Intervista a Carlo Alviggi: «Ecco il nostro modello per diventare mamme dopo aver sconfitto il tumore»
Il Mattino

Intervista a Carlo Alviggi: «Ecco il nostro modello per diventare mamme dopo aver sconfitto il tumore»

Giovedì 8 ottobre 2026
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Carlo Alviggi, ordinario all?Università Federico II e presidente nazionale della Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione, coordina...

Carlo Alviggi, ordinario all’Università Federico II e presidente nazionale della Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione, coordina il polo per la Tutela del Benessere Riproduttivo e Biotecnologie Avanzate in PMA ed è principal investigator del progetto di ricerca finanziato dal ministero.

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Che cosa racconta la storia di questa paziente diventata mamma dopo il tumore?

«Un percorso iniziato con la conservazione degli ovociti prima delle terapie oncologiche e ripreso, a distanza di anni, con una pausa programmata dai farmaci. Sono seguiti lo scongelamento, la fecondazione in vitro, la biopsia embrionaria e il test genetico preimpianto. Ora la gravidanza è in corso».

Qual è il passaggio nuovo per la Federico II?

«L'integrazione del test genetico preimpianto con la PMA e la preservazione della fertilità. Il Centro è riferimento regionale dal 2005 e dal 2020 è hub per i pazienti oncologici insieme al Moscati di Avellino. Completiamo un percorso costruito su questa esperienza, che comprende anche la donazione di gameti».

Che cosa cambia nell'oncofertilità?

«Le pazienti con una storia oncologica hanno esigenze cliniche particolarmente delicate. Integrare le diverse fasi permette di organizzare il progetto riproduttivo tenendo conto della loro patologia. Con il test preimpianto l'obiettivo è ottimizzare I temi e il percorso verso la gravidanza nella finestra di tempo disponibile».

Come sono distribuite le attività?

«La PMA e la biopsia embrionaria si svolgono nei laboratori IVF della Federico II mentre la diagnosi molecolare viene eseguita al Ceinge Biotecnologie Avanzate “Franco Salvatore”. La nostra Federica Cariati svolge un ruolo centrale nel coordinamento e nel raccordo operativo tra cura dei gameti, biopsia e analisi molecolari. Per queste ultime è prevista una partecipazione ai costi delle coppie».

La presa in carico prosegue in gravidanza?

«Il polo opera nel Dipartimento assistenziale integrato Materno Infantile diretto da Giuseppe Bifulco. Questo consente una continuità assistenziale dalla diagnosi e dal concepimento fino al percorso nascita. È un aspetto essenziale quando si seguono condizioni cliniche complesse e gravidanze a rischio».

Qual è il rapporto con ricerca e formazione?

«All'attività assistenziale si affianca il Centro di servizio di Ateneo, l'International Training Center for Reproductive Medicine, che dirigo. Ogni anno accoglie medici, biologi e specialisti da diversi Paesi per percorsi di alta specializzazione nella tutela della fertilità e nella procreazione medicalmente assistita».

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