Giada si ferma subito ma si consola coi guanti regalati da Shiffrin
«Comm?è bella 'a città 'e Pulecenella...». Tramite lo smartphone di mamma Sandra Gonzalez, che l'ha scelta come colonna sonora per annunciare su...
«Comm’è bella 'a città 'e Pulecenella...». Tramite lo smartphone di mamma Sandra Gonzalez, che l'ha scelta come colonna sonora per annunciare su Instagram il pettorale numero 19, l'aria di Napoli arriva fin quassù nella Conca d'Ampezzo, 864 chilometri da San Sebastiano al Vesuvio. Eccola là a quota 2.320 metri Giada D'Antonio al cancelletto di partenza del suo debutto olimpico, lei che è la più piccola della spedizione azzurra. Lo stesso colore dello scudetto del Napoli di Maradona, che difatti sugli spalti spunta in mezzo al tricolore sventolato sopra la poltroncina 13, il numero del cuore per questa famiglia mezza partenopea, per un quarto colombiana e per un altro quarto ecuadoregna.
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Un'esplosione di calore, alla faccia degli zero gradi segnati dal termometro attorno all'Olympia delle Tofane, sulle Dolomiti che nel versante trentino sono ormai diventate la nuova casa della giovane promessa campana. Tuttavia il suo esordio dura appena una quindicina di secondi: nel secondo intermedio la 16enne inforca, perde lo sci ed esce. Certo da questa gara, combinata a squadre in coppia con Nadia Delago, ma non dai Giochi: «Ho rotto il ghiaccio. Anzi ho anche provato la pista in vista dello slalom di mercoledì 18. Quel giorno conto di partire con la convinzione di oggi».
MANCHE
La grinta non le manca. «Sono pronta», ha risposto lunedì sera a mamma Sandra, che come d'abitudine ha concluso la giornata da mental coach con il messaggio-mantra «mente e controllo». Ma non pare difettarle nemmeno la tranquillità. «Ho dormito serenissima, abbiamo anche avuto la sveglia più tardi, quindi veramente relax totale. Nei giorni precedenti ho vissuto benissimo l'attesa della chiamata. Ho ricevuto la notizia quando ero a Napoli, ho festeggiato con qualche amico e sono stata tanto felice». Sono le 14.09 quando parte il boato italiano e l'approccio alla manche è incoraggiante. Ma dopo una manciata di istanti, avviene lo sbaglio fatale. Nell'urto con un paletto, lo sci sinistro si stacca. Giada è fuori: «Sono partita cercando di attaccare, perché la pista permetteva di fare una bellissima gara. Chiaramente però nello slalom capita l'errore, è un attimo inforcare. Quindi sono felice comunque di aver dato il massimo fino a quel punto».
GELO E APPLAUSO
Sulla tribuna cala il gelo, ben oltre il nevischio che inizia a cadere. Dopo che il maxi-schermo in zona arrivo certifica l'esclusione, tuttavia, il pubblico torna ad applaudire la baby atleta olimpica. «Ho sentito tutto il calore di Napoli – confida – perché tanta gente si è avvicinata. A cominciare da mio fratello e mia mamma: sono tanto felice che siano riusciti a raggiungermi anche qui». Anthony D'Antonio, 18enne calciatore del Casalnuovo in Promozione, è gonfio di orgoglio per la sorellina che già all'asilo lo batteva in velocità sulla neve di Roccaraso: «Prima di lei lo sci dalle nostre parti era utopia, invece Giada l'ha reso reale e ora ha un popolo di bambini intorno». L'azzurra classe 2009 pensa proprio a loro: «Se ci si allena bene e si ha un obiettivo, bisogna rincorrerlo. Quindi auguro il meglio ai ragazzi del Sud, che tra l'altro non sono a livello inferiore rispetto a quelli del Nord». Archiviate le polemiche sulla sua convocazione («Non mi importa se il mio errore le riaccenderà, perché io sono qui per dare il massimo»), Giada D’Antonio si gode il momento: «Ho sciato sulla pista di Lindsey Vonn, il mio idolo per cui sono tanto dispiaciuta. E ho avuto la fortuna di parlare con Mikaela Shiffrin: l’ho ringraziata perché ho ricevuto da lei dei guanti personalizzati. Se sa chi sono? In teoria sì, poi non so se mi riconosca...».