Truffa la cliente, avvocato indagato, conto svaligiato: spariti 695mila euro
Il Mattino

Truffa la cliente, avvocato indagato, conto svaligiato: spariti 695mila euro

Giovedì 8 ottobre 2026
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Avrebbe truffato la propria cliente. Le avrebbe portato via qualcosa come 695.764 euro, riuscendo a maneggiare le credenziali di accesso al conto corrente della donna che si era affidato al suo...

Avrebbe truffato la propria cliente. Le avrebbe portato via qualcosa come 695.764 euro, riuscendo a maneggiare le credenziali di accesso al conto corrente della donna che si era affidato al suo talento professionale. Brutta accusa nei confronti di un avvocato, nel corso di una inchiesta culminata di recente nella perquisizione in uno studio legale. Ipotesi di truffa e riciclaggio, finisce sotto accusa l’avvocato Christian Cozzolino, classe 1980, napoletano con studio al Vomero, che dovrà difendersi all’accusa di aver truffato una donna, nel corso di una procedura finalizzata ad ottenere il risarcimento per un incidente stradale. Brutta storia, che ovviamente attende la replica del diretto interessato.

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Le verifiche 

Inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Novelli, pochi giorni fa la perquisizione all’interno di uno studio legale. Quattro indagati, tra questi spicca la figura e il ruolo di Christian Cozzolino. Stando a quanto emerso finora, il legale viene coinvolto per aver curato la procedura relativa alla liquidazione stragiudiziale dei danni patiti da una persona offesa di un incidente stradale. Parliamo di un sinistro di grave entità, dal momento che l’indennizzo quantificato era di 850mila euro. In sintesi, secondo gli inquirenti, Christian Cozzolino avrebbe indotto la sua cliente ad aprire il conto corrente bancario presso una filiale (i cui vertici sono estranei alla presunta trama truffaldina) sul quale sarebbero finite le somme del risarcimento di una compagnia di assicurazioni, facendosi però consegnare le credenziali di accesso necessarie per consentirgli di operare sul conto corrente dedicato.

Il riciclaggio

Dunque? Ottenuto l’indennizzo dalla compagnia di assicurazione, le cose sarebbero andate in questo modo: l’avvocato avrebbe comunicato falsamente che alla sua cliente erano stati concessi 175mila euro; poi avrebbe distratto altrove un bottino da quasi 700mila euro. Proviamo a seguire la ricostruzione fatta dalla polizia giudiziaria: tra il tre dicembre del 2022 e il 21 novembre sarebbero stati usati ben 26 conti correnti per trasferire una somma complessiva di 685.214, oltre a prelevare dallo sportello Atm un totale di contanti di 10mila euro. Poi, il piano B. Operazione riciclaggio. È così che sarebbero entrati in azione tre presunti complici dell’avvocato. Avrebbero acquistato oggetti di pregio (tra cui alcuni orologi), ma avrebbero anche contribuito a trasferire i fondi in società cartiere all’estero, attività finanziarie e imprenditoriali o speculative, in modo da provare a ostacolare la provenienza originaria del flusso di denaro. Una parte dei soldi sarebbe finita all’estero.

Ma come sarebbe emersa questa presunta truffa? È stata la donna a sostenere di essersi accorta di un errore in una firma posta sotto un documento: una firma falsa, che ha spinto la presunta vittima di questa svolta a rivolgersi a un altro avvocato, grazie al quale avrebbe poi scoperto il reale importo dell’indennizzo ottenuto tramite una polizza assicurativa.

La firma 

Una ricostruzione che ora attende la replica dei diretti interessati, a partire dall’avvocato target della perquisizione. Sul tavolo degli inquirenti, la denuncia della donna, ma anche una serie di passaggi bancari destinati ad ulteriori approfondimenti. Oltre, ovviamente, all’analisi su firme di atti di transazione su cui è logico attendersi una sorta di verifica incrociata tra le parti.

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