Piano Mattei, il governo rilancia il patto per l?Africa e forma i nuovi dirigenti
Nel dossier ci sono i progetti di sviluppo energetico, partnership in campo alimentare, intese sull?assistenza sanitaria, prospettive di rafforzamento della rete infrastrutturale. Ma,...
Nel dossier ci sono i progetti di sviluppo energetico, partnership in campo alimentare, intese sull’assistenza sanitaria, prospettive di rafforzamento della rete infrastrutturale. Ma, soprattutto, c’è un’idea di fondo basata sul concetto di «capacity building» e sulla formazione continua e puntuale di quella che sarà la futura classe dirigente in Africa. È questo, in sostanza, l’ampio respiro - di cultura e di metodo - cui è improntato il Piano Mattei. Se ne è avuta una plastica dimostrazione ieri a Caserta, in occasione dell’avvio ufficiale della fase esecutiva del progetto internazionale da 6,5 milioni di euro finanziato dal fondo per la Cooperazione italiana e promosso dal ministero degli Esteri con il coinvolgimento diretto della Scuola nazionale dell’amministrazione.
APPROFONDIMENTI Piano Mattei, a Caserta la formazione per 1320 dirigenti delle Pa africaneIntervista a Paola Severino: «I nostri esperti per formare la classe dirigente africana»Nicole Grimaudo: «A 22 anni non mi chiamava più nessuno. Adesso sono la protagonista di un film americano»
Una iniziativa che punta a rafforzare le pubbliche amministrazioni africane formando 1.320 dirigenti e alti funzionari di Costa d’Avorio, Etiopia, Kenya e Tunisia, quattro (due francofoni e due anglofoni) dei 14 Paesi al momento interessati dal Piano. Per ora si parte con queste «Nazioni pilota» o «volenterose» per un iter di formazione triennale attuato dalla Sna in raccordo con il Dipartimento della Funzione pubblica e l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo (Aics) mediante un modello formativo misto: moduli in presenza nei Paesi partner, formazione a distanza e sessioni finali a Caserta.
I contenuti, definiti congiuntamente alle istituzioni africane coinvolte, includono leadership pubblica, semplificazione normativa, digitalizzazione, gestione del debito e procurement. Particolare rilievo è riservato alla formazione dei formatori per creare strutture locali permanenti. «Una fase di pianificazione che parte da lontano - racconta il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, ideatore e strenuo sostenitore del progetto - concepita in occasione dell’anno di presidenza italiana del G7. L’Africa non è povera, sarebbe un continente ricchissimo, ma non sa usare, valorizzare, le proprie risorse umane e materiali. Il piano Mattei è una cooperazione “win to win” - aggiunge Cirielli - siamo in campo con un’avanzata idea di formazione costante delle classi dirigenti, e questa scelta della Reggia di Caserta come hub formativo di alto livello e di competenza per dirigenti della pubblica amministrazione africana è emblematica». «Costruire funzionari e dirigenti della Pubblica amministrazione che siano capaci di trasferire nei propri paesi e, reciprocamente, trasferire dai loro Paesi culture e conoscenze - dirà Paola Severino, presidente della Sna - rappresenta davvero un elemento di dialogo internazionale interessante». Severino ha parlato di «ponte» verso l’Africa sottolineando la profondità di un progetto destinato a estendersi.
IL GOVERNO
E, non a caso, il tema dello scambio di esperienze e culture sarà uno dei punti-cardine dell’agenda della premier Giorgia Meloni che venerdì e sabato sarà ad Addis Abeba (la capitale etiope sede dell’Unione africana) per il secondo vertice Italia-Africa e per l’assemblea dei capi di Stato e di governo dei 55 Stati dell’Unione africana che hanno riservato a Roma la piazza d’onore. Dunque, una sorta di «tagliando» del Piano Mattei. Nella delegazione italiana anche l’Agenzia per la cooperazione e lo sviluppo, braccio operativo tra Palazzo Chigi e Farnesina nell’attuazione delle direttive del governo nell’ambito del piano triennale sulla politica estera e la cooperazione internazionale. Spazio ai colloqui bilaterali con l’Algeria con cui sono avviati progetti condivisi di ricerca in campo agricolo a Sidi Bel Abbes ma anche sessioni di approfondimento nell’ambito delle priorità strategiche europee in termini di dotazione infrastrutturale come il Global Gateway dell’Unione europea per altro al centro dei lavori del vertice di Roma lo scorso 20 giugno e «portatore» di circa un miliardo di euro nel basket del Piano Mattei. Su questo specifico aspetto si innestano gli investimenti sovranazionali di interesse globale come il corridoio di Lobito (l’asse di collegamento tra il cuore minerario dello Zambia e l’atlantico angolano), il Blue Raman Cable e gli interventi per lo sviluppo delle filiere del caffè in diverse nazioni africane. Certo, la finalità del brand Italia è anche quella di accrescere il peso e le opportunità di espansione delle nostre aziende grazie all’intervento di Cdp: per ora 1,4 miliardi di euro deliberati tra fondo clima e plafond Africa. Ma non è tutto. L’ultimo accordo siglato due giorni fa tra ministero della Sanità e Aics punta sull’assistenza sanitaria integrata per le popolazioni locali. Perché, dopo tutto, non può esserci sviluppo se mancano le condizioni minime di salute pubblica.