Christian De Sica e Lillo: «Paghi uno e vedi due film: la commedia ed il giallo»
Il Mattino

Christian De Sica e Lillo: «Paghi uno e vedi due film: la commedia ed il giallo»

Domenica 8 febbraio 2026
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Fa ridere ma c?è un assassino da smascherare: «Agata Christian ? Delitto sulle nevi» di Eros Puglielli: «Col prezzo di un biglietto vedi due film, un giallo e...

Fa ridere ma c’è un assassino da smascherare: «Agata Christian – Delitto sulle nevi» di Eros Puglielli: «Col prezzo di un biglietto vedi due film, un giallo e una commedia», promettono i protagonisti Christian De Sica e Lillo Petrolo, che ieri sera lo hanno presentato insieme al regista ai cinema The Space e Modernissimo introdotti da Giampaolo Letta, produttore del film per Medusa. Nel cast anche Paolo Calabresi, Maccio Capatonda, Chiara Francini, Giorgio Colangeli e Tony Effe.

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«Era difficile rendere credibile un giallo all’interno di una commedia, ma Eros ci è riuscito», hanno continuato i due, ospiti ieri di Titta Fiore negli studi del Mattino.it (intervista integrale oggi on line). «Non si tratta di una commedia all’americana con tinte crime, ma di un film con una comicità all’italiana, in cui si ride di gusto, e che vuole tenere alta, fino alla fine, l’attenzione dello spettatore, che vuole davvero scoprire chi sia il colpevole».

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Il noto investigatore Christian Agata - ogni riferimento alla scrittrice delle saghe di Hercule Poirot e Miss Marple non è naturalmente casuale, come si evince dal plot - viene invitato dalla famiglia Gulmar, proprietaria di un impero di giochi da tavolo, nel suo castello in Valle d’Aosta, dove resta bloccato insieme agli altri ospiti per via di una valanga. In quel momento si consuma il giallo: il magnate Carlo Gulmar viene trovato morto e l’assassino è ancora sotto lo stesso tetto del detective, esattamente come tutti gli altri, non resta che trovarlo.

«In questa circostanza, il mio personaggio, il brigadiere Gianni Cuozzo, conosce Agata», ha chiarito Lillo. «Sono anche io un investigatore, ma se Christian è il migliore in circolazione, io sono il peggiore, potrei fare tutto nella vita fuorché il detective. Per qualche ragione, gli animali mi odiano, finanche le formiche mi attaccano, quindi passo metà del film a difendermi da orsi, insetti, cani, di tutto. Un paradosso, visto che nella vita reale amo gli animali ed anche loro mi vogliono bene».

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«Agata ha un’antipatia inspiegabile nei confronti di Gianni», ha spiegato De Sica al suo centodiciannovesimo film e adesso sul set della miniserie «The label» di Luca Miniero con Claudio Santamaria e Carolina Crescentini: «Qualsiasi cosa dica per lui è sempre un’idiozia, se invece a dirla è il suo dipendente (Calabrese), la ritiene geniale, anche se è esattamente la stessa frase che ha pronunciato Gianni un istante prima. È divertente, perché il suo astio non viene mai giustificato: è così e basta. Insomma, io faccio il carnefice e Lillo la vittima, alla Totò e Peppino. Fare il cattivo in una commedia è stata una bella sfida. Ho sempre interpretato il ruolo del mascalzone simpatico come faceva Alberto Sordi. È stata la prima volta che mi sono cimentato nella parte del cattivo canonico. Per calarmi nel ruolo, ho preso spunto dall’ispettore Jacques Clouseau interpretato da Peter Sellers, cercando di mantenere la sua stessa vena comica».

Nonostante la fama, i due si stupiscono ancora di essere accolti dai fan come delle vere rockstar all’ingresso dei cinema in cui presentano il film: «Una roba da stadio!», ha esclamato Lillo, che si sta preparando ad affiancare Carlo Conti nella conduzione del Festival di Sanremo dal 24 febbraio. «C’è gente che si è presentata con dei cartelli enormi, una volta mi hanno portato un costume di Posaman realizzato a mano, i bambini corrono ad abbracciare Christian come un parente. È emozionante assistere a reazioni del genere. Vuol dire che il film sta piacendo. La comicità è strana: finché non ti confronti con il pubblico non sai mai se funziona davvero. Sanremo? È una platea importantissima, cercherò di essere il più sincero possibile, intrattenendo gli spettatori a casa cercando di non pensare a quanti saranno sennò mi sale l’ansia già adesso».

Sul successo, invece, De Sica ha un’idea più precisa: «Sto sempre in mezzo alla strada. Mi ricordo che Visconti una volta disse a mio padre: “Vitto’ non lo puoi fare più un film come “Ladri di biciclette” perché non conosci il mondo” e aveva ragione: l’errore della generazione di mio padre è stato chiudersi in casa una volta raggiunta la notorietà. In quel modo, non si è più confrontata con le mode. Se vuoi raccontare il presente devi viverlo tra la gente, forse è per questo che a più di 70 anni piaccio ancora ai ragazzini. Poi, mai come oggi c’è voglia di ridere, per questo la commedia italiana sta vivendo un momento d’oro. Attraversiamo un periodo non facile, tra le guerre e le notizie agghiaccianti sui giornali.... Quando entri al cinema, il mondo fuori rimane brutto, ma tu hai la possibilità per qualche ora di rilassarti, meravigliarti e, soprattutto, ridere di gusto: un film d’azione puoi anche vederlo da solo a casa, ma per guardare una commedia hai bisogno di essere circondato da altre persone che ridono con te, così sarai stimolato a ridere ancora di più», ha concluso.

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