Sanità, Fico vede i manager: «Case di comunità, sprint per arrivare a 214 presidi»
Il Mattino

Sanità, Fico vede i manager: «Case di comunità, sprint per arrivare a 214 presidi»

Martedì 10 febbraio 2026
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Il potenziamento della medicina territoriale. È questo il mantra di Roberto Fico per far ripartire la sanità campana. Per decongestionare gli ospedali e per avvicinare il sistema...

Il potenziamento della medicina territoriale. È questo il mantra di Roberto Ficoper far ripartire la sanità campana. Per decongestionare gli ospedali e per avvicinare il sistema sanitario ai cittadini. Anche attraverso la telemedicina, altro punto centrale della strategia del governatore. E un ruolo centrale in quest’ottica lo avranno le case di comunità.

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Su cui c’è molto terreno da recuperare. Sono questi i temi centrali affrontati nell’incontro che il presidente della Regione ha avuto ieri con i manager delle sette Asl della Campania. «La sanità pubblica è una priorità fondamentale della nostra azione amministrativa. Dobbiamo far funzionare nel modo migliore l’esistente e, nel contempo, programmare le risorse disponibili per rispondere al meglio alle esigenze della comunità», ha detto Fico al termine dell’incontro a Palazzo Santa Lucia.

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Gli obiettivi

Uno dei temi centrali affrontati è appunto la realizzazione delle case di comunità. «Stiamo lavorando a un grande potenziamento della medicina territoriale, di prossimità. La realizzazione delle case e degli ospedali di comunità è un’occasione unica per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini», sostiene il governatore. Per Fico «gli ospedali devono tornare a essere centri di specializzazione, strutture da decongestionare grazie alla sinergia con la medicina territoriale e agli investimenti in soluzioni tecnologiche come la telemedicina che diventa fondamentale, specialmente per le aree interne». Ma c’è tanto terreno da recuperare.

Le case di comunità

Le case e gli ospedali di comunità, strutture finanziate con il Pnrr, previste in Campania sono 214. Si tratta di 169 case di comunità e 45 ospedali di comunità. A che punto siamo? Solo sedici già in funzione, dotate delle attrezzature tecnologiche necessarie al loro pieno esercizio. Si tratta di sette Case di comunità di tipo Hub, centri di riferimento h24 per una popolazione di 40-50mila abitanti, e nove Case di tipo Spoke, articolazioni territoriali per garantire la continuità assistenziale. Insomma, numeri ancora molto bassi rispetto all’obiettivo finale.

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Il nodo personale 

Ma oltre alla verifica sullo stato di realizzazione degli interventi strutturali delle sedi, un altro dei nodi principali riguarda il personale. Per questo, nel corso dell’incontro a Palazzo Santa Lucia sono stati affrontati anche gli aspetti di governance e le politiche di allocazione del personale necessario al funzionamento dei presidi. Ma per riempire di medici, infermieri e operatori socio-sanitari (per cui è già stato avviato un concorso e ci sono tutti i candidati che hanno superato lo scritto a novembre che attendono ancora la data dell’esame orale) bisognerà superare il piano di rientro.

Fico ha già avviato e continua il dialogo con il ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci: l’obiettivo è l’uscita dal piano di rientro nel più breve tempo possibile. Un rassicurante aggiornamento su questo tema è stato fornito anche ai sette manager delle Asl che si sono riuniti ieri nella sede della Regione.

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Tra gli obiettivi dell’ex presidente della Camera c’è anche la creazione di un nuovo piano ospedaliero «più razionale, funzionale e cooperativo tra le strutture esistenti e quelle nuove che saranno create». Un elemento che è stato rappresentato anche ieri ai vertici delle Asl. Un progetto che guardi, ovviamente, anche alle case di comunità. Nel corso dell’appuntamento, Fico ha ribadito ai manager delle Asl anche la volontà di portare fuori dalla sanità le dinamiche legate alla politica. «L’impostazione che voglio dare premia il merito, non chi vota qualcuno. Non ci sarà mai una mia indicazione per avanzare nei ruoli degli ospedali. Servono i curricula per andare avanti», aveva detto Fico nel corso della presentazione del restyling dell’edificio storico del Cardarelli. Un concetto ribadito anche ieri.

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