Pappalardo (Ingv): «Campi Flegrei, la diminuzione di sismicità non coincide con una riduzione del bradisismo»
Lucia Pappalardo è la direttrice dell'Osservatorio Vesuviano. Dottoressa, la sismicità è diminuita dopo la scossa del 31 luglio scorso, come vi spiegate tutto...
Lucia Pappalardo è la direttrice dell'Osservatorio Vesuviano.Dottoressa, la sismicità è diminuita dopo la scossa del 31 luglio scorso, come vi spiegate tutto questo?
«Lo sciame del 31 luglio, è stato particolarmente energetico e ha incluso il terremoto di magnitudo durata 4.7, il maggiore registrato finora ai Campi Flegrei, e 7 eventi di magnitudo durata maggiore o uguale a 3,
Nel mese di settembre abbiamo registrato un numero relativamente ridotto di terremoti, 92 eventi, con una magnitudo durata massima pari a 2.0. È importante però ricordare che la sismicità dei Campi Flegrei ha un andamento molto variabile: periodi caratterizzati da numerosi terremoti e sciami possono alternarsi a periodi relativamente più tranquilli. La diminuzione del numero di terremoti, quindi, non deve essere interpretata da sola come una diminuzione dello stato di attività della caldera. Per valutare l’evoluzione del sistema consideriamo contemporaneamente la sismicità, le deformazioni del suolo, i parametri geochimici e tutti gli altri dati di monitoraggio».
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Cosa è successo nella caldera negli ultimi due mesi, avete notato delle variazioni?
«In concomitanza con il terremoto del 31 luglio abbiamo misurato piccole discontinuità cosismiche registrate da diverse stazioni GNSS nella zona centrale della caldera. Una volta corrette queste variazioni, però, fino ad oggi non emergono modifiche significative del pattern generale di deformazione rispetto a quello precedente al terremoto.
Il suolo continua a sollevarsi e i parametri geochimici rimangono complessivamente inseriti nei trend di lungo periodo che conosciamo, caratterizzati dal riscaldamento e dalla pressurizzazione del sistema idrotermale e da elevati flussi di fluidi. Anche la temperatura della fumarola Bocca Grande della Solfatara rimane intorno ai 173 °C.
Quindi, a fronte di una evidente diminuzione della sismicità, gli altri principali parametri di monitoraggio non mostrano al momento variazioni altrettanto significative».
La velocità di sollevamento resta di 10 millimetri al mese: è ipotizzabile la riduzione dell’azione della sorgente in profondità, lo avete notato negli ultimi due mesi?
«La velocità media di sollevamento è attualmente di circa 10±3 millimetri al mese ed è sostanzialmente su questi valori dagli inizi di febbraio 2026. Non possiamo quindi tradurre direttamente la diminuzione della sismicità in una riduzione dell’azione della sorgente in profondità. In particolare, negli ultimi due mesi non abbiamo osservato una significativa riduzione della velocità di sollevamento né una variazione del pattern deformativo dopo il 31 luglio. Allo stesso modo, i parametri geochimici rimangono inseriti nei trend di lungo periodo, che per alcuni parametri continuano ad essere caratterizzati da valori elevati o in aumento. Questo ci dice che la diminuzione della sismicità non coincide necessariamente con una diminuzione dei processi che alimentano il bradisismo».
Il suolo comunque continua a sollevarsi: vi aspettate scosse forti nelle prossime settimane, considerata la quiete sismica degli ultimi due mesi?
«I terremoti non sono prevedibili, quindi non possiamo dire se nelle prossime settimane si verificheranno o meno eventi più energetici. Possiamo però dire che il bradisismo continua, il suolo continua a sollevarsi e quindi permangono le condizioni che possono produrre sismicità, anche con eventi energetici».
Avete notato l’emissione di nuove fumarole nei Campi Flegrei?
«Non abbiamo osservato la comparsa di nuovi sistemi fumarolici significativi. Nelle aree della Solfatara e di Pisciarelli il degassamento è comunque molto intenso e può modificarsi localmente: possono comparire piccoli punti di emissione oppure alcune emissioni possono diventare più evidenti in funzione della circolazione dei fluidi, delle precipitazioni e delle condizioni meteorologiche. Dal punto di vista del monitoraggio, quello che conta è verificare se queste variazioni locali siano accompagnate da cambiamenti significativi nella composizione, nella temperatura o nei flussi dei gas. Al momento i parametri geochimici monitorati rimangono complessivamente all’interno dei trend già osservati, confermando comunque la presenza di un sistema idrotermale molto attivo».
La scossa del 31 luglio ha portato ad oggi oltre 6mila sfollati. Cosa si sente di dire alla popolazione?
«Il terremoto del 31 luglio ha avuto conseguenze molto importanti sul territorio e, soprattutto, sulla vita di moltissime persone. Al di là dei numeri, che vengono aggiornati dalle autorità competenti in funzione delle verifiche di agibilità e dei progressivi rientri, siamo pienamente consapevoli del disagio e della preoccupazione delle persone che hanno dovuto lasciare la propria abitazione. I Campi Flegrei stanno attraversando una fase di bradisismo che continua e che richiede attenzione, monitoraggio e interventi di riduzione della vulnerabilità del territorio. Il nostro compito come Osservatorio Vesuviano è garantire il monitoraggio continuo della caldera e fornire alle istituzioni e ai cittadini informazioni scientifiche tempestive, trasparenti e basate sui dati, spiegando con chiarezza sia quello che sappiamo sia quello che, allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile prevedere».