Capaccio Paestum, morte 15enne Pietro Spizzico: il gip riapre le indagini
Il Mattino

Capaccio Paestum, morte 15enne Pietro Spizzico: il gip riapre le indagini

Giovedì 8 ottobre 2026
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Riaperte le indagini sulla morte di Pietro Spizzico, il 15enne di Capaccio Paestum rinvenuto il 31 marzo del 2025 in una pozza di sangue a pochi metri da casa sua e poi deceduto in ospedale...

Riaperte le indagini sulla morte di Pietro Spizzico, il 15enne di Capaccio Paestum rinvenuto il 31 marzo del 2025 in una pozza di sangue a pochi metri da casa sua e poi deceduto in ospedale quattro giorni dopo. Il Gip del Tribunale di Salerno ha accolto nella giornata di ieri - coincisa, tra l’altro, con il giorno in cui Pietro avrebbe compiuto gli anni - l’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal pm della locale Procura, dopo un anno di indagini. Il giudice ha ordinato al pubblico ministero di procedere anche ad una nuova consulenza medico-legale, da affidare ad un professionista specializzato in Traumatologia, al fine di chiarire, in maniera definitiva, la reale dinamica causale del decesso del minore.

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«La decisione conferma la necessità di un ulteriore e approfondito accertamento tecnico, volto a garantire una ricostruzione dei fatti pienamente rispettosa del principio di completezza delle indagini, a tutela del diritto alla verità e alla giustizia delle persone offese, nonché di un’intera comunità che, ancora oggi, è lacerata dalla prematura ed improvvisa scomparsa del piccolo Pietro», fanno sapere i legali dei familiari, gli avvocati Domenico Guazzo e Carmine Sparano. 

L'ultimo saluto della comunità di Capaccio Paestum a Pietro Spizzico

Nella tarda serata del 30 marzo 2025, Pietro fu trovato privo di sensi e in una pozza di sangue in via Cupone, a pochi passi dalla sua abitazione, lungo la Provinciale 13, a Capaccio Capoluogo. Trasportato d’urgenza all’ospedale "Ruggi" di Salerno, morì quattro giorni dopo, nonostante le cure dei sanitari. Sull’accaduto indagarono i carabinieri della Compagnia di Agropoli, ascoltando amici e compagni di classe e analizzando anche il cellulare del 15enne. Secondo quanto ricostruito, Pietro si trovava a casa e, mentre chattava, aveva detto alla nonna che sarebbe uscito per poco, forse per incontrare qualcuno. Nella zona non erano presenti telecamere di videosorveglianza in grado di fornire elementi utili.

Inizialmente prese corpo l’ipotesi di un gesto estremo, mai accettata dai familiari, che hanno sempre chiesto di fare piena luce sulle circostanze della morte. Dopo l’espianto degli organi fu eseguita l’autopsia, disposta dalla Procura anche su sollecitazione dei genitori. Proprio le ferite riportate dal ragazzo e le modalità del suo ritrovamento hanno alimentato i dubbi della famiglia, spingendo i legali a chiedere ulteriori accertamenti per chiarire se Pietro fosse solo, se si sia trattato di una caduta accidentale o se vi possa essere stato l’intervento di altre persone.

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