Figlia di Asia Argento, sotto ricatto sessuale: «Postati video privati»
Una notte da incubo quella trascorsa a Napoli da Anna Lou Castoldi, figlia di due artisti del calibro di Morgan e di Asia Argento. Sarebbe stata vittima del furto di una borsa da parte di un suo...
Una notte da incubo quella trascorsa a Napoli da Anna Lou Castoldi, figlia di due artisti del calibro di Morgan e di Asia Argento. Sarebbe stata vittima del furto di una borsa da parte di un suo conoscente, che poi avrebbe utilizzato il cellulare della giovane donna per veicolare sui circuiti social video privati. Ore frenetiche e segnate da pathos, quelle vissute a Napoli la notte scorsa dalla nipote di Dario Argento, che sono state ricostruite grazie all’intervento degli agenti della Polizia ferroviaria. Una vicenda che conviene raccontare dalla fine: al vaglio della Procura di Napoli l’accusa di furto e di revenge porn nei confronti di un giovane uomo, che sostiene di essere stato in passato legato da un rapporto di conoscenza con Anna Lou Castoldi. Era lui a possedere la borsa della donna e potrebbe aver maneggiato il cellulare della sua conoscente, con cui sarebbero stati resi pubblici post privati. Immagino e video presenti nella galleria del telefono di Anna Lou Castoldi, che - all’improvviso - diventano di pubblico dominio, alimentando momenti di panico all’interno di un intero contesto familiare.
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Il retroscena
Una storia che viene scoperta dalla madre di Anna Lou Castoldi. È stata infatti Asia Argento ad accorgersi della presenza di post privati sui social, ma anche a lanciare l’allarme sulla impossibilità di entrare in contatto con la figlia. È così che l’attrice si è improvvisata detective. Ha agito da madre. Non ha esitato a ricostruire il tragitto della figlia, tramite una app di geolocalizzazione. Sono bastati pochi minuti per acquisire una informazione preziosa: il telefono cellulare di Anna Lou Castoldi era a Napoli. O meglio: era in zona Ferrovia, nei pressi di piazza Garibaldi. Immediate sono scattate le ricerche. A monte infatti c’era sia la denuncia di un potenziale ricatto a mezzo social (ipotesi revenge porn), sia un sospetto inquietante: Anna Lou non rispondeva al telefono, sembrava sparita, volatilizzata. Una sorta di giallo che ha reso immediate le ricerche nella zona della ferrovia. Grazie al sistema di geolocalizzazione, è stato rintracciato il telefono cellulare della figlia di Morgan e Asia. Era nella borsa trasportata a mano, nel cuore della notte, nei pressi della stazione centrale. Un soggetto che non ha saputo fornire informazioni dettagliate sulla proprietaria della borsa, sul perché fosse in possesso del telefono cellulare. Era ubriaco, al punto tale che è stato condotto all’Ospedale del Mare. Dalla borsa di Anna Lou sarebbe sparito un Ipad. Fatto sta che nel giro di poche ore, si è arrivati comunque a un epilogo positivo: Anna Lou Castoldi è stata rintracciata. Era in un appartamento a Licola. Un soggiorno in provincia di Napoli senza particolari traumi. Non era sotto sequestro, non avrebbe subito alcuna pressione. La sua era una permanenza nel comune domitio animata, a casa di amici.
Le verifiche
Inevitabili gli accertamenti da parte delle forze dell’ordine, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Giancarlo Novelli, titolare dei fascicoli in materia di abusi contro le fasce deboli ma anche per quelli legati ai reati informatici. Sottrazione di una borsa e revenge porn, dunque, cosa è emerso dalle primissime indagini? Stando alle verifiche iniziali, sembra che la donna abbia deciso di interrompere ogni rapporto con il conoscente, al punto tale da suscitare una sorta di reazione istintiva da parte del soggetto. Un no dietro una sorta di trappola social? Accertamenti in corso, in una vicenda segnata comunque da un epilogo sereno. Per diverse ore, la notte scorsa, si era creduto che la donna fosse rimasta vittima di violenze o di un sequestro di persona. Così non è stato. Ovviamente sono in corso verifiche nel tentativo di comprendere il motivo che ha spinto un uomo a maneggiare il cellulare di una propria conoscente fino postare foto private su alcuni canali social. Una vendetta privata? Una gogna social ad orologeria?