Panettiere ucciso Sarno: Sirica muto davanti al giudice
Il Mattino

Panettiere ucciso Sarno: Sirica muto davanti al giudice

Domenica 8 febbraio 2026
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Candele, fiori, biglietti e foto. La bottega storica di Gaetano Russo è diventata un luogo di ricordi e preghiere. Una folla commossa si è riunita per una veglia in ricordo di...

Candele, fiori, biglietti e foto. La bottega storica di Gaetano Russo è diventata un luogo di ricordi e preghiere. Una folla commossa si è riunita per una veglia in ricordo di Gaetano, ucciso brutalmente per difendere sua figlia dalla furia assassina di Andrea Sirica. Massacrato nella sua salumeria, dal 34enne che ha preso un coltello dal balcone e si è avventato senza lasciargli scampo. Un momento di profonda condivisione con la famiglia, la moglie ed i figli del panettiere. «Vogliamo giustizia» la voce che si è levata dalla folla. «L’ergastolo. Non deve più uscire dal carcere». Andrea Sirica, nel corso dell’udienza di convalida del fermo, svoltasi davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore, si è avvalso della facoltà di non rispondere. La figlia di Gaetano, Cristina, ha dichiarato che Sirica avrebbe cercato di uccidere anche lei e sua madre. Poi, minacce di morte anche alla sorella Maria Angela. «Ha ucciso mio padre davanti ai miei occhi. È morto per salvarmi - ha detto Cristina- Il suo assassino voleva uccidere anche me e mia mamma. Ho cercato di bloccarlo mentre accoltellava papà, non ci sono riuscita. Sirica era lucidissimo, è entrato e mi ha chiesto di staccare tutte le connessioni. Ha chiamato per nome sia me che mio padre».

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Dichiarazioni, che se confermate con riscontro probatorio, potrebbero far allargare l’inchiesta con nuove pesanti imputazioni. Le ipotesi di reato per Sirica includono l’omicidio aggravato per aver agito con particolare crudeltà, per motivi abietti e futili. È indagato anche per resistenza a pubblico ufficiale al momento dell’arresto. L’autopsia sul corpo di Gaetano potrà chiarire diversi punti, e anzitutto sarà importante stabilire il numero delle coltellate inferte, la profondità per valutare l’aggravante dell’efferatezza. Pare che a disposizione degli inquirenti ci siano anche le immagini nitide di diverse reti di videosorveglianza. L’omicidio si è consumato nella notte tra il 2 e 3 febbraio quando Sirica è arrivato in piazza Sabotino, ha suonato al citofono dell’attività di alimentari e panificio. Gaetano aveva appena finito di lavorare nel laboratorio, era pronto a chiudere ed andare a casa, al piano di sopra. La figlia 19enne si è avvicinata alla porta ed ha aperto. Un gesto di accoglienza come spesso faceva con quell’uomo problematico che Gaetano aiutava con un pasto caldo. Il 34enne ha iniziato ad inveire contro la ragazza, ha chiesto anche di staccare le telecamere, a quel punto Russo è intervenuto per difendere la figlia e metterla al sicuro ed ha intimato al 34enne di uscire dal negozio. Parole che hanno innescato la furia omicida. Sirica ha impugnato il coltello prelevandolo dal bancone e si è scagliato contro il 61enne.

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