Pompei, la linea dura: «Liti e gestione opaca, guide fuori dagli Scavi»
Il Mattino

Pompei, la linea dura: «Liti e gestione opaca, guide fuori dagli Scavi»

Mercoledì 11 febbraio 2026
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  Basta prezzi non trasparenti, basta visite senza fattura, basta liti all?ingresso degli scavi per accaparrarsi i clienti. Ecco, in breve, la linea dura di Gabriel Zuchtriegel che...

Basta prezzi non trasparenti, basta visite senza fattura, basta liti all’ingresso degli scavi per accaparrarsi i clienti. Ecco, in breve, la linea dura di Gabriel Zuchtriegelche risponde in maniera netta alla protesta organizzata dalle guide turistiche che hanno annunciato un ricorso al Tar e soprattutto, per la giornata di venerdì, un sit-in all’esterno degli Scavi.

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Un pugno duro, quello di Zuchtriegel, che vuole rappresentare una nuova svolta per l’organizzazione del parco archeologico. Dopo il limite di 20mila visitatori al giorno e l’aumento del ticket a venti euro, ora nella strategia di riqualificazione del parco c’è la volontà di far funzionare sempre di più la “grande Pompei” che guarda anche al resto dell’area metropolitana e di continuare a puntare anche su introiti diversi dalla bigliettazione. E in questo quadro di innovazioni proposte c’è anche la scelta, contestata, dopo quindici anni, di chiudere la postazione riservata alle guide private all’interno degli scavi.

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La postazione

E partiamo da qui. Dall’Epifania è stata eliminata la postazione destinata alle guide turistiche che fu istituita nel 2010 durante il commissariamento. Per i sindacati che guidano la protesta in questi anni il presidio ha rappresentato «un servizio agli utenti». Ma non sono mancati, come denunciano dalla direzione del sito, casi di liti tra le guide all’ingresso del parco e lamentele, poi giunte al sito archeologico, per prezzi poco trasparenti e sulla qualità delle visite. Per questo nella visione di Zuchtriegel l’eliminazione del presidio non è altro che «un processo di normalizzazione. La postazione per le guide nasce in una situazione di emergenza che abbiamo superato. Ora funziona da noi come in tutti gli altri musei». Inoltre, in quindici anni, tanto è cambiato: la maggior parte dei gruppi di turisti prenota la guida online e il presidio all’interno degli scavi non funzionava come prima. Ma il tema principale è la necessità di coordinamento. «La postazione all’interno degli scavi dava la percezione di un servizio dato dal sito. Noi, invece, non avevamo nessun controllo sui prezzi, sulle modalità di racconto di Pompei, sulla qualità del servizio», dice Zuchtriegel al Mattino. E ancora: «Allestire a spese del parco, e dentro il parco, un presidio per le guide private che ci guadagnano, mentre noi ci prendiamo solo le lamentele di chi è rimasto deluso dal servizio, e non sono pochi, non va bene».

I biglietto nominativo

Tra le altre lamentele delle guide c’è anche il ripristino del biglietto nominativo per le guide («disposizione precedentemente annullata in seguito a nostre richieste»), con la richiesta di specificare ad ogni ingresso se si sta lavorando o si è nel sito per formazione. «Come sito abbiamo il biglietto nominativo e garantiamo l’ingresso gratuito. Chiediamo soltanto se sono lì per lavoro o per formazione, così da monitorare e avere dei dati che possono esserci utili a migliorare», spiega Zuchtriegel, che aggiunge: «D’altronde per chi fattura non vedo il problema nello specificare se sono lì per studio o per lavoro».

La collaborazione

Insomma, la linea è chiara. E in vista dell’annunciato sit-in di venerdì, Zuchtriegel dice: «Se si vuole fare un sit-in davanti all'ingresso del sito, mettendo in mezzo i visitatori che non c'entrano nulla, abbiamo toccato il fondo». Ma dal direttore del parco arriva anche una mano tesa alla collaborazione: «Sono tante le guide turistiche che lavorano in maniera corretta. Noi - spiega al Mattino - apprezziamo il loro lavoro e sono essenziali per raccontare la complessità e il valore di Pompei ai nostri visitatori. In questo senso noi siamo aperti al dialogo e a venire incontro a chi lavora correttamente per migliorare il loro lavoro». D’altronde il parco ha in mente un piano di assunzioni: «Lavoriamo per la legalità, abbiamo creato tanti posti di lavoro nella didattica e nella fruizione e ne creeremo altri».

Ed ecco i numeri: tra biglietteria e uffici informazioni sono impiegate 43 presone e si punta ad arrivare a 84, impegnate anche per visite e comunicazioni, di cui 60 stabilizzate a tempo indeterminato. Per la fruizione e l’accoglienza sono impegnate 92 unità nel periodo invernale e 116 in quello estivo. A questo si aggiungono una ventina di guide, scelte tra liberi professionisti, tutte di ottimo livello, chiamate da noi secondo necessità. Ma non solo. «A marzo già saranno disponibili nuove offerte, acquistabili insieme al biglietto in piena trasparenza», si legge in una nota della direzione. A cosa fa riferimento? A una novità già annunciata di recente al Mattino da Zuchtriegel: «A marzo inauguriamo la prima esposizione permanente dei calchi delle vittime, che rendono Pompei un luogo unico e anche diverso da un mero sito archeologico. È il luogo del più grande disastro naturale dell’antichità, e la sfida e raccontare questa storia sensazionale senza sensazionalismi».

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