Duello Nordio-Policastro, tutti ad abbracciare il pg: «Ora abbassiamo i toni»
Ci sono oltre cento magistrati, ma anche qualche avvocato ed esponenti della società civile a stringere la mano al procuratore generale Aldo Policastro. Una invasione silenziosa e spontanea...
Ci sono oltre cento magistrati, ma anche qualche avvocato ed esponenti della società civile a stringere la mano al procuratore generale Aldo Policastro. Una invasione silenziosa e spontanea nella stanza della più alta carica requirente del distretto, all’indomani delle dichiarazioni rese dal ministro Carlo Nordio nei confronti del pg, che - alcuni mesi fa - aveva paragonato la riforma della giustizia ad alcuni punti del piano di rinascita nazionale della Loggia P2.
Impossibile citarli tutti, arrivano dai Tribunali e dalle Procure del distretto per stringere la mano e abbracciare il collega. Nel corso della mattinata, negli uffici del pg ecco don Tonino Palmese e Enrico Tedesco (rispettivamente segretario e presidente di Fondazione Polis), Alex Zanotelli, la senatrice Pd Valeria Valente e l’ex presidente della camera penale Domenico Ciruzzi. Tutti uniti per una querelle che va avanti da mesi e che ha fatto registrare un innalzamento di toni negli ultimi giorni. Al centro del confronto a distanza la valutazione della riforma della giustizia, che fa leva - tra l’altro sul progetto di separazione delle carriere tra pm e giudici, ma anche sulla formazione di due organi rappresentativi. Materia rovente, alla luce del referendum che si terrà il prossimo 22 marzo.
Giustizia, solidarietà di pm e giudici per il pg Policastro dopo le dichiarazioni del ministro
Il confronto
Qual è il punto? Pochi giorni fa, il guardasigilli aveva detto che non avrebbe mai stretto la mano al pg che - in una intervista a Repubblica - aveva paragonato la riforma Nordio ad alcuni punti del piano di rinascita nazionale di Licio Gelli. Un paragone sul quale il ministro è andato giù duro: ha infatti parlato di «disprezzo» per la posizione assunta dal pg Policastro, fino a dichiarare sul Corriere della Sera che avrebbe usato il «disinfettante» qualora avesse mai stretto la mano al pg. Parole che hanno spinto tanti - tra giudici e pm - a recarsi nella stanza del procuratore generale per un gesto non solo simbolico: stringergli la mano, abbracciare il magistrato per una vicinanza fisica e non solo ideale. Ore nove, dunque, dodicesimo piano della Torre C del Centro direzionale, una manifestazione di stima che - secondo quanto emerge - vuole essere anche un invito ad abbassare i toni in vista della campagna referendaria di marzo. Visibilmente commosso il procuratore generale Policastro. E a chi gli chiede un commento alle parole di Nordio, che parlava di «massimo disprezzo per quel magistrato che ha paragonato la riforma al piano della Pd», ha risposto: «Sono stupito e non aggiungo altro».
I comitati
Oltre cento abbracci, chiara la posizione del presidente della Anm distrettuale, il giudice Leda Rossetti: «Prendiamo le distanze rispetto alla posizione assunta dal ministro, ribadiamo il no alla separazione delle carriere ed esprimiamo il nostro dissenso rispetto alle parole rese dal guardasigilli». Sulla stessa lunghezza d’onda la senatrice del Pd Valeria Valente, in un dibattito che è destinato a rimanere ricco di contributi di qui all’appuntamento referendario. Nei prossimi quaranta giorni sono diverse le occasioni di confronto, alla luce delle iniziative organizzate dai sostenitori delle due posizioni in campo. Chiare le posizioni in campo. Nelle linee generali, i magistrati si esprimono per il no alla riforma, anche se ci sono autorevoli eccezioni di procuratori e giudici che accolgono in modo positivo la riforma dell’esecutivo Meloni.
Stesso discorso per gli avvocati: in gran parte schierati per il sì alla separazione delle carriere (a partire dalla camera penale e dal presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Napoli), anche se ci sono avvocati che sostengono l’importanza di non disancorare i pm dalla giurisdizione. Tesi a confronto che appassionano e che coinvolgono non solo accademici e giuristi. Apertamente per il no alla separazione delle carriere il procuratore di Napoli Nicola Gratteri (ieri era fuori Napoli), che ha anche ricordato come in questi ultimi mesi la forbice tra il sì e il no si sia ridotta a pochi punti percentuali in favore della riforma Nordio.