Processo Maradona, l'arringa del procuratore: «Diego è stato ucciso da dilettanti»
Il Mattino

Processo Maradona, l'arringa del procuratore: «Diego è stato ucciso da dilettanti»

Giovedì 8 ottobre 2026
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«Il nucleo centrale delle imputazioni è rimasto intatto alla luce di quanto emerso nel dibattimento. La procura ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio l'esistenza di una...

«Il nucleo centrale delle imputazioni è rimasto intatto alla luce di quanto emerso nel dibattimento. La procura ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio l'esistenza di una struttura anarchica caratterizzata da una disorganizzazione assoluta. Quel gruppo di improvvisati era guidato da Leopoldo Luque. Tra l'11 e il 20 novembre 2020 questo gruppo di persone ha infranto tutti gli obblighi a cui si era impegnata, abbandonando Maradona alla sua sorte». Con queste parole il pm, Patricio Ferrari, ha dato il via alle arringhe dell'accusa e delle parti civili nel processo in Argentina che vede imputati i sette componenti lo staff medico responsabile della degenza di Maradona dopo l'intervento per rimuovere un ematoma alla testa.

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Per tutti - il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov, lo psicologo Carlos Diaz, l'infermiere Ricardo Almiron, il suo capo, Mariano Perroni, la coordinatrice dell'assicurazione sanitaria Swiss Medical, Nancy Forlni, e il medico clinico Pedro Di Spagna - il principale capo d'imputazione è quello di omicidio semplice con dolo eventuale, con una pena prevista tra gli otto e i 25 anni di prigione. Dopo il clamoroso annullamento del primo processo per lo scandalo del documentario filmato clandestinamente dalla giudice Julieta Makintach, il nuovo giudizio ha preso il via ad aprile e si avvia ora verso la conclusione con le arringhe finali dei difensori delle parti e l'attesa sentenza del Tribunale di San Isidro.

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