Milano Cortina, la mamma di Giada D'Antonio: «Per me ha già vinto e tutta Napoli è con lei»
Il Mattino

Milano Cortina, la mamma di Giada D'Antonio: «Per me ha già vinto e tutta Napoli è con lei»

Martedì 10 febbraio 2026
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Il tempo dell?attesa è quasi esaurito. Manca sempre meno al debutto della prima napoletana di sempre ad una olimpiade invernale. Giada D?Antonio, classe 2009, di San Sebastiano...

Il tempo dell’attesa è quasi esaurito. Manca sempre meno al debutto della prima napoletana di sempre ad una olimpiade invernale. Giada D’Antonio, classe 2009, di San Sebastiano al Vesuvio esordirà martedì 10 febbraio nella combinata, la specialità dello sci alpino che consiste in una prova a squadre in cui due atleti dello stesso Paese gareggiano in una disciplina: nello slalom e nella discesa libera.

APPROFONDIMENTI

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Giada rappresenterà l’Italia insieme a Nadia Delago: «per scaramanzia non facciamo previsioni, ma sogniamo un nome importante» afferma la colombiana Sandra Cabezas Gonzalez, mamma di Giada D’Antonio. L’appuntamento principale della slalomista napoletana cresciuta nelle fila dello Sci Club Vesuvio resta quello del 18 febbraio, giorno in cui è in programma lo slalom femminile.

Innanzitutto come sta?
«Sono profondamente emozionata. È difficile trovare le giuste parole: è un mix di gioia gratitudine, incredulità. Ammazzo il tempo seguendo queste prime giornate di gare. Facevo il tifo per l’intramontabile Lindsey Vonn, peccato che non sia riuscita a scrivere il suo meritato lieto fine».

Sua figlia Giada ha già scritto la storia. Cosa c’è dietro questa convocazione?
«Sacrificio, dedizione, tenacia. Vederla a 16 anni ai Giochi Olimpici riempie il cuore. È una donna forte e determinata per questo mi sento fortunata. So che ha già vinto. Da mamma sento felicità, ma anche preoccupazione ed è per questo che desidero starle accanto».

Preoccupazioni di che tipo?
«Giada ha 16 anni e ha scavalcato ogni cima. Ha evitato ogni tipo di gossip che poteva metterle ansia. Il suo obiettivo è stato sempre e solo quello di allenarsi, col sorriso e a cuore leggero».

Al di là della pista com’è il vostro rapporto?
«È fatto di presenze silenziose, rispetto e fiducia. Non l’ho mai forzata, cerco di lasciarle il tempo di crescere, sbagliare e scoprire ciò che vuole diventare: non serve avere fretta. Ogni traguardo arriva quando si è pronti: le dico sempre che ogni cosa arriva a suo tempo. Sono molto cattolica e per me questo significa che il successo non si ottiene rincorrendo qualcosa, ma lavorando sodo per ottenere quello che dicono i nostri sogni. Prima che partisse le ho detto di mantenere mente e controllo e le ho ricordato che la gara più difficile è sempre quella allo specchio, con se stessi».

I sacrifici non li fa solo l’atleta ma anche la sua famiglia. È vero?
«Orari impossibili, viaggi scomodi e rinunce quotidiane. Non è stato mai un peso, ma una scelta che rifarei senza esitazione. Da settembre Giada ed io viviamo a Predazzo, mentre mio marito e mio figlio continuano la loro vita a San Sebastiano al Vesuvio. Siamo un team e il sogno olimpico di Giada è diventato anche il nostro».

Un grande orgoglio per Napoli. La città farà il tifo per lei.
«Arriva come un’onda il calore di tutto il popolo partenopeo; nemmeno si può spiegare. Con umiltà ringrazio tutti e colgo l’occasione per invitarvi a tifare Giada che avrà bisogno di un sostegno sincero e potente come solo noi napoletani siamo in grado di fare: seguiteci».

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