Falsi incidenti stradali: «La gang delle sentenze vende quiz universitari»
Il Mattino

Falsi incidenti stradali: «La gang delle sentenze vende quiz universitari»

Lunedì 9 febbraio 2026
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Anche le domande per un concorso bandito dall?università finiscono al centro delle verifiche dei pm che indagano sulla cricca dei falsi incidenti stradali. Riflettori su una presunta...

Anche le domande per un concorso bandito dall’università finiscono al centro delle verifiche dei pm che indagano sulla cricca dei falsi incidenti stradali. Riflettori su una presunta cricca in grado di sbloccare indennizzi per sinistri mai avvenuti. Medici, consulenti, legali, procacciatori di affari. Che se ne vanno in giro per alcuni uffici del giudice di pace all’ombra del distretto di Corte di appello, trovando spesso sponda utile: depositano denunce per sinistri stradali mai avvenuti, determinano l’apertura di procedimenti, strappano la firma di un giudice di pace e incassano indennizzi.

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Il metodo

Un metodo che funziona: la banda dei falsi sinistri riesce a trovare terreno fertile grazie alla compiacenza di magistrati onorari, avvocati, consulenti (figure che molto spesso sono intercambiabili). Schema classico, dunque: sinistri fantasma, incidenti mai avvenuti; fascicoli inappuntabili da un punto di vista formale, zeppi di testimonianze e di ricostruzioni inventate; ma anche sentenze che sbloccano decreti di liquidazione. Dunque? Soldi e regali ad alcuni giudici onorari e cancellieri.

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Uno schema che è stato svelato di recente dalla Guardia di Finanza, sotto il coordinamento della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Ricordate? Ne abbiamo parlato di recente sulle colonne di questa cronaca, sono stati disposti gli arresti domiciliari nei confronti di Giuseppe Luongo (avvocato in qualità di giudice onorario in servizio presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere), mentre sono scattate le misure interdittive nei confronti di Rodosindo Martone, Bruno Dursio e Gaetana Maria Fulgeri (tutti e tre giudici onorari a Santa Maria Capua Vetere); è inoltre scattato il divieto temporaneo ad esercitare la professione di avvocato nei confronti di Michele Zagaria, Vincenzo Castaldo e Michele Chirico. Nomi di professionisti e impiegati che avranno modo di replicare alle accuse contenute nella misura cautelare firmata dal gip sammaritano Angela Gerardi, in uno scenario investigativo che rischia di allargarsi, di tracimare dagli uffici casertani. Chiara la strategia investigativa: esiste un metodo, un sistema criminale che va decisamente oltre il ruolo dei pochi soggetti finora identificati.

Il retroscena

Sono centinaia i nomi di sospetti al vaglio della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Oltre duecento indagati, alla luce delle denunce sostenute dai legali di compagnie di assicurazione, che mettono in rilievo uno schema oggi al vaglio degli inquirenti di almeno tre Procure. Oltre ai pm sammaritani, al lavoro la Procura di Napoli nord, che è competente su fascicoli che hanno interessato il giudice di pace di Marano (qui ci sono verifiche in corso), ma anche la Procura di Napoli, dove di recente a firmare degli arresti è stato il gip Finamore. E non si esclude che su questa storia intervenga la Dda di Napoli, di fronte agli interessi criminali che si muovono dietro le bande che fabbricano falsi sinistri.

Ma restiamo alla storia culminata pochi giorni fa in un arresto e in una serie di misure meno afflittive. Soldi e borse griffate, guantiere di struffoli ma anche orologi e collane Tennis, bottiglie di champagne Dom Perignon, in cambio di sentenze per incidenti stradali mai avvenuti. E ancora: lo stesso giudice - si legge nella informativa di pg a proposito di uno degli indagati - aveva anche la disponibilità di nominare consulenti non neutrali, se non addirittura complici, che effettuavano perizie capaci di garantire indennizzi. Un mercato che faceva leva sempre sulla stessa scena: due biciclette in fila indiana investite mentre erano sul lato destro della strada, magari in prossimità di strisce bianche; donne incinte vittime di sinistri; auto pirata in fuga.

La ricostruzione

È una ricostruzione che viene offerta per la prima volta da una denuncia di quattro anni fa, che consente di ampliare lo spettro dell’inchiesta. E non è un caso che in questo scenario investigativo si lavora anche su altri aspetti: come le verifiche su presunte combine per l’accesso a una scuola di specializzazione bandita dall’università Vanvitelli.

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È il capitolo che investe un presunto passaggio di mano: un giudice onorario avrebbe conferito incarico di ctu a un avvocato, nell’ambito di cause risarcitorie a lui assegnate, in cambio della consegna delle domande oggetto del concorso bandito dall’università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli con prova di esame fissata per il 16 dicembre 2024, per il conseguimento di un titolo preferenziale ai fini della gestione di farmacie ospedaliere. Anche in questo caso, cautela doverosa: il giudice non ha trovato riscontri concreti alla presunta combine. Verifiche in corso, in attesa della replica dei soggetti coinvolti.

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