Napoli, armi e "stese" al rione Sanità, arriva la prima stangata: condannati i babyras dei vicoli
Il Mattino

Napoli, armi e "stese" al rione Sanità, arriva la prima stangata: condannati i babyras dei vicoli

Mercoledì 7 ottobre 2026
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Pochi sconti, se non nessuno, per i babyras che sognavano di controllare i vicoli del rione Sanità a suon di stese e ?posti di blocco?. Si è concluso oggi pomeriggio il...

Pochi sconti, se non nessuno, per i babyras che sognavano di controllare i vicoli del rione Sanità a suon di stese e “posti di blocco”. Si è concluso oggi pomeriggio il processo di primo grado che ha portato alla sbarra le nuove leve del clan Sequino-Savarese. Pugno duro del gip Federica Colucci che, convergendo sulle ricostruzioni dei pubblici ministeri della Dda Urbano Mozzillo e Maria Sepe, ha disposto otto condanne, la più alta delle quali a oltre otto anni di carcere.

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Queste, nel dettaglio, le pene stabilite dal giudice: 3 anni e 8 mesi per Luis Antonio Amodio, 4 anni e 8 mesi per Alexandr Babalyan, 3 anni e 8 mesi per Gennaro De Marino, 8 anni e 4 mesi per Ciro Esposito, 5 anni per Salvatore La Salvia, 4 anni e 4 mesi per Francesco Pio Massaro, 5 anni e 4 mesi per Danilo Peraino e 7 anni per Ivan Zinzi. Per alcuni degli imputati, tutti a vario titolo accusati di armi con l’aggravante della finalità mafiosa, il giudice del rito abbreviato è andato persino oltre le richieste della Procura. Toccherà nelle prossime settimane al pool difensivo - composto, tra gli altri, dagli avvocati Domenico Dello Iacono, Leopoldo Perone, Antonio Rizzo, Andrea Imperato, Maria Chiara Fusco e Andrea Lucchetta - individuare eventuali margini di manovra per un ricorso in appello. 

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Con il verdetto del gip Colucci cala dunque il sipario sul processo scaturito dagli arresti eseguiti a dicembre 2025.  Una telecamera investigativa, come un “grande fratello” di camorra, aveva filmato giorno e notte i componenti più attivi dei Sequino-Savarese-Pirozzi del rione Sanità, gruppo malavitoso protagonista del conflitto a fuoco in cui a ottobre 2024 perse la vita il 15enne Emanuele Tufano. In otto sono stati ripresi mentre giravano o stazionavano armati nella zona dei Gradini San Nicandro con l’intento di marcare il territorio e dare dimostrazione di forza agli abitanti della zona nonché ai nemici di malavita, i Vastarella delle Fontanelle, con cui si erano verificati numerosi “botta e risposta” nel corso dell’anno. Tra i destinatari del provvedimento cautelare spiccava Alexandr Babalyan, in quel frangente già detenuto in quanto ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio del giovane Emanuele Durante. Una vendetta scaturita proprio in seguito alla morte violenta del minorenne Tufano. Una feroce scia di sangue arginata dagli arresti messi a segno dai carabinieri e ora spezzata dalla prima sequenza di condanne.

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