Napoli, Allegri prepara il doppio assalto tra Frosinone e Villarreal: le probabili formazioni
Aurelio De Laurentiis non mette pressione ad Allegri: è ancora convinto che sia il tecnico giusto per gestire il dopo-Conte e il settembre negativo non gli ha fatto cambiare idea. E glielo...
Aurelio De Laurentiis non mette pressione ad Allegri: è ancora convinto che sia il tecnico giusto per gestire il dopo-Conte e il settembre negativo non gli ha fatto cambiare idea. E glielo ha ribadito in questi giorni: restiamo calmi e pensiamo ai nostri obiettivi. Il piano di questa estate prevede che sia proprio questo il mese in cui il Napoli di Max dovrà iniziare a prendere forma. Poi, chiaro, tutti gli imprevisti accumulati in questi giorni costringono il tecnico livornese a mutare pelle. E, forse, anche sostanza: il varo della difesa a tre non è una chimera, anzi è la soluzione più ovvia visto che Marianucci e Badiashile appaiono finalmente disponibili e in gran forma e quindi c’è grande abbondanza di centrali. Domani, contro il Frosinone, i 50mila del Maradona potranno assistere al varo di questo Napoli inedito, probabilmente disegnato attorno al 3-4-3 o 3-4-2-1. Sta bene, o almeno abbastanza bene, Spinazzola che nelle ultime uscite ha ben impressionato l’allenatore, pronto a concedergli fiducia anche nella partita più importante.
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Il 3-5-2, oltretutto, veste su misura sulle caratteristiche di Spinazzola. Non ci fosse l’emergenza, sarebbe stata una gara da turnover: perché sotto il profilo dell’azienda-Napoli è la trasferta a Villarreal il primo crocevia della stagione. Quasi tutte le grandi annate del calcio italiano, non solo del Napoli, sono state costruite partendo dalla difesa, ma gli azzurri nelle prime sei partite hanno preso in tutto 7 gol: se davvero pensano di risalire, devono cancellare questo numero. Solo due volte, con Bologna e Genoa, non hanno incassato una rete. Poco. Per dirla tutta, quel che conta sono proprio le due gare di Champions, compresa quella con il Bodo Glimt la settimana dopo. Ci vogliono sei punti per blindare il passaggio del turno perché poi c’è tempo per recuperare il distacco dalle prime in campionato. Motivo per cui Allegri non forzerà il rientro di McTominay che si allena in gruppo ma dopo uno stop lungo quasi 40 giorni (l’ultima gara il 30 agosto). Il tecnico sa che non ha due partite nelle gambe a distanza di tre giorni, quindi ammesso che sia disponibile, lo preserverà per il match in Spagna. Insomma, se ci sarà, andrà in panchina.
LA GRINTA
La squadra non andrà in ritiro neppure questa sera come da tradizione: l’appuntamento è per domattina all’hotel Serapide a Pozzuoli. La squadra ieri era finalmente al completo, dopo che anche Gilmour e Lobotka hanno fatto rientro. In condizioni di normalità, magari avrebbero riposato: ma andranno in campo domani e dall’inizio. Le alternative sono pochissime a centrocampo, tant’è che è stato anche aggregato il baby Riccio, classe 2009. Ma ai tifosi poco importa: domani vogliono i tre punti contro il Frosinone perché da tempo non erano abituati a una classifica così modesta. L’emergenza totale spinge Allegri ad accelerare per il recupero di McTominay anche se sa bene che dipende anche dal parere del medico e non solo quello del campo. L’idoneità lo ha fatto ritornare ad allenarsi, ma resta il nodo dei farmaci che ha dovuto usare per il post intervento di ablazione. Per molti cardiologi, l’anticoagulante è una minaccia alla salute del calciatore. Ma evidentemente la terapia dello scozzese deve essere stata differente. Di sicuro non ci saranno né Anguissa né Alisson. Quindi anche nella soluzione offensiva, si va verso il ritorno dal primo minuto di Neres, l’esigenza di dover costringere De Bruyne al tour de force (se stava bene Vergara, ci sarebbe stata la staffetta) e la scommessa Lucca dal primo minuto. Perché, e si torna sempre al punto di partenza, Allegri pensa al match con il Villarreal e vorrebbe avere Hojlund fresco, visto che la Danimarca lo ha costretto a 4 presenze in 16 giorni. Sono stati giorni sereni, le urla del Franchi sono, per adesso, messe da parte: non ha mostrato ossessione durante l’allenamento e questo ha sorpreso la squadra. In molti si aspettavano di trovare una furia al rientro delle nazionali, come avvenne undici mesi fa dopo lo sfogo di Conte a Bologna. Invece, al momento, i toni usati dopo l’1-1 con la Fiorentina (ma anche nell’intervallo della gara con il Bologna al Maradona) sono in archivio.