Porti, più tempo per finire i progetti Pnrr in ritardo: svolta per Napoli e Salerno
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Il governo spinge l’acceleratore sul Pnrr, rafforza le misure a sostegno e ridisegna la mappatura degli investimenti. Restano le opere finanziate con i fondi complementari del Pnrr. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha disposto sia una diversa modulazione temporale delle risorse nazionali che un taglio, nella misura di complessivi 141,68 milioni di euro, su alcune misure attuative.
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Con una recente nota a firma del direttore generale porti, logistica e Intermodalità, Donato Liguori, indirizzata a tutte le 16 Autorità di Sistema Portuali, il ministero ha messo in evidenza che l’articolo 3 del dl del 29 ottobre 2025, n. 156, «al fine di allineare cronoprogrammi procedurali degli interventi ricompresi nei programmi del Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr ai cronoprogrammi finanziari», ha modificato i termini di ultimazione delle opere per due importanti misure: la PNC 7 (Sviluppo dell’accessibilità marittima e della resilienza delle infrastrutture portuali ai cambiamenti climatici) il cui nuovo termine passa dal 31 dicembre 2026 al 31 dicembre 2031 e la PNC11 (Elettrificazione delle banchine - Cold ironing) che viene prorogata al 31 dicembre 2027.
Restano invece inalterate le scadenze delle misure PNC 8 (Aumento selettivo della capacità portuale), PNC 9 (ultimo/penultimo miglio ferroviario/ stradale) e PNC 10 (Efficientamento energetico) che si mantengono inchiodate al 31 dicembre 2026. C’è da dire che il taglio complessivo degli investimenti di 141,68 milioni di euro incide per 10,73 milioni di euro sulla Misura 9 (ultimo/penultimo miglio ferroviario/ stradale) e di 130,95 milioni sulla Misura 11 (Elettrificazione delle banchine).
Le conseguenze
Si tratta di una boccata di ossigeno per quella parte di interventi che non riuscivano a traguardare l’obiettivo del 31 dicembre 2026 e che avrebbero comportato l’automatico definanziamento delle risorse. In questo contesto, i porti di Napoli e Salerno hanno beneficiato di un finanziamento complessivo di 361 milioni di euro sui fondi complementari del Pnrr distribuiti su 10 interventi. Di questi 271 milioni riguardano la misura PNC 7, 20 milioni la misura PNC 8, 30 milioni la misura PNC 9 e 40 milioni la misura PNC 11.
Ma il cronoprogramma operativo dell’Autorità di Sistema Portuale del mare Tirreno centrale a dicembre 2026 aveva registrato un andamento favorevole al punto che il ministero ha trasferito su fondi Pnrr quasi il 70% delle risorse nazionali, per un ammontare di 245 milioni di euro, e ha finanziato ulteriori 62 milioni di euro, sempre a valere su fondi Pnrr, ovvero ha finanziato ulteriori interventi che dovranno essere necessariamente conclusi entro giugno 2026. Si tratta delle opere che riguardano la Diga Foranea Duca d’Aosta nel porto di Napoli (il cui rafforzamento è concluso da oltre 3 mesi e le opere di prolungamento certamente rispetteranno il termine di giugno prossimo) e le opere che riguardano le banchine del porto di Salerno (Molo Manfredi, Molo Tre Gennaio e Molo di Ponente), anche in questo caso sostanzialmente ultimate o comunque completabili entro il termine assegnato.
Gli interventi
A beneficiare della proroga al 2031 sono gli interventi di costruzione del grande parcheggio interrato previsto alla Calata Piliero in prossimità di PiazzaMunicipio (partiti in ritardo per effetto della notevole complessità dell’opera, dei sottoservizi e dei pareri di enti terzi) e gli interventi di elettrificazione delle banchine nei porti di Napoli e Salerno, anche questi in notevole ritardo. Il presidente Eliseo Cuccaro è determinatissimo a completare i programmi infrastrutturali avviati nel 2023. Inoltre ha inaugurato il suo mandato con due ulteriori nuovi importanti finanziamenti: 62 milioni di euro di fondi Pnrr da parte del ministero dei Trasporti da completare entro il prossimo giugno e 32 milioni di euro da parte della Regione Campania per il rafforzamento della Diga Duca d’Aosta.
Un percorso non privo di criticità è quello dei raccordi ferroviari all’interno del porto, perché pur registrando un buon avanzamento, aspettano la delocalizzazione del piping ad opera dei concessionari del terminal petroli. Strategici sono gli interventi di completamento previsti ai porti di Napoli e Salerno, in parte anche finanziariamente anticipati dall’Autorità di Sistema Portuale, che ancora non decollano: eventuali ulteriori rallentamenti metterebbero a rischio i finanziamenti concessi.