre, anche se il corso è in inglese, l’università offre gratuitamente corsi di italiano per studenti stranieri: è stato molto utile e oggi parlo un buon italiano».
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Questo è l’ultimo anno. Quali sono i suoi progetti dopo la laurea?
«Vorrei sostenere il test di specializzazione e mi piacerebbe proseguire in Psichiatria. Sto già svolgendo la tesi in questo ambito alla Federico II, in un dipartimento che considero di altissimo livello. Valuto anche altre opzioni, come Ginecologia o Neurologia, ma la Psichiatria resta la prima scelta. Ma mi piacerebbe restare in Italia, e, se possibile, Napoli è la mia priorità».