El ultimo tango de Leo, Messi lascia l'Argentina: lacrime Monumentali per l'ultima della Pulce
Il Mattino

El ultimo tango de Leo, Messi lascia l'Argentina: lacrime Monumentali per l'ultima della Pulce

Mercoledì 7 ottobre 2026
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È finita com'era iniziata la giornata del Monumental. Lacrime e applausi per Leo Messi, la Pulce che ha riportato l?Argentina sul tetto del mondo 36 anni dopo Diego. El Diez...

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È finita com'era iniziata la giornata del Monumental. Lacrime e applausi per LeoMessi, la Pulce che ha riportato l’Argentina sul tetto del mondo 36 anni dopo Diego. ElDiez che il Pibe ha sempre reputato come un figlio, l’erede al trono nell’Olimpo del calcio Mondiale. L’unico che ha messo veramente in discussione la supremazia Maradoniana. Ma non è di certo questo il tempo dei paragoni.

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Accompagnato in campo dai figli, a stento riesce a cantare l'inno nazionale a causa dell'emozione prima del fischio d'inizio. Lionel da Rosario lascia la nazionale dell’Argentina, e contro il Benin nella notte italiana appena trascorsa è un turbinio di emozioni (a partire dal minuto 10 del primo tempo, quando tutto si ferma per applaudire la Pulce). Per gli argentini, che sono tornati sul tetto del mondo grazie a lui. E per chi si è innamorato di questo sport guardando le sue magie.

Ma se Messi questa volta lascia con un Mondiale inbacheca, ci fu un tempo in cui disse basta avendo vinto praticamente nulla. Era l'estate del 2016, e dopo l'ennesima delusione con la nazionale, Leo decise di dire addio. Dopo la sconfitta in CopaAmerica contro il Cile la delusione era troppa. «È un momento duro per me e per tutta la squadra. Avrei voluto tanto portare un titolo di campione in Argentina, me ne vado senza esserci riuscito», furono le sue parole a soli 29 anni.

Fortunatamente per lui e per gli argentini, poi tornò sui propri passi.
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C’erano veramente tutti, dai campioni che hanno fatto la storia recente dell’Albiceleste (Lavezzi, Higuani, Di Maria per citarne qualcuno), a leggende del calcio come Trezeguet che sono arrivate al Monumental per assistere ad uno spettacolo che difficilmente verrà dimenticato. C'erano veramente tutti, dunque. Anche Coppola, storico agente di Maradona. E siamo sicuri che anche Diego fosse lì ad applaudire. La favola di Messi e dell'Argentina è ormai già scritta nei libri di storia. Un paese vestito a festa (o a lutto, dipende dai punti di vista). Un completino speciale dedicato da Adidas al calciatore simbolo del brand da anni. Una maglia gigante al centro del campo prima del fischio d’inizio e una nel centro di Rosario. E poi la pelota, sempre al centro di tutto.

L’avversario non è irresistibile, il Benin. Il risultato conta relativamente essendo un’amichevole. 3-0 dell'Argentina con gol di Otamendi e NicoPaz, entrambi ovviamente su assist di Messi, che poi dal dischetto completa l'opera. L’abbiamo detto, è finita com’era iniziata: applausi e lacrime. Tantissime. E non poteva che essere così. Gracias, Leo.

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