Napoli, lo stadio: «Restyling del Maradona anche senza Euro 2032»
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«Il Presidente Aurelio De Laurentiis? Aspettiamo di capire la posizione del club, entro luglio ci sarà il progetto definitivo: nel caso di silenzio, andremo avanti comunque. L’ assessore Edoardo Cosenza è il vero regista di questa operazione di restyling del Maradona e per il 30 luglio del 2026 l’Italia dovrà mandare alla Uefa un dossier con le candidature e Napoli sarà una di queste città candidate». Così Pasquale Granata - direttore generale del Comune - a Radio Crc, Granata è la figura professionale che a livello amministrativo gestisce la pratica di Euro 2032.E allora parola a Cosenza che di mestiere fa l’ingegnere strutturista: «In buona parte le modifiche verranno fatte a prescindere dall’Europeo. Alcune - spiega l’assessore - possono non essere necessarie, ad esempio quelle legate all’hospitality. Il terzo anello però lo faremo, si tratta di 9-10mila posti in più e ci tengo tantissimo».
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Il riferimento è alla tribuna centrale e Cosenza al riguardo spiega: «La tribuna è esattamente come la voleva il Napoli, disegnata dall’architetto Zavanella, poi il presidente può entrare nella discussione quando vuole». Se il Napoli in interverrà nei lavori, questo il ragionamento di Cosenza, è chiaro che Skybox, Field box e tutti i posti vip non saranno immaginati così come li vorrebbe il club e cambierà il progetto. È ancora Cosenza a entrare nel merito della vicenda stadio: «È ovvio che se la Ssc Napoli sarà entrata nei lavori ci sarà un tipo di convenzione, quella attuale scade tra due anni. Altrimenti andrà rivista. De Laurentiis può entrare, comprare il Maradona al prezzo stabilito da una terza parte, può fare uno stadio altrove, può fare ciò che vuole. Con gli eventi, il Maradona rende molto più anche perché la convenzione è di 900mila euro l’anno e non ci paghiamo neanche le spese. Con gli eventi solo a giugno il Maradona ha fatto 3,2 milioni. Questo stadio ha un enorme valore sia che ci giochi il calcio Napoli che non ci giochi».
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Cosenza ha parlato a Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra”. Insomma, è stata una domenica di “lavoro” sia per il direttore generale che per l’assessore perché la comunicazione - atteso l’interesse che suscita tra i tifosi, gli addetti ai lavori e la politica il futuro dell’impianto di Fuorigrotta - è essenziale. E queste interviste non a caso arrivano dopo che il club azzurro ha deciso di non partecipare al vertice di venerdì tra Figc e Comune tenutosi in remoto. Vertice che è stato un check, voluto dalla Figc e dunque anche dalla Uefa, per verificare lo stato dell’arte del progetto del Comune sul Maradona.
L’assenza del club ha dato il la al Municipio napoletano guidato dal sindaco Gaetano Manfredi che con o senza la Ssc Napoli i lavori al Maradona si faranno. Di più: si faranno anche nella sciagurata ipotesi la città non dovesse essere selezionata per gli europei in condominio tra Italia e Turchia. Per tutta una serie di motivi: la storica struttura che porta il nome di Dieguito necessita di robusti lavori di ammodernamento, deve poter ospitare altri eventi oltre alle partite. E non ultima, anzi al primo posto come motivazione, gli azzurri Campioni di Italia in carica giocheranno a Fuorigrotta fino a quando Patron De Laurentiis non avrà costruito un nuovo stadio. E ci vorranno almeno tra i 4 e i 5 anni.
Il progetto del nuovo Maradona lo sintetizza lo spesso Cosenza: «Il Maradona sarà identico al Parco dei Principi del Psg o al Maracanà. Con gli spalti più vicini al campo perché non ci sarà la pista di atletica. Sullo spigolo del calcio d’angolo la distanza è minima, 6 metri dai distinti e 7,5 metri dalla curva quindi vicinissimo. Poi, lo stadio essendo ovale la distanza aumenterà un po’ verso i distinti, dove si arriverà a 12 metri e nelle curve a 27».
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Comunque distanze dimezzate e soprattutto ci sarà la visuale completa del terreno da gioco da qualsiasi settore. «Infatti - spiega l’assessore - l’attuale primo anello non rientra nei parametri della Uefa per la visibilità. Quei posti dell’attuale primo anello diventeranno bellissimi per chi vuole godersi la partita perché molto vicini al campo di gioco. E ribadisco, il Maradona non sarà affatto come l’Olimpico perché non avrà la pista». Il punto forte del progetto è che i lavori non incideranno sull’attività agonistica degli azzurri. «I lavori partiranno da sotto: con la riapertura dell’attuale terzo anello gli spettatori scaleranno e la Società non perderà un solo biglietto. Sarà un cantiere invisibile e lo stadio sarà pronto nel 2031».