Metrò di Napoli: entro il 2026 pronti tre terminal, tempi più lunghi per Di Vittorio
Non solo arte, per la metro partenopea. Il salto di qualità strutturale e infrastrutturale è sempre più vicino. «Dal 2027 il trasporto su ferro a Napoli farà il...
Non solo arte, per la metro partenopea. Il salto di qualità strutturale e infrastrutturale è sempre più vicino. «Dal 2027 il trasporto su ferro a Napoli farà il salto di qualità definitivo, con l'apertura della stazione Di Vittorio. L’auspicio è di riuscire ad attivare l'opera in tempo per la Coppa America».
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A parlare è Umberto De Gregorio, presidente di Eav, che fa il punto della situazione sullo stato di avanzamento delle stazioni della tratta Piscinola-Di Vittorio, per la quale sono stati stanziati circa 400 milioni di euro complessivi. Non si esclude neppure la possibilità di «una navetta su gomma – specifica De Gregorio – che possa collegare la stazione della linea 1 di Capodichino a Di Vittorio». Proprio quest’ultima fermata, la cui apertura è prevista entro la fine del 2027, costituirà uno snodo cruciale del trasporto su ferro all’ombra del Vesuvio, dal momento che costituirà anche un interscambio con la linea Arcobaleno da Aversa.
Il cronoprogramma
Andiamo per ordine, però. E ripartiamo dalle quattro stazioni della linea 1 tra Piscinola e Capodichino, che saranno fondamentali anche nell’ottica della rigenerazione e del rilancio di una zona preziosissima di Napoli, Corso Secondigliano. Per le fermate di Miano, Regina Margherita e Secondigliano, «le opere civili e tecnologiche sono terminate – aggiunge De Gregorio –. Nell’anno in corso dovranno essere completati binari e linea area. L’obiettivo è aprire le tre stazioni entro il 31 dicembre 2026». Per la metropolitana a Di Vittorio, ci vorrà un po’ di tempo in più: «I lavori – prosegue il presidente Eav – termineranno entro la fine del 2027. Quando saranno pronte le tre stazioni di Miano, Regina Margherita e Secondigliano, la linea 1 si aggancerà alla linea Arcobaleno di Aversa. Se da Aversa o da Secondigliano si vorrà andare a piazza Dante, basterà scendere a Scampia e prendere la linea 1 tramite l'interscambio di Piscinola con la linea Arcobaleno. L’obiettivo finale resta quello della chiusura dell’anello, sempre più vicino».
Rimanendo in tema di trasporto su ferro, sono in arrivo novità anche per la linea 10, di cui Eav è soggetto attuatore da parte del Comune. «L’opera vale 3 miliardi – sottolinea De Gregorio – ed è tra le più importanti del Paese in questo momento. A oggi mancano circa 2 miliardi di finanziamenti. Il primo tratto, dalla stazione Alta Velocità di Afragola fino a Di Vittorio, vale un miliardo ed è già finanziato e aggiudicato: tra una ventina di giorni firmeremo il contratto con Webuild. Per la parte mancante, si ragiona su una tratta da Afragola centro ad Afragola stazione. E su un tratto che colleghi Di Vittorio a piazza Carlo III. Le richieste di finanziamento sono state effettuate, e in merito siamo fiduciosi».
Il finanziamento iniziale per la realizzazione dell’infrastruttura, la cui gara si è conclusa a dicembre 2025, è di 1,2 miliardi: 870 milioni assegnati al Comune di Napoli e 330 milioni stanziati dalla Regione (fondi Por Fesr 2021-2027). L’obiettivo è la realizzazione della tratta Afragola-Casoria-Napoli Di Vittorio. Riguardo alla linea 10 parliamo, naturalmente, di tempi di realizzazione più lunghi rispetto a quelli di consegna delle quattro stazioni della linea 1 tra Piscinola e Capodichino. Il punto fondamentale resta però l'implementazione massiccia del trasporto su ferro portato da queste infrastrutture: «Crediamo che per la fine del 2026, con l'apertura delle prime tre fermate a Secondigliano - conclude il presidente Eav - i cittadini dei Comuni e dell'area Nord di Napoli potranno utilizzare la metro per arrivare nel capoluogo». Il traffico dell'asse mediamo, in sostanza, potrebbe alleggerirsi.