Napoli, garagisti nei guai al Vomero: le auto affidate dai clienti in sosta sulle strisce blu
Oltre il danno, la beffa. È accaduto a diversi automobilisti che si sono trovati nella necessità di parcheggiare in zona Vomero. Il danno è quello economico, pagare un posto...
Oltre il danno, la beffa. È accaduto a diversi automobilisti che si sono trovati nella necessità di parcheggiare in zona Vomero. Il danno è quello economico, pagare un posto auto in un parcheggio dove un’ora di sosta può arrivare a costarti anche dieci euro; la beffa è quella di vedersi poi recapitare a casa una multa per mancato pagamento del ticket per le strisce blu. E, guarda caso, la sanzione riguarda lo stesso giorno e lo stesso periodo in cui l’auto avrebbe dovuto essere in un parcheggio a pagamento. Insomma, un po’ come accade quando c’è il parcheggiatore abusivo nelle zona con ticket a pagamento: paghi per le strisce blu e sei costretto a subire l’estorsione.
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Il blitz, portato a termine dai carabinieri della stazione Vomero Arenella e dalla polizia municipale, ha portato alla luce un meccanismo truffaldino che è costato ai due gestori di altrettanti garage una denuncia e sanzioni “importanti”. Oltre al fatto che ora dovranno risarcire tutti i clienti che sono stati beffati.
Le sanzioni
I due garage finiti nel mirino dei controlli si trovano in via Doria e in via Paisiello: i due gestori sono stati ritenuti responsabili di aver parcheggiato veicoli su “pubblica via” e per questo sanzionati con multe di 500 euro ciascuno. Ma non solo. L’autorimessa di via Doria è stata multata per quasi 25mila euro per inquinamento acustico, listino prezzi coperto, pos non funzionale, passo carraio non regolarizzato, insegne pubblicitarie non autorizzate. Insomma, diverse illegalità. All’altro garage è stato invece sequestrato un contrassegno per disabili utilizzato per collocare le auto della rimessa sullo stallo autorizzato. Altro meccanismo truffaldino sul quale ora saranno avviate indagini per capire di chi fosse e come il tagliando sia arrivato nell’autorimessa. La titolare è una donna che ora dovrà fornire le proprie spiegazioni ai militari dell’Arma. L’auto parcheggiata con il tagliando per invalidi, invece, è stata a sua volta sanzionata e rimossa. Anche di questo il gestore dell'attività dovrà dare spiegazioni al proprietario.
Il meccanismo
Il trucco era semplice. Al mattino le auto con abbonamento mensile venivano portate all’esterno e parcheggiate, senza ticket, sugli stalli blu. In questo modo i due garagisti occupando illegalmente i posti auto gestiti dall’Azienda napoletana mobilità, inducevano al tempo stesso i cittadini a parcheggiare all’interno dei loro garage. Con prezzi che oscillavano tra i 5 e i 10 euro l’ora. Molto di più, quindi della tariffa comunale. Ma non solo. I titolari di abbonamento si sono visti recapitare nel tempo diverse multe, nonostante il canone mensile.
Anche il cliente giornaliero, costretto a pagare l’autorimessa, rischiava poi di ritrovarsi anche lui è in sosta negli stalli comunali senza il grattino. E questo perché, non appena si liberava un posto, veniva occupato dal personale del garage perché questo, automaticamente, dava la possibilità di liberare un altro posto all’interno. Durante le operazioni il personale dell’Anm ha multato tutte le auto nelle strisce blu. Di qui la beffa.
I precedenti
A Napoli è in atto una stretta sui garage abusivi e irregolari, con frequenti blitz di polizia locale e carabinieri, non solo al Vomero ma anche a Chiaia. Nel corso dei controlli sono emerse le stesse irregolarità un po’ ovunque: allacci abusivi alla rete elettrica, occupazione illecita di strisce blu, assenza di licenze e lavori edili non autorizzati. Ci sono state anche chiusure di autorimesse, come in Piazza degli Artisti e in zona Chiaia, proprio a causa di allacci elettrici abusivi e lavori non autorizzati. Ma è emerso anche che molti garage operano con meno posti rispetto a quelli reali, gestendo «a nero» decine di abbonamenti e occupando abusivamente stalli pubblici per i clienti. Come emerso in vai Doria e in via Paisiello. Alcune strutture utilizzano metodi abusivi, come il posizionamento di dissuasori per gestire le aree di sosta.