Intervista ad Enzo Maraio: «Ora basta fondi a pioggia gli eventi vanno condivisi»
Il Mattino

Intervista ad Enzo Maraio: «Ora basta fondi a pioggia gli eventi vanno condivisi»

Martedì 10 febbraio 2026
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«La Coppa America è una grande opportunità non solo per Napoli ma per tutta la Campania: vietato commettere errori», spiega Enzo Maraio, assessore regionale al Turismo ed...

«La Coppa America è una grande opportunità non solo per Napoli ma per tutta la Campania: vietato commettere errori», spiega Enzo Maraio, assessore regionale al Turismo ed alla Transizione digitale in partenza per la Bit di Milano.

Quali saranno le novità?

«Abbiamo fatto in modo di essere pronti per la kermesse dove la Regione arriverà preparata, nel suo complesso, assieme ai capoluoghi, alle aree interne e a tutta la fascia costiera per la valorizzazione del nostro patrimonio che è enorme e unico al mondo. Ma la novità è la promozione con tutti gli enti locali e la sinergia con il comune di Napoli».

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Alla Bit stavolta palazzo San Giacomo e Santa Lucia presenteranno assieme le iniziative.

«Con la collega Teresa Armato c’è una grande sintonia per valorizzare la Campania a partire da Napoli. Con il comune partiamo con i “turismi” perché non ve ne è solo uno. Presenteremo quindi la filiera moda, quella enogastronomica, e religiosa. E poi all’interno del programma lanciamo in anteprima la proposta di un nuovo servizio: metteremo turismo e digitale assieme per incrementare il numero dei turisti e offire nuovi servizi».

A Napoli quest’anno c’è stato già il record di 20 milioni di turisti: cosa si spera nel 2026?

«Anzitutto si lavorerà sulla Coppa America, che il sindaco Manfredi è riuscito a portare a Napoli: dobbiamo fare di quest’evento evento un motore di sviluppo non solo per il capoluogo ma di tutta la Campania. E questo si fa lavorando con tutti i player per spostare i flussi anche in altre aree della regione. I numeri d’altronde sono incoraggianti: non solo su Napoli e le aree costiere ma anche in quelle interne del Sannio e dell’Irpinia. Ma per farlo dobbiamo rendere queste aree fruibili e raggiungibili con i trasporti: serve aumentare l’offerta in tal senso».

Sarebbe anche il caso di allestire cartelloni evitando, come spesso è accaduto, sovrapposizioni.

«A Barcellona c’è un ufficio pubblico-privato che si occupa proprio di questo: è il Convention Bureau ed il nostro obiettivo è crearne uno del genere anche qui. Non a caso abbiamo prorogato il bando delle Dmo, destination management organization, al 31 marzo che avranno un ruolo fondamentale e, in questa direzione, abbiamo stretto un accordo con l’Anci Campania perché i comuni devono parlare tra di loro. Ai Municipi, invece, ho già chiarito che è finita l’era dei finanziamenti a pioggia, senza nessun obbligo di continuità, con contributi da 100-120mila euro ogni volta. Così non facciamo turismo ma qualche clientela: serve invece un salto di qualità. L’obiettivo è finirla con i micro-eventi per passare a progetti che cambino il volto della regione o di aree più vaste».

La Coppa America va in questa direzione: non solo l’evento sportivo in sé ma anche la grande occasione per riqualificare Bagnoli. Anche se ci sono state proteste in tal senso.

«C’è sempre un piccolo bacino di persone che non coglie l’innovazione anche nel rispetto del territorio e c’è chi ne vuole mantenere la mummificazione: eppure le grandi sfide passano sempre per un salto culturale. E la Coppa America in questo senso è grande opportunità, specie se le edizioni saranno 2: ma dobbiamo farci trovare pronti. Per decenni non si è fatto nulla per Bagnoli, ora finalmente si lavora e dobbiamo esserne fieri ed orgogliosi perché tutto il territorio ne beneficerà».

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L’ex governatore De Luca non fa che attaccare, usando toni durissimi e chiamando addirittura in causa la P2, il sindaco Manfredi per la gestione dell’evento. Non crede che bisognerebbe abbassare i toni?

«Il clima si è acceso proprio per alcune intemerate. Basta attacchi a Manfredi che è impegnato a scrivere il futuro per questa città. Per questo credo che si debba svelenire il clima e le istituzioni non devono perdere il controllo e valicare certi argini. Sarebbe opportuno, al di là delle contrapposizioni politiche, abbassare i toni. Vale anche per l’ex governatore De Luca».

Il Campo largo campano serve per le prossime politiche?

«Al centrosinistra serve il modello campano: plurale e non a trazione ridotta con i soli Pd, M5s e Avs perché non rappresenterebbe tutta la cultura di governo riformista che portiamo in dote».

Eppure proprio a Salerno si rischia il parricidio del Campo largo per la discesa di De Luca. Mentre i socialisti non decidono dove stare.

«A Salerno l’organizzazione messa in piedi dall’M5s e da altri non vede dentro il Pd. Per noi il Campo largo non è coinvolgere, come sta accadendo, anche il centrodestra pur di fare la guerra a De Luca. Anche perché non capisco perché andava bene alle regionali con le sue civiche e ora non più. Se c’è il Campo largo, modello Regione, noi ci siamo altrimenti liberi tutti. Ma non c’è ancora alcuna decisione: attendiamo il Pd che non può stare con 2 piedi in 8 staffe. Ma io rimango in sintonia con quanto detto dal segretario dem a Benevento: ovvero Campo largo con Mastella. E se va bene lì, non capisco perché non si possa fare anche a Salerno con De Luca».

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