Figli sottratti al papà di Fortuna, tribunale minori l'Aquila convalida
Il Mattino

Figli sottratti al papà di Fortuna, tribunale minori l'Aquila convalida

Mercoledì 7 ottobre 2026
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Il tribunale dei Minorenni di L'Aquila ha convalidato il proVvedimento con il quale i servizi sociali di Lanciano hanno sottratto i tre figli di 7, 4 e 2 anni, a Pietro Loffredo, papà...

Il tribunale dei Minorenni di L'Aquila ha convalidato il proVvedimento con il quale i servizi sociali di Lanciano hanno sottratto i tre figli di 7, 4 e 2 anni, a Pietro Loffredo, papà della piccola Fortuna Loffredo (la bimba di sei anni che il 24 giugno 2014 fu scaraventata dall'ottavo piano di un edificio del Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli) e alla sua compagna Giovanna Orta.

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Il provvedimento con il quale venne disposto il collocamento dei bambini in una casa famiglia «in ragione dello stato di abbandono in cui si trovavano» è stato notificato alla famiglia Loffredo a Lanciano, lo scorso 19 settembre. I giudici hanno anche incaricato i servizi sociali «di compiere una dettagliata indagine sociale sul nucleo familiare e di verificare la condizione dei minori e dei genitori, attivando gli intervento ritenuti necessari in considerazione della loro condizione».

«È inaccettabile - commentano gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali di Pietro Loffredo e Giovanna Orta - anche dal punto di vista umano, nonostante l'assenza di elementi poi da scoprire, che tre bambini siano allontanati dalla propria famiglia e tali vittime innocenti siano private dei loro amati genitori, a causa di alcune presunte criticità abitative tra l'altro immediatamente ed adeguatamente affrontate ed eliminate e che potevano essere risolte anche senza portare via i bambini come previsto per legge». I due legali contestano il provvedimento e annunciano «reclamo ed ogni difesa possibile fino a ricorrere in Cassazione e alle Corti internazionali e tutte le sedi competenti». «I bambini non sono pacchi da trasferire da una casa a una comunità. Sono persone, con affetti, legami e diritti», concludono i legali della famiglia Loffredo

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